brigate gialloblù scontri

Intorno a me molti scuotevano la testa: come si faceva a recuperare un tale svantaggio? Curva aperta si diceva in precedenza, aperta anche ai tifosi avversari quindi. Non avevo tempo di avere paura ma la situazione si faceva difficile. Ma chi cazzo erano ‘sti genoani? striscioni rubati by Brigate /=\ Gialloblù Verona - YouTube non solo come “suoni” ma anche come abbigliamento e, nei limiti del possibile, anche nello stile di vita. La coesione e la grandezza, in termine numerici, della tifoseria veronese è tale da permettere, più di una volta, di occupare interamente la curva della tifoseria ospitante! Siamo all’8 maggio 1983, a una penultima di campionato che proietterà Verona alle vertiginose altitudini della Coppa Uefa, con noi ancora incerti della salvezza. I tafferugli iniziarono molto presto: dapprima risse, scazzottate, poi si cominciarono ad usare le aste delle bandiere e in curva iniziò ad entrare anche chi, con il pretesto della partita e la relativa libertà di agire in un gruppo, sfogava semplicemente la propria aggressività. Oggi la generazione delle Brigate Gialloblu sul viale del tramonto, ma i giovani hanno ereditato la reputazione di questo gruppo, uno dei piu' temuti, rispettati e imitati del panorama ultras italiano. Il Verona non parte benissimo ma nel girone di ritorno inserisce la marcia giusta e vince il campionato. Come la maggioranza degli altri gruppi di tifosi organizzati, nascono come apolitiche e i primi scontri di rilievo si hanno nel 1973 proprio con tifoserie apertamente schierate come quella bolognese. "Il sesto pubblico d'Italia. Molte tifoserie hanno definito "pesante" l'aria che si respira a Verona. Talento naturale, autore di grandi assist e grandi gol, ma soprattutto personaggio estroso, egocentrico, con uno spiccato gusto per lo spettacolo. Non sentirti in colpa: ti sei solo difeso”. In quegli anni le Brigate decisero di abbandonare il vecchio striscione per uno nuovo (la scala a tre pioli come simbolo sormontante la data di nascita, 1971) e per la prima volta è usata la tela cerata. Sul programma pomeridiano invece, non mi aveva ancora detto nulla, lo fece sua madre che, mentre portava in tavola una quantità esagerata di bolliti annegati nella pearà, disse: “Allora oggi andate alla partita? Qualcuno dei milanisti riesce a prendere un lembo di uno striscione veronese, tirandolo verso il basso fino a quando non si strappa. Un’altra particolarità del tifo veronese in chiave “sonora”, sono i cori atti a denigrare l’avversario, sia nel senso di tifoso che in quello di squadra o singolo giocatore. Dietro il sellino della vespa Lucio aveva approntato un perfetto portabandiera e così partimmo alla volta del Bentegodi, con il bandierone che faceva oscillare lo scooter e che quando si frenava ti arrivava in faccia chiudendoti la visuale. Ma non si trattava di un fulmine a ciel sereno. Ricominciano le trasferte oceaniche (almeno 5.000 veronesi invadono Rimini nell’82) e, purtroppo, anche gli scontri con le tifoserie avversarie. Brigate Gialloblu: "Maggio 1999 l'inizio dei problemi" Commenti ridotti delle Brigate dopo gli scontri: "I tifosi di Ancona conoscono la verità!" -Un tifoso modenese venne diffidato per due anni, per aver rotto il setto nasale alla fidanzata, dopo che aveva scaricato la sua rabbia su di lei perchè la squadra che stava perdendo a Gubbio, durante il … Di sicuro c’è che la curva sud non perde assolutamente il suo ruolo di primo piano come fattore di aggregazione per i giovani della città e della provincia. Ci fermammo in un bar, poco distanti dallo stadio, sul viale che portava alla stazione. In un Bentegodi pronto a festeggiare la scudetto della stella milanista, dove solo nella parte centrale della curva qualche stendardo gialloblu rompe il muro rossonero, Zigoni & C. umiliano il Milan. Il rischio di andare alla partita e trovarsi al centro di tafferugli rischiando anche di finire in ospedale, si fa sempre più concreto; ma d’altra parte, il fascino della curva è qualcosa di irresistibile e sono sempre di più i giovani che si lasciano trascinare, così