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11 marzo 1911: nasceva Alba de Céspedes voce libera del Novecento

Scrittrice antifascista, e protagonista della cultura europea, raccontò nei suoi romanzi la coscienza femminile e il bisogno di libertà, da Nessuno torna indietro a Quaderno Proibito

di Pietro Fabris

Alba de Créspedes

Alba de Créspedes è nata a Roma, 11 marzo 1911. Vivacità intellettuale destinata a diventare una delle voci libere e intense della letteratura italiana del Novecento. Le sue opere letterarie sono diari di viaggio sui sentieri della libertà che è partecipazione,  liriche che sono invito a non flettersi alle trombe della propaganda narcotizzante. Figlia di madre italiana e del diplomatico cubano Carlos Manuel de Céspedes y Quesada, cresce tra lingue, paesi e orizzonti culturali differenti. Fin da giovane comprende che la scrittura non è soltanto una passione: “È uno spazio di libertà e chiarezza“. Chi legge è più forte, perchè conosce, si informa e può divenire protagonista della propria vita civile.

Il suo esordio arriva nel 1935 con L’anima degli altri, raccolta di racconti che rivela una sensibilità narrativa rara. Ma quello stesso anno segna anche l’inizio del suo confronto diretto con la storia: Alba viene arrestata per attività antifascista e rinchiusa per alcuni giorni nel carcere romano delle Mantellate. La sua voce, però, non si spegne. Anzi, diventa più forte.

Copertina del libro Nessuno torna indietro

Nel 1938 pubblica Nessuno torna indietro, romanzo destinato a lasciare il segno. Il libro racconta di donne che pensano, scelgono, desiderano. Donne lontane dall’immagine docile e silenziosa che il regime fascista vorrebbe imporre. Il successo è enorme, ma insieme arriva anche l’ostilità del potere: la libertà, quando è scritta nero su bianco, diventa un atto di coraggio.

Durante la Seconda guerra mondiale la sua penna si trasforma in voce viva, testimonianza di valori. Partecipa alla Resistenza e collabora con Radio Bari usando lo pseudonimo “Clorinda”, che diventerà anche il suo nome di battaglia. Clorinda è richiamo esplicito alla guerriera della “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso. Grazie alla radio le parole attraversano l’etere come segnali di speranza in un’Italia ferita.

Finita la guerra, Alba de Céspedes continua a costruire ponti tra letteratura e impegno educativo. Fonda la rivista Mercurio, una delle più vivaci officine intellettuali del dopoguerra, capace di riunire firme prestigiose della cultura internazionale come Alberto Moravia ed Ernest Hemingway. È uno spazio di dialogo, di impegno democratico, di riflessione, confronto e rinascita.

Negli anni successivi arrivano i romanzi che la consacrano definitivamente. Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952), Il rimorso (1962): opere che esplorano con profondità la coscienza femminile, i conflitti interiori, il peso delle convenzioni sociali. Nei suoi libri le donne non sono figure marginali, ma universi complessi, inquieti, vivi. Sono donne vere, con i loro sogni, debolezze, ma soprattutto umanità e raffinatezza  perspicacia.

Copertina del libro Quaderno Proibito

Alba de Céspedes è una cittadina del mondo. Vive tra Roma, Parigi e L’Avana, intrecciando relazioni con il panorama letterario europeo e internazionale. Le sue opere viaggiano lontano, tradotte in molte lingue, e ispirano adattamenti per il cinema, il teatro e la televisione.

Quando muore a Parigi nel 1997, all’età di 86 anni, lascia molto più di una bibliografia. Lascia una traccia. Una linea di parole, un esempio di onestà e rispetto per la cultura che attraversa il Novecento e continua a parlare al presente.

Nei suoi romanzi vi è il coraggio di guardarsi dentro, di raccontare il mondo e di rivendicare, con lucidità e passione, il diritto di essere dono di verità.

11 marzo 2026

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