Erebuni, riemerge dal passato un affresco urarteo di 2.600 anni Cultura Storia 15 Agosto 202615 Agosto 2026 di M. Siranush Quaranta Ingresso degli scavi di Erebuni Sulle colline che dominano Yerevan, capitale dell’Armenia, negli strati più profondi dell’antica fortezza di Erebuni, una missione archeologica franco-armena ha riportato alla luce un frammento di murale policromo che ha attraversato quasi ventisette secoli conservando ancora la vivacità dei suoi pigmenti originari. L’annuncio, diffuso dall’Ambasciata di Francia in Armenia, definisce la scoperta “senza precedenti” per lo stato di conservazione del reperto, individuato nel corso delle campagne di scavo condotte all’interno del sito. Erebuni fu fondata intorno al 782 a.C. dal re urarteo Argishti I e rappresenta uno dei complessi fortificati meglio documentati del Regno di Urartu, potenza che dominò per secoli l’altopiano armeno prima dell’ascesa dei Persiani achemenidi. Dal 2008 il sito è oggetto di uno scavo congiunto franco-armeno che ha permesso di approfondire la conoscenza dell’architettura, dell’organizzazione amministrativa e della cultura materiale urartea. L’affresco urarteo scoperto dagli archeologi Secondo gli archeologi, il frammento pittorico rinvenuto risalirebbe alla seconda metà del VII secolo a.C. o all’inizio del VI secolo a.C., dunque agli ultimi decenni di vita del regno, prima della sua dissoluzione. Il pannello, dipinto direttamente sull’intonaco murario, conserva campiture in rosso, blu e nero che compongono motivi decorativi e figure il cui significato iconografico è ancora al vaglio degli specialisti. La rarità del ritrovamento risiede proprio nella persistenza cromatica: i pigmenti minerali utilizzati dagli artisti urartei, esposti per millenni all’azione degli agenti atmosferici e alla sedimentazione del terreno, si sono conservati con una nitidezza raramente riscontrata in contesti coevi del Vicino Oriente antico. Gli studiosi sottolineano come il reperto costituisca un’occasione preziosa per approfondire tecniche pittoriche, materiali e cultura visiva urartea, ambito ancora poco esplorato rispetto alla documentazione epigrafica e architettonica del regno. L’affresco potrebbe offrire elementi di confronto inediti con le tradizioni artistiche mesopotamiche e assire, con cui gli Urartei intrattennero rapporti complessi, tra scambi culturali e conflitti militari. La scoperta è il risultato di una cooperazione scientifica di lungo corso tra istituzioni francesi e armene: al progetto partecipano l'”Erebuni” Historical and Archaeological Museum-Reserve, l’Institut français d’Arménie, il ministero armeno dell’Istruzione, Scienza, Cultura e Sport e il ministero della Cultura francese. L’Ambasciata di Francia ha ribadito come i progetti di ricerca condotti a Erebuni abbiano svolto, negli anni, un ruolo determinante nel recupero e nella tutela del patrimonio storico armeno, in un sito che continua a restituire informazioni fondamentali sulla civiltà urartea. Il team di ricerca proseguirà ora con le operazioni di consolidamento e restauro del frammento, passaggio indispensabile prima di poterlo esporre al pubblico. Nel frattempo, la fortezza di Erebuni, già nucleo fondativo dell’attuale Yerevan, conferma il proprio ruolo di giacimento archeologico di primo piano per la ricostruzione della storia dell’altopiano armeno nel I millennio a.C.