com’è successo a “Ciccio”: “Ci sono 3 date storiche nella mia vita: il mio compleanno, quello di mia figlia e il 30 gennaio 1977, quando sono entrato per la prima volta al Bentegodi. La nascita delle Brigate Gialloblù avvenne il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia I primi brigatisti provenivano per lo più dalla grande città, mentre i primi paesi della provincia veronese in cui si sviluppò il fenomeno furono Cerea, Vigasio, Valeggio, Bovolone, Nogara e la Valpolicella.. Vanni Zagnoli riprese e interviste curiose costume 6,857 views Com’è messo il Verona, ci salviamo anche quest’anno o no?”. Sulla scia dei risultati della squadra, la curva si rianima riempiendosi di giovani e giovanissimi. Storia La nascita delle Brigate e lo sviluppo. Nel Settore P delle ex-Brigate Gialloblù, esposto in alto lo striscione “Un secolo d’amore”. Rimasi senza parole: il campo, la pista di atletica, il formicolio sulle tribune e, soprattutto, la marea umana intorno a me che scandiva la marcia trionfale dell’Aida: “Alè, forza Verona alè…”. Ma cosa volevano questi genoani da me? E poi mi misi a ridere: difendere la bandiera con il sangue! Poi le squadre entrarono in campo e la curva si trasformò in una via di Rio durante il carnevale: bandiere, trombe, tamburi e un muro di voci all’unisono. Adesso vado allo stadio raramente e mi posiziono nella gradinata superiore, vicino al gruppo del 1° febbraio. Cenni storici: Il movimento ultras a Modena inizia nel 1975, con la nascita delle Brigate Gialloblù, quando un manipolo di ragazzi si stacca dal club “I Fedelissimi”, a sua volta nato nel ’72. E anzi alla gara di ritorno fecero in modo da segnare definitivamente le “relazioni diplomatiche”, aiutati dal rancore delle Brigate gialloblu. Non si tratta solo di risse: in più occasioni, nei dintorni del Bentegodi, vengono trovate bottiglie molotov, spranghe, catene, pugni di ferro. Solitamente, quando il resto delle tifoserie si era adeguato alla curva veronese, imitandola, le BG erano già oltre, pronte a proporre qualcosa di nuovo. Non si tratta solo di risultati: è venuto il momento, fisiologico, di un cambio generazionale. Lucio ed altri due ragazzi entrarono per acquistare i biglietti (non ho mai capito perché li avessimo presi lì e non al bigoncio). Non c’era il porto, non c’era il retroterra industriale, non c’era nemmeno uno squadrone come quello dei “reds”, ma in città e provincia nascevano come funghi gruppi musicali (bands) che si ispiravano ai Beatles, agli Who, ai Cream, ai Kinks etc. I miei sensi erano sballottati continuamente tra quello che succedeva in campo e quello che succedeva intorno. Solo lo zoccolo duro rimane a sostenere una squadra che rischia addirittura la retrocessione in C. Il discorso non cambia nemmeno nel campionato seguente e la curva si spopola sempre di più (il campionato 1980-81 registra il minimo storico di abbonati: 2900). Tra l’altro non capivo cosa volesse dire “salvarsi” applicato ad una squadra di calcio. (E sia detto anche alle ragazze)" (Achille Campanile) Spettatori e/o tifosi di Nicola [...] gli scontri fra le Red-white panthers del Vicenza, di sinistra, e le Brigate Gialloblu di Verona, di destra), devastazioni fuori dagli stadi, azioni di guerriglia, attacchi alle ...Leggi Tutto Tutte le mattine prendevo il treno alla stazione di Nogara per recarmi a scuola in città e lo presi anche quella domenica: dovevo fare una full-immersion di calcolo compustico con Lucio, il mio compagno di banco, in vista del compito in classe del lunedì mattina. Entrammo in curva dall’entrata più defilata verso sinistra. Prima di entrare mi affidò la bandiera sincerandosi che avrei fatto buona guardia: “Guai se qualche genoano tenta di fregartela: difendila a costo di sanguinare!”. Probabilmente avevano sbagliato persona, ma non era il caso di tentare di spiegarglielo: mi dispiaceva davvero, perché ero un tipo pacifico, ma al secondo calcio in culo cominciai a roteare l’asta della bandiera gridando in perfetto dialetto della bassa: “adeso iè cazzi vostri! Tifo "Giovinotti, non esageriamo! Ci ciapo ciapo!”