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Il Pontefice richiama il pensiero dei padri fondatori europei: De Gasperi, Schuman e Adenauer

Per Papa Leone, l’Europa deve unirsi condividendo i principi del cristianesimo: solo così l’armonia sociale potrà realizzarsi.

di Clelia Conte


Robert Francis Prevost, primo papa americano della storia, ha dimostrato più volte nei suoi discorsi di avere a cuore l’Europa unita, pensandola come una comunità cooperante, guidata dai valori umani. Egli sostiene che il Vecchio Continente non debba fungere né da mero contrappeso geopolitico né da embargo.

Rivolgendosi ai parlamentari europei e, recentemente, al Partito Popolare Europeo, ha consigliato ai politici di dissociarsi dalle guerre e di concentrarsi su un obiettivo più concreto, che riguardi le problematiche quotidiane dei cittadini europei. Tra le tante, ha ricordato la crisi demografica come una “sterilità sociale e culturale” che avvolge l’Europa intera, chiedendo maggior sostegno alle famiglie per risolvere il grave problema del ricambio generazionale. Tutto ciò per scongiurare il rischio che l’Europa possa diventare un “continente vecchio”, sia dal punto di vista culturale sia da quello letterale.
Il Santo Padre sostiene che il processo di integrazione europeo debba affondare le sue radici nel patrimonio cristiano continentale per risultare un “dono” in grado di aiutare a superare le divisioni storiche. Perciò l’Europa deve unirsi per assicurare la pace, la giustizia e la libertà tra gli individui; se resta frammentata, faticherà sempre a prendere decisioni e ad avere un ruolo importante nello scenario mondiale. Solo condividendo i principi cristiani l’armonia sociale potrà realizzarsi.

Sulla migrazione, il Papa ha auspicato che si vada a fondo delle cause per poter gestire meglio l’integrazione, aiutando le persone sofferenti. Bisogna difendere i diritti umani contro le oppressioni. I problemi vanno risolti nei Paesi d’origine per comprendere il fenomeno delle migrazioni e dare a tutti la possibilità di vivere nel proprio continente con dignità. Se però i migranti sono già arrivati in Europa, si dovrà trovare la strada per inserirli nel tessuto sociale ed economico. Essi non vanno considerati solo come forza lavorativa, ma devono essere soprattutto una risorsa.

Durante la sua lunga visita pastorale in Spagna, Leone XIV si è espresso sulla necessità di un’Unione politica europea, invitando il Paese iberico a promuovere — come “dono” a favore dell’intera famiglia umana — il processo di unificazione, senza mettersi in contrasto con le altre potenze. In Spagna ha evidenziato che l’Europa stessa è nata dal “fallimento dei progetti ideologici che l’avevano distrutta e divisa”. Infatti ha spesso espresso il suo pensiero riguardo alla sicurezza: se gli Stati membri fossero davvero uniti, sarebbero una garanzia di protezione per le regioni europee.
Il Papa dice no alle spese militari, perché non possono garantire la pace nel rispetto della diplomazia multilaterale dell’Unione. Per quanto concerne l’Italia, il Pontefice dovrebbe richiamare il parlamentare europeo Roberto Vannacci, contrario all’Unione Europea poiché da lui considerata “un’entità burocratica priva di un’identità culturale condivisa”. E le battaglie per sconfiggere i nazionalismi, affrontate da Altiero Spinelli e dai suoi proseliti fino ai nostri giorni? Lascio a voi lettori i commenti, invitandovi ad approfondire e a riflettere.

One thought on “Il Pontefice richiama il pensiero dei padri fondatori europei: De Gasperi, Schuman e Adenauer

  1. Bravissima Clelia, nell’aver messo in risalto il pensiero del Papa d’oltreoceano, che parla dell’idea dell’Europa, nata dalle macerie, nella prospettiva della PACE.

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