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Ceglie del Campo, quartiere di Bari: riprendono gli scavi archeologici

Scavi archeologici a Ceglie del Campo @Buonasera24
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Cantieri a Ceglie del Campo @Buonasera24
Cantieri a Ceglie del Campo @Buonasera24

Sono ripartiti i cantieri per la realizzazione della fogna bianca a Ceglie del Campo e Carbonara, due dei quartieri più antichi di Bari, e con essi è tornata alla ribalta l’attenzione sul patrimonio archeologico che il sottosuolo di questi territori custodisce da secoli. Nei giorni scorsi l’assessore alla Cura del Territorio Domenico Scaramuzzi, insieme ai tecnici comunali, ha effettuato un sopralluogo nei due cantieri, partendo da piazza Umberto a Carbonara per poi spostarsi sul tratto che da via Ugo Foscolo raggiungerà piazza Vittorio Emanuele, nel cuore di Ceglie. Proprio qui, durante la posa delle tubature, sono riemersi ritrovamenti che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari sta ora esaminando con rilievi sul campo, sotto la guida della soprintendente Francesca Romana Paolillo e dell’archeologa Caterina Annese.

Ritrovamento durante gli scavi @kailiapeuceta
Ritrovamento durante gli scavi @kailiapeuceta

Non è la prima volta che il sottosuolo di Ceglie, l’antica Caeliae, restituisce testimonianze del passato: già nel 2019 gli scavi per un giardino pubblico in via Manzari avevano portato alla luce una necropoli con sepolture del IV secolo a.C., corredi funerari e terrecotte di pregio, oggi custoditi nei laboratori di restauro di Palazzo Simi. Ma è anche un altro capitolo, meno noto, che potrebbe emergere da questi scavi: quello della presenza armena nell’area suburbana di Ceglie, documentata da una pergamena del giugno 990 conservata nell‘archivio della Basilica di San Nicola. Il documento attesta la residenza stabile di almeno cinque famiglie armene nel territorio, inserite nel tessuto di scambi e matrimoni misti che caratterizzava l’entroterra barese sotto il dominio bizantino. A rendere ancora più prezioso l’atto è la sottoscrizione autografa in lingua armena di un sacerdote, tale Husep, apposta nell’escatocollo della pergamena: una firma che, agli occhi degli studiosi, rappresenta una delle testimonianze più antiche e dirette della presenza armena in Puglia.

Reperto degli scavi di Ceglie @kailiapeuceta
Reperto degli scavi di Ceglie @kailiapeuceta

È in questo scenario che si inserisce la speranza che le nuove indagini archeologiche possano restituire non solo reperti funerari di età classica, ma anche tracce materiali di quella comunità orientale: edifici di culto, sepolture con iscrizioni, oggetti liturgici che confermino sul terreno quanto la pergamena racconta sulla carta. Il Municipio IV, che comprende alcuni dei quartieri più storici della città, si candida così a diventare un laboratorio a cielo aperto per ricostruire fasi di occupazione lontane nel tempo, dall’età classica al medioevo bizantino. La presidente del Municipio, Maria Chiara Addabbo, ha sottolineato il valore identitario di questi ritrovamenti per un territorio che torna a raccontare la propria storia. Gli archeologi procedono intanto con il metodo stratigrafico, indagando gli strati dai più recenti ai più antichi, mentre il cantiere resta in attesa delle indicazioni definitive della Soprintendenza prima di riprendere a pieno ritmo i lavori pubblici.

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