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Un patto sociale e interdisciplinare contro la violenza di genere: al via a Bari il nuovo percorso di formazione per professionisti e istituzioni

Percorso formativo sulla violenza maschile UniBA
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Locandina del percorso formativo
Locandina del percorso formativo

La violenza maschile contro le donne non può più essere considerata un’emergenza sporadica, bensì un fenomeno strutturale, sistemico e multidimensionale, radicato in precise e persistenti dinamiche di potere di matrice patriarcale. Per questa ragione, il contrasto a una delle più gravi violazioni dei diritti umani richiede risposte integrate e competenze capaci di unire saperi differenti. Muove da questa premessa il percorso formativo interdisciplinare dal titolo “Riconoscere, ascoltare, comunicare, agire: Comprendere la violenza maschile contro le donne“, inaugurato lunedì 8 giugno 2026 nell’Aula Magna “A. Cossu” dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. L’iniziativa, promossa e fortemente voluta dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia, è realizzata dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi di Puglia in sinergia con il CROAS Puglia e con una fitta rete territoriale che include i Centri Antiviolenza della provincia, tra cui Giraffa Onlus, Pandora, Safiya e la cooperativa Medihospes. Il piano didattico complessivo prevede ventiquattro ore di formazione suddivise in quattro moduli teorici e laboratoriali che si svilupperanno fino a novembre. Destinatari del progetto sono figure professionali in prima linea nella gestione e nella prevenzione del fenomeno: Forze di Polizia Locale, magistrati, avvocati, medici, giornalisti, psicologi e assistenti sociali.

Apertura dell'iniziativa a Bari
Apertura dell’iniziativa a Bari

L’evento di apertura, moderato da Rosy Paparella, ha visto la partecipazione dei vertici delle istituzioni promotrici, con i saluti di Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio regionale della Regione Puglia, del presidente dell’Ordine degli Psicologi Giuseppe Vinci, del presidente del CROAS Massimiliano Fiorentino e della delegata dell’Ateneo Francesca Romana Recchia Luciani. Tutti i relatori hanno concordato sulla necessità impellente di superare la frammentazione degli interventi attraverso un’autentica integrazione tra norme giuridiche, servizi socio-sanitari e corrette pratiche comunicative. Ad aprire i lavori didattici del primo modulo è stata la sociologa Graziella Priulla, la quale ha analizzato approfonditamente le radici socio-culturali che alimentano le asimmetrie di genere e la normalizzazione di comportamenti abusivi. Subito dopo la relazione della Priulla, l’attenzione si è spostata sulla responsabilità dei media con Rossella Matarrese, coordinatrice regionale di GiULiA Giornaliste.

Slide di Vox Osservatorio Inttra
Slide di Vox Osservatorio Inttra

Attraverso il commento delle diapositive proiettate, l’incontro ha esaminato criticamente come spesso la stampa si ponga dinanzi a questo argomento, richiamando con fermezza l’obbligo di applicare la legge sulla deontologia professionale per contrastare la narrazione tossica, gli stereotipi e la colpevolizzazione della vittima. Nei successivi appuntamenti in programma, il corso esplorerà le conseguenze psicologiche del trauma sulle donne e sui minori grazie al contributo di Alessandro Taurino, Rubina D’Errico e Margherita Carlino. Ampio spazio sarà poi dedicato al quadro normativo e all’applicazione della Convenzione di Istanbul con Giuseppe Di Sabato, Antonietta Guerra, Maria Pia Vigilante e Valeria Scardigno, per prevenire i gravi rischi di violenza istituzionale. L’ultimo blocco formativo metterà infine a fuoco l’uso etico del linguaggio con gli interventi di Iacopo Benevieri e Marilù Mastrogiovanni. Questo percorso rappresenta un tassello cruciale per dotare la comunità professionale pugliese di strumenti scientifici, operativi e condivisi, indispensabili per attivare reti di protezione efficaci e promuovere un cambiamento culturale radicale.

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