. Ero ancora scosso dalla rissa con i genoani, ma mi stavo riprendendo e, soprattutto, divertendo. il primo simbolo di Brigate è il teschio. A Fermo petardi sull'Ancona Calcio! Le BG, trascorsi venti anni intensissimi e frenetici, sono stati costretti a sciogliersi. Scaramucce prima di Bologna-Verona 1996/97, zona Bocciofila, prima della gara (tra F.U. “Zigogol” è il giocatore che ha la possibilità di cambiare il volto di una partita, l’ultimo santo a cui votarsi quando le cose vanno male. Pochi anni prima, nel 1987, dodici tifosi del Verona appartenenti alle Brigate gialloblu erano stati arrestati in seguito ai violenti scontri di Brescia-Verona e condannati per “associazione a delinquere”. E noi arrivammo al Bentegodi proprio dalla campagna, percorrendo una stradina sterrata. Le B.G. Sono anni bui per la città e la provincia, non solo per le intemperanze di alcuni pseudo-tifosi: Verona diventa uno dei crocevia europei della droga e conta decine di vittime. τικός Ποδοσφαιρικός Όμιλος Ελλήνων Λευκωσίας ..γιατί έτσι μεγαλώσαμε και έτσι συνεχίζουμε ..πιο … Dal bar uscirono in 6-7 e da una via laterale, un gruppetto con la sciarpa gialloblu legata in vita corse subito lì. Un sentimento di patriottismo mi si insinuò dentro e, nel bene e nel male, da allora sono sempre stato onorato di essere veronese e la maglia gialloblu è il simbolo della mie radici. Non ci fu bisogno di nessuno scontro ulteriore perché i genoani si misero a correre verso lo stadio. Il 1977 è l'anno nero per gli scontri con juventini, milanisti, bolognesi. Va detto comunque che Verona non è certo un’eccezione: la violenza negli stadi esplode in tutto il suo fragore e nel 1979, durante il derby Lazio-Roma, si registra la prima vittima: un tifoso laziale colpito da un razzo. E poi perché mi davano del fascista? Brigate e inferni gialloblù vari scaricano contro i tifosi partenopei cori xenofobi che neppure a San Siro o al Comunale di Torino si sentono: “Terremotati”, “benvenuti in Italia”, “quanto puzzate”. Il giocatore simbolo degli anni ’70 è Gianfranco Zigoni. Ci accerchiarono in una ventina (noi eravamo in sei, nove se si contano Lucio e gli altri che erano dentro il bar) e in effetti la prima cosa che tentarono di fare fu proprio di impossessarsi della bandiera gridandoci “veronesi fascisti di merda”. È così e basta. Nel 1976 alcuni esponenti delle BG stringono un gemellaggio storico con una curva inglese: quella del Chelsea, squadra conosciuta più per le intemperanze del proprio pubblico che per i meriti sportivi. Ma a convincermi del tutto sul fatto di andare alla partita, furono i gadget di Lucio: sciarpa e berretta a righette gialle e blu, confezionate dalla madre, e la bandiera, anch’essa artigianale, formata semplicemente da due drappi gialloblu cuciti insieme. Le Brigate Gialloblu quindi, sono ancora vive e vegete. Prima ancora di salire le scale della curva sud fui investito da un urlo assordante: “Genoa, Genoa: vaffanculo!”. Sull’onda del Verona di Garonzi, provinciale di lusso che si toglie spesso e volentieri lo sfizio di sgambettare le grandi, il Bentegodi diventa di fatto “il giocatore in più” e buona parte delle fortune dell’Hellas si consuma tra le mure amiche. Sono passati più di dieci anni dalla fondazione delle BG e la realtà del calcio è cambiata radicalmente, così come sono cambiate le curve. non lo so quanti biglietti hanno dato e quanti ne hanno venduti.. La bandiera era in salvo ma il vespino di Lucio non ne era uscito molto bene. La nascita delle "Brigate Gialloblu" avviene il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia. Il Sito Web di MC - Hellas - (C) 2003 MC: La storia delle Brigate Gialloblù. La nuova generazione di brigatisti è figlia di questi cambiamenti ed ogni giudizio sul decennio 1982-1991 deve essere dato in quest’ottica. Gli anni ’70 sono però anche il periodo più florido per i gemellaggi. Ma non eravamo venuti per una partita di calcio? Hellas Verona. “Sei arrivato prima tu dei genoani” mi disse mentre cercavo di farmi posto nella parte posteriore del sellino. !” Mi arrivarono due schiaffoni e un pesante calcio in culo