Taranto si rialza: il riscatto dei Giochi del Mediterraneo tra storia futuro e dissenso Cultura Eventi e Tradizioni Sport 26 Agosto 202626 Agosto 2026 La cerimonia d’apertura della XX edizione dei Giochi accende i riflettori sulla Città dei Due Mari. Tra l’emozione per l’Atleta di Taranto e i fischi alla politica, la Puglia rivendica il diritto a un futuro di pace e aria pulita. di Elena Manigrasso Per secoli capitale della Magna Grecia, oggi capitale del Mediterraneo. Tutte le rinascite sono belle, ma quella di Taranto, capace di risorgere dalla spuma delle sue acque invece di farsi consumare dal fuoco dell’acciaio, ha una sfumatura ancora più profonda e commovente. Una rinascita che la sera del 21 agosto ha fatto emozionare anche chi ha seguito l’apertura dei XX Giochi del Mediterraneo attraverso la tv nazionale. Il boato dello stadio Erasmo Iacovone, rimesso a nuovo per l’occasione, ha accompagnato i momenti chiave della cerimonia. L’emozione si è fatta tangibile quando la campionessa olimpica di Tokyo 2020, la marciatrice di Mottola Antonella Palmisano, ha consegnato la bandiera italiana al reggimento dei Corazzieri. Sul palco, la narrazione ha celebrato l’essenza stessa della città: ballerini bagnati dall’acqua, sostanza prima della comunità ionica, e la voce di Mietta a scandire il ritmo della “Taranta”. Al centro della scena si è ridestato l’Eroe michelangiolesco, un gigante che simboleggia il risveglio dell’atleta tarantino. Taranto finalmente brilla per il suo mare, non più per le sue ciminiere. I Giochi, in programma dal 21 agosto al 3 settembre 2026, rappresentano un potenziale punto di partenza. Taranto ha già dato tanto all’Italia; ora è il momento che le istituzioni restituiscano il dovuto a una terra che chiede solo di essere valorizzata per la sua bellezza profonda: i pini di Cimino, il Mar Piccolo, il Mar Grande, i delfini e i cavallucci marini. Una bellezza che fa rima con aria pulita.La serata inaugurale ha però registrato anche una netta spaccatura politica. Se per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono piovuti scroscianti applausi, la Premier Giorgia Meloni è stata accolta da fischi di dissenso che hanno fatto il giro dei telegiornali nazionali. Di fronte alle dichiarazioni di esponenti politici, come la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, secondo cui la città dovrebbe scusarsi per la contestazione, emerge una visione opposta: il dissenso è lo strumento democratico che muove le acque e rompe secoli di silenzi. Il Sud non subisce più a testa bassa; oggi si rialza. Esibizione di Mietta Il legame tra i Giochi moderni e la storia antica si materializza nella figura dell’Atleta di Taranto. Scoperto nel 1959 in via Genova all’interno di una tomba databile tra il 500 e il 480 a.C., lo scheletro venne rinvenuto con un alabastron (un vaso porta unguenti) nella mano sinistra. Ai vertici del sepolcro, i frammenti di quattro anfore panatenaiche testimoniarono le sue quattro grandi vittorie ad Atene nel Pentathlon: Salto in lungo Lancio del disco Lancio del giavellotto Lotta Corsa Dopo secoli di sonno e un accurato restauro, l’antico battito di quell’eroe torna a farsi sentire nella sua Taras. Oggi come allora, gli atleti tornano a sfidarsi in una terra d’accoglienza, per un Mediterraneo senza sangue e di pace. Taranto sceglie la felicità e stringe le mani dei popoli vicini, ma lo fa avanzando una richiesta ferma e dignitosa: poter vivere, sognare e respirare.