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Shamiram, l’archeologia italo-armena riporta alla luce quattromila anni di storia

Sito archeologico di Shamiram
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Si è conclusa con ottimi risultati la campagna di scavo 2026 della Missione Archeologica Congiunta Armeno-Italiana a Shamiram, nella regione di Aragatsotn: uno dei siti archeologici più ricchi di stratificazioni dell’Armenia centrale. I lavori, condotti per un periodo di due mesi, fanno parte di una collaborazione scientifica di lunga data tra l’Istituto di Archeologia ed Etnografia dell’Accademia Nazionale delle Scienze armena e l’ISMEO. Il progetto è co-diretto dalla professoressa Vardhuy Melikyan e dal professor Roberto Dan, ed è cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Yerevan.

Ritrovamenti dello scavo archeologico di Shamiram
Ritrovamenti dello scavo archeologico di Shamiram

Tra le scoperte più importanti spicca il proseguimento degli scavi della Tomba n. 3, una monumentale sepoltura risalente alla Tarda Età del Bronzo: cerchi concentrici di pietre, una camera funeraria centrale e un ricco corredo che comprende armi in bronzo, punte di freccia e persino i resti di un cavallo sacrificato ritualmente. Un ritrovamento che getta nuova luce sulle élite locali e sui riti funerari dell’epoca. Dietro una delle torri della fortezza è emersa anche una stanza risalente alla media Età del Ferro, con evidenti tracce di incendio, sovrapposta a una tomba ancora più antica del sistema difensivo urarteo: una sequenza che racconta come il centro si sia trasformato nella fase che ha preceduto e accompagnato l’ascesa del regno di Urartu.

Gli studi condotti nei settori fortificati hanno inoltre chiarito che l’ingresso a forma di “L” nel Muro 2, ancora oggi visibile, fu probabilmente ricostruito in epoca ellenistica al posto di un varco più antico. Ripulendo la Torre 3, gli archeologi hanno riportato alla luce una grande struttura in pietra di circa 8,5 per 8,5 metri, che conferma quanto fosse imponente l’architettura militare urartea. Nell’Area 7, infine, sono spuntati basamenti di colonne ed edifici medievali costruiti a ridosso delle antiche torri: un segno della lunghissima vita del sito, abitato senza interruzione dalla Tarda Età del Bronzo fino al Medioevo inoltrato. Nel complesso, gli scavi di Shamiram confermano il sito come uno degli osservatori privilegiati per ricostruire, su basi archeologiche, le trasformazioni politiche dell’altopiano armeno lungo quattro millenni di storia.

Visita al cantiere dell'ambasciatore Ferranti @ambjerevan.esteri.it/it
Visita al cantiere dell’ambasciatore Ferranti @ambjerevan.esteri.it/it

A dare ulteriore rilievo all’iniziativa è stata la visita al cantiere dell’Ambasciatore d’Italia a Yerevan, Alessandro Ferranti, che ha incontrato l’équipe italo-armena al lavoro sul campo, a conferma dell’attenzione della diplomazia italiana verso i progetti di cooperazione scientifica e di tutela del patrimonio culturale in Armenia. Nei prossimi mesi proseguiranno gli studi antropologici, archeozoologici e specialistici sui materiali ritrovati, per ricostruire con maggiore precisione cronologia e fasi di sviluppo di uno dei paesaggi archeologici più complessi del Caucaso meridionale.

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