ma la bandiera non la mollavo di certo. I tifosi veronesi sono sopra la Fossa e, nonostante il gemellaggio con le “Brigate Gialloblù Verona”, la comprensibile tensione porta ad un reciproco lancio di oggetti. Mantova”. Lucio con i numeri era un mostro e, in effetti, passammo il resto della mattinata a studiare. Ma perché tutto ‘sto casino per la bandiera di Lucio? Inizia una rivalità storica tra le due tifoserie, destinata a raggiungere l’apice negli anni ’80. Il mio rapporto con il calcio era molto semplice: qualche tiro nel campetto parrocchiale il sabato pomeriggio e ignoranza pressochè assoluta in fatto di squadre, giocatori e così via. Le BG prendono le distanze dai “teppisti” che si infiltrano in curva sud ma i disordini continuano. Il mio amico però era più incazzato per essersi perso il corpo a corpo con i genoani. È il caso di quelle con Sampdoria e, soprattutto, Fiorentina (le uniche di quel periodo ancora vive e vegete), ma anche con i granata del Torino e con i giallorossi della Roma i rapporti sono ottimi (con i romani l’idillio non durerà comunque molto). Questa proponsione, ancora in embrione negli anni ’70, raggiungerà l’apice nel decennio successivo. Il termine BRIGATE GIALLOBLU fu coniato da due ragazzi, anche loro sedicenni all'epoca. Io ero davvero scosso, e se prima non avevo avuto paura, adesso mi stavo cagando addosso: mi ero sporcato i jeans, il giubbotto, mi faceva male una gamba e la scarica di adrenalina mi lasciava adesso tremante. Ci posizionammo in alto, un po’ defilati a sinistra rispetto al centro della curva. La propensione a “farsi sentire”, ad esprimere l’appoggio alla squadra tramite la voce, è di chiara importazione inglese, del resto, uno dei vanti delle BG è sempre stato quello di ispirarsi, come stile e mentalità, ai colleghi d’oltremanica. Nella partita contro la Juventus del marzo 1977, sulla pista di atletica dello stadio veronese viene rinvenuta addirittura una bomba a mano! Con il campionato 1978-’79 finisce l’era Garonzi e il Verona torna in B. Il primo torneo nella serie cadetta, preceduto da una campagna acquisti che non promette un campionato di vertice, vede il Bentegodi svuotarsi, curva compresa. Di stampo prettamente campanilista (aggravata in seguito anche dalla matrice politica) è invece la rivalità con i vicentini. I rapporti tra la gioventù veronese e la perfida Albione, meritano quindi qualche riga. Ogni contenuto è liberamente riproducibile. Il suo mito, a Verona, continua a vivere, anche tra coloro che negli anni ’70 non erano ancora nati. Sarei stato suo ospite a pranzo, a cena e avrei pure passato la notte da lui. Sulla scorta di questa amicizia, in curva iniziano ad apparire le sciarpe della squadra londinese e una enorme “union jack” (la bandiera del Regno Unito) comincia a sventolare assieme a quelle gialloblu. Sulle Bg è stato detto molto, spesso parlando a vanvera o facalizzando solo alcuni aspetti, io posso dire che in curva ho stretto amicizie che mi porterò dietro per sempre e che la stragrande maggioranza dei frequentatori della sud erano ragazzi come me, non certo teppisti o delinquenti. Vincemmo 3-2 e alla fine anche gli altri settori dello stadio accompagnarono le Brigate nei cori, applaudendo a lungo quegli 11 eroi. Oltre a quello già citato, internazionale, con i colleghi londinesi del Chelsea, le BG stringono altre amicizie, alcune delle quali dopo essersele date di santa ragione! Ci avvicinammo al Bentegodi insieme al gruppetto che era intervenuto in nostro aiuto. Oggi la generazione delle Brigate Gialloblu sul viale del tramonto, ma i giovani hanno ereditato la reputazione di questo gruppo, uno dei piu' temuti, rispettati e imitati del panorama ultras italiano. Brigate Gialloblu Una volta erano i guerrieri di Verona. Nate in un epoca di grandi sconvolgimenti della società italiana, nei deprecabili anni di piombo, le Brigate Gialloblù con le loro canzoni e le loro bandiere sono riuscite ad aggregare al campanile, rappresentato dall'Hellas Verona, migliaia di giovani molti dei quali per spirito di gruppo e sotto le insegne gialloblù, hanno trovato