Santa Teresa dei Maschi a Bari Vecchia la favola di Roberto Ottaviano. Cultura Eventi e Tradizioni Musica 14 Ottobre 202614 Ottobre 2026 Giovedì 15 ottobre, nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi, a Bari Vecchia, la favola di Roberto Ottaviano fra musica, narrazione e arti visive. Un burattino senza un braccio, un orso ricucito tante volte, un carillon che ha smarrito la propria melodia: sono gli abitanti di un luogo immaginario dove approdano gli oggetti dimenticati, custodi silenziosi di affetti e storie lontane. È questo l’universo poetico de La radura dei dimenticati, favola di Roberto Ottaviano, con musiche di Grazia Bonasia, in programma giovedì 15 ottobre alle 20.30nella chiesa di Santa Teresa dei Maschi, a Bari Vecchia, per Notti Sacre Ricercari. Lo spettacolo, in prima assoluta, esplora il rapporto fra memoria e oblio, affidando a linguaggi diversi il compito di raccontare ciò che sopravvive alla perdita. La narrazione conduce in una radura fuori dal tempo, dove gli alberi fioriscono quando qualcuno viene ricordato e lo stagno restituisce immagini del passato. Il ricordo diventa l’unico passaggio possibile fra il mondo di chi ha dimenticato e quello degli oggetti che un tempo ha amato. Una favola capace di parlare a pubblici diversi, evocando il valore dei legami e la possibilità di ritrovare, nella memoria, ciò che sembrava perduto.La dimensione narrativa si sviluppa attraverso un dialogo fra composizione musicale, improvvisazione, voce e immagini. Grazia Bonasia, al pianoforte e autrice delle musiche, alterna la scrittura all’improvvisazione di Roberto Ottaviano, al sassofono, all’elettronica e alla voce. La narrazione è affidata a Maria Chiodo, mentre le animazioni con ombre e silhouette di Maria Cavallo, l’animazione a passo uno di Beatrice Mazzone e la videoarte di Miguel Gomez costruiscono un paesaggio visivo che accompagna e dilata il racconto.«È tutto in contrappunto», spiega Bonasia, sottolineando la relazione fra la parola, la musica e le immagini. Ogni linguaggio conserva la propria autonomia e contribuisce a dare forma a un’esperienza in cui il suono può aprire nuove prospettive sulla storia, mentre le immagini ne amplificano la dimensione onirica.Con La radura dei dimenticati, Notti Sacre propone una ricerca espressiva che attraversa musica, narrazione e arti visive, trasformando una favola in una riflessione sulla memoria e sulla persistenza degli affetti. Un invito a riconoscere, anche negli oggetti più fragili, le tracce di ciò che continua a vivere dentro di noi.