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La Puglia da scoprire: storia miracoli e sapori unici nei caratteristici borghi della provincia di Taranto

Viaggio tra Carosino, Monteiasi e San Giorgio Ionico: quando la fede, la memoria collettiva e le antiche tradizioni si fanno cultura a chilometro zero.

di Elena Manigrasso

I borghi della provincia di Taranto incantano i turisti con le Chiese, le piazze, le tagghiate, i miracoli e altre storie.
Ormai vengono chiamati “Glocal” gli amanti del mondo globale ma che si appassionano anche alla storia locale. Tanti sono stati gli eventi estivi nei comuni tarantini realizzati tra gli scorci caratteristici dei paesi, nelle piazze, davanti il sagrato di una chiesa.

A Carosino (TA), nel mese di agosto, all’interno del Book festival è stato presentato il libro del giornalista Floriano Cartanì: “La Chiesa dei miracoli e altre storie”, proprio davanti al sagrato della Chiesa Madre. La casa di tutti, la casa che quando si passa per fare due passi ha le porte sempre aperte, quasi a dire: entra, è casa tua. Il paese ha al suo centro la chiesa e la piazza, una acropoli cristiana a cui si affianca l’agorà, il centro della vita pubblica, luogo di incontro e relazioni, opportunità per stringere affari, per trovare lavoro nelle campagne. In una famiglia monoreddito il trovare un lavoro “a giornata” era un modo per mantenersi agli studi. Piccolo mondo antico ormai estinto, piccolo mondo moderno per cercare di andare avanti salvando la tradizione.
Altra location suggestiva per presentare libri, sfilate di moda, eventi musicali è stato il teatro all’aperto di Carosino, all’interno del polmone verde del parco pubblico. Nelle sere afose agostane sono stati letti “li cunti” di Arcangelo Conzo raccolti dagli anziani; storie ricche di amore e senso di appartenenza alla propria comunità. Ecco, queste storie hanno come marchio evidente il senso di appartenenza, il senso del passato che non può essere mai individuale ma collettivo: la storia è nelle nostre mani, mani grandi mani senza fine, come cantava poeticamente Gino Paoli, canzone interpretata egregiamente da Ornella Vanoni.

Monteiasi, a pochi passi da Carosino, ha dato vita al triduo della festa del Santo Legno del Crocifisso con intensità narrativa. Una narrazione che ha fatto riaffiorare ricordi intensi di chi era presente il 12 settembre presso l’atrio della scuola elementare, nella serata di recital sul dogma della Crux, realizzato da CulturAmica Community. Questo lavoro ha anticipato la festa solenne del 14 settembre a Monteiasi: la tradizionale processione per le vie del paese e il caratteristico lancio di petali e fiori dai balconi, la consegna delle chiavi della città al S.S. Crocifisso da parte del sindaco, una lunga processione, luminarie artistiche, concerti bandistici e spettacoli pirotecnici, dolci e bancarelle. La festa di un paese intorno alla quale la comunità si stringe e si riconosce.
A San Giorgio Ionico abbiamo assistito al “Premio Città delle Tagghiate” l’11 settembre, serata di premiazione alle eccellenze della città nella splendida cornice di antiche cave di tufo e pietra calcarea oggi dismesse, caratteristiche del territorio di San Giorgio Jonico.

Ormai le tagghiate sono entrate nel cuore e nel palato di ogni cittadino: una nota pasticciera sangiorgese ha creato un dolce tipico con le sue forme di roccia e calcare, di colore ocra e rosso. Un dolce che ha il colore rosso del tramonto realizzato con l’alchermes, la marmellata di fichi, le mandorle e tanta, tantissima pasta frolla, dal colore caldo come le pietre imponenti che si stagliano su queste cave dismesse. Presentatrice di grande prestigio della serata è stata la cantante Mietta, reduce dai Giochi del Mediterraneo con la sua canzone “Sott’u sole”.
Mistero, radici, fede popolare offrono scene di un Sud che si trova solo nei racconti orali, fatti di calanchi, di ficheti, di olive, di ricordi. Storie che si incastonano tra loro se le facciamo sentire, storie di blocchi di pietra lavorata con un piccone speciale chiamato “zzuèccu”, storie di Madonne sulla pietra, di rose, di spine, racconti che trasudano di spiritualità, suggestioni e devozione. È triste chi non ha niente, ma è ancora più vuoto e triste chi non ha memoria.
Grazie ad ogni lettore se con i suoi racconti riuscirà ad unire un tassello in più nella storia dei nostri paesi.

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