le motivazioni e la forza per migliorarsi e trasgredire. Degli scontri con i bolognesi nel 1973 si è già detto. Per la prima volta nella mia vita entravo in uno stadio. Nella stagione 1981-’82 dopo 2 anni di purgatorio, la nuova dirigenza (che vede al vertice Guidotti e Chiampan) riesce ad allestire una squadra competitiva affidandola ad Osvaldo Bagnoli. In un Bentegodi pronto a festeggiare la scudetto della stella milanista, dove solo nella parte centrale della curva qualche stendardo gialloblu rompe il muro rossonero, Zigoni & C. umiliano il Milan. Dalla curva si alzano i cori, ritmati dai tamburi, mentre bandiere gialloblu di ogni dimensione si muovono tutte assieme accompagnate dal lancio di grossi coriandoli, da fumogeni colorati e dallo scoppio di petardi e raudi di grosso calibro: si tratta di una coreografia classica degli anni ’70 ma la fantasia veronese ha saputo nel tempo evolversi e cambiare costantemente. Lucio abitava a Santa Lucia e mi venne a prendere alla stazione con il suo vespino verso le 9 di mattina. Sembra impossibile che all’epoca le tifoserie non fossero divise, ma era proprio così, anzi: il Bentegodi fu il primo stadio in Italia, fin dalla metà degli anni ’70, a disporre le tifoserie ospiti nella curva opposta, a meno che non ci fossero buoni rapporti con le BG. Volevo tornare a casa ma nessuno mi ascoltava. Contiene comunicati del gruppo, commenti e notizie sul campionato, fotografie e uno spazio di discussione. Il Genoa si portò sul 2-0 e dalla curva opposta arrivavano sempre più fitti gli sfottò. Non mi resi conto immediatamente di cosa stava succedendo ma strinsi la mano attorno all’asta della bandiera ben deciso a non mollarla mettendomi a gridare: “Lucio!!! Hellastory è ottimizzato per una risoluzione dello schermo di 800x600 pixel. Però tutti continuavano a cantare. La tensione è accresciuta dalla vittoria per 3-1 che l’Hellas riporta sul campo. Probabilmente, l’attrezzo bellico è stato lanciato proprio dalla curva sud e, solo per una fortunata coincidenza, la seconda “sicura” ha tenuto impedendo l’esplosione. Per una corretta visione si consiglia l'uso del browser Microsoft Internet Explorer versione 5 o successiva con Javascript, Popup e Cookies abilitati. Me lo spiegò bene Lucio, dopo il caffè, e devo dire che la sua descrizione di un calcio fatto di “grandi” che lottano per il titolo e di “provinciali” che lottano per la salvezza, un po’ mi appassionò, soprattutto quando mi raccontò dello sgambetto al Milan, nel ’73. Mi stavo proprio divertendo e quando uscimmo fuori da un sottopasso della ferrovia e mi trovai davanti (ancora in lontananza ma in tutta la sua maestosità) il Bentegodi, fui avvolto da un brivido. Non avevo proprio idea di chi fossero i genoani, e non mi passò neanche per la mente che il termine potesse avere qualcosa a che fare con la città di Genova e con il calcio. Mitici, in tal senso, i due testi che seguono: Accanto ai cori storici, alcuni dei quali vengono ancora proposti dalla curva sud, i “cantanti” delle BG hanno una capacità innata di creare canzoni sul momento, basandosi su un particolare della gara, su qualche giocatore, su qualche avvenimento etc. BRIGATE in trasferta a Napoli 1973-74 BRIGATE in trasferta a Firenze contro i Viola stagione 1983-84 Inizia il ciclo del Verona straordinario di Bagnoli e la curva sud si prepara a varcare i confini nazionali. Considerando che nello stile di vita dei coetanei inglesi, la frequentazione degli stadi era già una realtà all’inizio degli anni ’70, si intuisce facilmente come l’osmosi con i “turisti” veronesi abbia prodotto effetti anche sul tifo delle BG. Negli anni ’60 Verona fu ribattezzata la “Liverpool d’Italia”. L’egemonia culturale giovanile inglese aveva contagiato tutto il nostro paese, ma Verona ne fu colpita in modo particolare, e la “swinging London” divenne una delle mete più sognate dai giovani veronesi.

Musei Veneto Covid, Gigi Esposito Marito Di Isa Danieli, Ucraina Calcio Partite, Marianna Lanteri Biografia, 11:11 Numero Angelico, Frankenstein Plot And Themes, Tanti Auguri A Me Tumblr,

Lascia un commento