Aggressione al Parco Rossani: ai domiciliari l’addetta ai bagni. La città si interroga sulla sicurezza degli spazi pubblici Cronaca 3 Agosto 20263 Agosto 2026 di Pietro Fabris Una violenza brutale consumata a Bari in un luogo che dovrebbe essere simbolo di incontro, socialità e convivenza civile. È finita agli arresti domiciliari Angela Memoli, 31 anni, addetta ai bagni del Parco Rossani di Bari, ritenuta dagli inquirenti una delle responsabili dell’aggressione avvenuta il 23 luglio scorso ai danni della studentessa universitaria di Filosofia Giuditta D’Elia. GIUDITTA D’ELIA Secondo la Procura di Bari, guidata dal procuratore Roberto Rossi, la donna avrebbe preso parte, insieme ad altre tre persone, al violento pestaggio che ha provocato alla giovane gravi lesioni al volto, con una prognosi di quaranta giorni. Le accuse contestate, in concorso con gli altri indagati, sono di lesioni personali aggravate e concorso in rapina. La 31enne, dipendente di una società appaltatrice del Comune, era stata sospesa dal servizio subito dopo i fatti.L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dalla Procura e dalla polizia giudiziaria, che, attraverso testimonianze, accertamenti e la ricostruzione della dinamica dell’aggressione, ha consentito di delineare le responsabilità degli indagati.La vicenda, però, va oltre il singolo episodio di cronaca e riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza negli spazi pubblici. Proprio su questo aspetto, già da tempo, il nostro giornalista, Francesco Guida, giornalista e residente della zona, aveva espresso più volte le proprie preoccupazioni sulle condizioni di sicurezza del Parco Rossani, auspicando la presenza costante di un presidio capace di prevenire situazioni di degrado e violenza e di garantire una maggiore tutela ai cittadini che ogni giorno frequentano il parco.L’aggressione a una giovane studentessa in uno spazio destinato all’incontro e alla vita collettiva rende ancora più evidente quanto sia necessario investire nella sicurezza e nella cura dei luoghi pubblici. Parchi, piazze, biblioteche, musei e giardini rappresentano le moderne agorà: spazi in cui persone con idee, culture e sensibilità diverse devono poter convivere serenamente, confrontarsi e costruire relazioni nel rispetto reciproco.Sull’accaduto è intervenuta anche la presidente del Municipio 2, Alessandra Lopez, che ha richiamato il valore del dialogo democratico e del confronto civile come principi fondamentali della vita della comunità. La Lopez ha ribadito che ogni forza politica, ogni rappresentante eletto e ogni cittadino devono poter esprimere liberamente le proprie idee, le proprie preoccupazioni e le proprie proposte, sempre nel rispetto della legalità e della dignità delle persone. Il Parco Rossani La presidente ha inoltre assicurato l’impegno del Municipio 2 affinché episodi di tensione e violenza non trovino spazio nei luoghi della partecipazione civica. Le sedi istituzionali, così come i parchi e gli altri spazi della città, devono continuare a essere luoghi di confronto costruttivo, nei quali prevalgano il senso di comunità, il rispetto delle persone e delle idee e la volontà condivisa di migliorare la qualità della vita nei quartieri.In questo contesto, l’auspicio è anche che Elisabetta Elia non cada nella trappola delle propagande e delle strumentalizzazioni che spesso accompagnano vicende così dolorose. Quanto accaduto dovrebbe invece diventare un’occasione di riflessione seria, onesta e intelligente per tutti: cittadini, istituzioni e forze politiche. Solo un confronto responsabile, lontano dalle contrapposizioni ideologiche, può trasformare un episodio di violenza in uninput concreto per rafforzare la sicurezza, la coesione sociale e il senso di appartenenza alla comunità.Perché quando la violenza prende il posto del dialogo non viene colpita soltanto una persona, ma l’intera comunità. Difendere la sicurezza degli spazi pubblici significa difendere il diritto di ciascuno a vivere la città senza paura, nella certezza che legalità, rispetto e convivenza civile restino i pilastri su cui costruire il futuro dei nostri quartieri.