Sei qui
Home > Eventi > Le note in uniforme: il Maestro Misciagna «Soldato ad Honorem» della Brigata Pinerolo

Le note in uniforme: il Maestro Misciagna «Soldato ad Honorem» della Brigata Pinerolo

Marco Misciagna e la banda della Pinerolo nella Basilica di San Nicola
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Due date segnano la stagione barese del maestro Marco Misciagna: il 23 maggio 2026, quando il suo violino riempì le navate della Basilica di San Nicola e il Generale Dalle Vedove gli consegnò quella stessa sera l’Encomio Semplice, e il 10 giugno successivo, quando fu convocato al Comando della Brigata Meccanizzata «Pinerolo» per un altro importante riconoscimento militare.

Barese di nascita e cittadino del mondo per vocazione, Misciagna è un violinista, violista, pedagogo e compositore di caratura internazionale. Nel corso della sua prestigiosa carriera si è esibito in templi della musica mondiale come la Berliner Philharmonie, il Musikverein di Vienna e la Carnegie Hall di New York. Già nominato «Artista di chiara fama» dal Governo belga, oggi è Professore di viola al Conservatorio «Nino Rota» di Monopoli. Un profilo di altissimo livello, capace di dominare entrambi gli strumenti con pari e rara autorevolezza tecnica e interpretativa.

Firma del protocollo d'intesa tra Brigata Pinerolo e LILT Puglia
Firma del protocollo d’intesa tra Brigata Pinerolo e LILT Puglia

È questa stessa duttilità — artistica prima ancora che musicale — che il 23 maggio ha portato Misciagna a salire sul palco della Basilica di San Nicola non come solista di un recital, ma come ospite straordinario di una serata istituzionale. La Brigata «Pinerolo» e la LILT Puglia stavano rinnovando il loro Protocollo d’Intesa per la prevenzione oncologica sul territorio: un accordo firmato dal Generale di Brigata Paolo Dalle Vedove e dal Coordinatore regionale LILT, dott. Donatello Iacobone, alla presenza del Prefetto di Bari Francesco Russo. Le compagini musicali della «Pinerolo» — la Fanfara del 7° Reggimento Bersagiersi e la Banda del 13° Reparto Comando e Supporti Tattici, dirette dal Maestro Graduato Aiutante Roberto Cianciotta — hanno offerto il contesto sonoro alla serata. Misciagna vi ha portato qualcosa di più: le melodie di Ennio Morricone, con quella capacità tutta italiana di evocare paesaggi interiori attraverso vibrazioni sospese nel tempo, e il tango di Astor Piazzolla, dove il violino cessa di essere strumento della tradizione classica e diventa voce di un mondo meticcio e incandescente. Il risultato è andato oltre l’accompagnamento musicale di una cerimonia: è stato, per usare le parole dell’Esercito Italiano, «un significativo momento di condivisione istituzionale e culturale».

Il Generale Dalle Vedove consegna Marco Misciagna l'Encomio Semplice
Il Generale Dalle Vedove consegna Marco Misciagna l’Encomio Semplice
Conferimento nomina a "Soldato ad honorem" della Brigata Meccanizzata Pinerolo
Conferimento nomina a “Soldato ad honorem” della Brigata Meccanizzata Pinerolo

In quell’occasione, a chiusura della serata in Basilica, vi fu la ricompensa formale dell’ordinamento militare riservata a chi ha offerto un contributo di eccezionale valore. Poi, il 10 giugno, Misciagna è stato convocato ufficialmente al Comando della Brigata, dove è stato ricevuto dal Generale Dalle Vedove in persona. Con solennità formale, gli è stata conferita la nomina a «Soldato ad Honorem» della Brigata Meccanizzata «Pinerolo»,sancita con l’Ordine del Giorno n° 160 — un atto letto a tutti i reparti, che iscrive per sempre il nome del destinatario nei registri storici dell’unità. Insieme al titolo, gli sono stati consegnati il Crest araldico della «Pinerolo» e il suo motto: «Sempre più avanti, sempre più in alto». La motivazione ufficiale parla di un «ponte tra la comunità civile e l’istituzione militare».

Per Misciagna, che è anche Tenente Commissario del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana in congedo e autore del saggio storico «Musica e Stellette. Tradizione Musicale nel Corpo Militare e nel Volontariato della Croce Rossa Italiana», il riconoscimento chiude un cerchio disegnato da tempo: quello di chi crede che la musica non finisca sul palco ma cominci proprio lì, dove incontra la vita delle istituzioni e delle comunità. Il violino di Marco Misciagna, quella sera di maggio sotto le volte di San Nicola, non ha soltanto suonato: ha lasciato un’impronta indelebile in tutti coloro che erano presenti per ascoltarlo.

Lascia un commento

Top