Le 21 donne della Costituente Cultura Storia 4 Giugno 20264 Giugno 2026 Nel 1945 si compì in Italia un primo passo verso l’uguaglianza di genere con il diritto di voto alle donne. Un anno dopo potevano ricoprire cariche elettive. di Rosa Maria Vinci In una ricorrenza così importante quale l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana ritengo doveroso ricordare i Padri e le Madri Costituenti, fautori e fautrici della Costituzione della nostra Repubblica. Per questa volta però, concedetemi di puntare lo sguardo alle pioniere, alle donne antesignane che in quel frangente storico di determinante importanza segnarono un lungo passo verso la parità di genere di cui si parla tanto, producendo una iniziale ammaccatura nel glass ceiling, in quel famoso soffitto di cristallo che sembra non voler mai cedere. In ogni periodo storico la donna ha avuto nella società ruoli di responsabilità e lavorativi non certificati o riconosciuti. Esempi ce ne sono a iosa in ogni campo, senza eccezioni, dai contesti pubblici o privati, sociali e politici, scientifici e artistici. Il destino delle donne è sempre stato quello di mantenere un basso profilo. Nelle foto sopra, le donne partigiane Mentre in Finlandia già nel 1917 le donne avevano acquisito il diritto di voto col suffragio universale per le elezioni parlamentari, il primo giorno di febbraio 1945, quando la guerra era ancora in corso, si compì in Italia un primo passo verso l’uguaglianza di genere, adottando una norma che estendeva finalmente il diritto di voto alle donne. Quella metà circa di popolazione che soprattutto nel periodo bellico aveva dimostrato coraggio, resilienza e che con sprezzo del pericolo si era impegnata nelle città devastate, negli insediamenti produttivi, sostenendo la fatica nei campi e nelle botteghe mentre gli uomini erano al fronte. Quel Genere protagonista coraggioso della Resistenza che si era guadagnato quel premio sul campo.Un ulteriore passo in avanti si fece l’anno successivo, quando col decreto del Gennaio del 1946, in occasione delle elezioni amministrative che si tennero nella primavera e nell’autunno dello stesso anno, le donne ottennero il diritto di candidarsi ed essere elette. Per quanto riguardò invece le elezioni per l’Assemblea Costituente, un decreto del marzo 1946 completava e integrava la normativa precedente riconoscendo con l’articolo 51 la possibilità di ogni cittadino italiano, avente pieno diritto, di ricoprire cariche elettive. Quindi anche alle donne. L’assemblea Costituente fu l’organo elettivo preposto per la stesura di un ordinamento giuridico che, anche con l’apporto delle Madri, regolamentò la Repubblica appena nata, dando vita alla Costituzione Italiana che avrebbe ridefinito l’esistenza di circa 45 milioni persone.Era un primo segnale davvero importante che attestava la possibilità per le donne di accedere ad incarichi politici dalla porta principale. Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica e a eleggere i loro rappresentanti all’Assemblea Costituente. Le candidature femminili presentate dai partiti furono poche, contro le comuni aspettative. Complessivamente furono 226 di cui 68 nelle liste del Partito Comunista, 29 in quelle della Democrazia Cristiana, 16 in quelle del Partito Socialista, 14 in quelle del Partito d’Azione, 8 in quelle dell’Unione Democratica Nazionale, 7 in quelle del Fronte per l’Uomo Qualunque e 84 in liste varie.Su 556 deputati eletti le donne furono 21.Molto diverse tra loro per età, cultura ed esperienze politiche, nell’elaborazione della Carta Costituzionale, le Madri Costituenti seppero dare voce alle legittime aspirazioni di emancipazione delle donne italiane. Cinque delle 21 entrarono nella Commissione dei “75”, incaricata di scrivere la Carta Costituzionale: Maria Federici, Lina Merlin, Nilde Iotti e a seguire Teresa Noce e Angela Gotelli. Cito di seguito alcune delle elette per azioni svolte tra le più significative. Maria Agamben Federici, eletta nel collegio unico nazionale per la lista della Democrazia cristiana, fu membro della Sottocommissione per i diritti e doveri economico-sociali, dove presentò una relazione sulle garanzie economiche e sociali per l’esistenza della famiglia. Fu eletta alla Camera dei Deputati nella I legislatura. Angela Gotelli, eletta nelle liste della Democrazia cristiana, dal febbraio 1947 fu componente della stessa Sottocommissione. Eletta deputata nelle prime tre legislature, nel 1958 fu nominata Sottosegretaria di Stato alla Sanità e poi al Lavoro e Previdenza sociale. Nilde Iotti, nel 1979 prima donna eletta Presidente della Camera dei Deputati, confermata in tale incarico nel 1983 e nel 1987, presiedette l’Assemblea di Montecitorio per tredici anni consecutivi, esercitando il mandato più lungo della storia repubblicana. Fu deputata all’Assemblea Costituente nelle liste del Partito Comunista Italiano e componente del Parlamento ininterrottamente dalla I alla XIII legislatura. Teresa Noce, eletta nelle liste del Partito comunista italiano, fece anch’ella parte della Sottocommissione dove presentò una relazione sulle garanzie per l’assistenza della famiglia. Componente della Consulta nazionale, fu eletta deputata nella I e nella II legislatura. Angelina Merlin, eletta nel collegio unico nazionale per la lista del Partito Socialista Italiano d’Unità Proletaria, fu nella Sottocommissione per il Progetto di Costituzione per i diritti e doveri economico-sociali. Nella I e nella II legislatura fu eletta al Senato e nella III legislatura alla Camera dei Deputati. Le 21 madri costituenti Le 21 deputate elette per l’Assemblea Costituente parteciparono attivamente all’elaborazione del testo della Costituzione. Una significativa testimonianza di questo impegno si ritrova nelle proposte di emendamenti da esse sottoscritte al Progetto di Costituzione. Particolare attenzione è rivolta ai diversi profili delle pari opportunità: a questo tema sono riferiti gli emendamenti all’articolo 48 del Progetto (articolo 51 del testo definitivo) sulla parità di accesso di ambo i sessi agli uffici pubblici e alle cariche elettive, sottoscritti da deputate appartenenti a diversi schieramenti politici. Pur appartenendo a forze politiche molto distanti, le Costituenti seppero trovare modi e punti di incontro per fare fronte comune e garantire alle Italiane e agli Italiani eguaglianza di diritti e pari opportunità nella nuova Carta costituzionale dell’Italia democratica entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Tutto ciò non vuol dire che il percorso fu facile, soprattutto perché si muovevano in un ambiente notoriamente maschile dov’erano in molti casi tollerate se non osteggiate.“La donna, per sua natura, non è adatta a giudicare, non ha l’equilibrio per giudicare”. Opinione diffusa e mutuata anche dallo stesso Mussolini e da molti altri prima di lui. Questa fu la dichiarazione esternata da Giovanni Leone, facente parte della commissione dei “75”, col quale si scontrarono Nilde Iotti e Maria Federici. Anche nel caso dell’articolo 51 la formulazione fu di compromesso ma, quando finalmente le donne furono ammesse ai concorsi, non c’è più stato l’ostacolo della norma costituzionale. Maria Federici Nilde Iotti Lina Merlin Bianca Bianchi, insegnante e membro attivo della Resistenza aveva 32 anni quando fu eletta con un vero plebiscito a Firenze. Ottenne quasi il doppio dei voti di Sandro Pertini e contemporaneamente fu eletta nel Consiglio comunale di quella città. Raccontò così il suo primo ingresso in Aula:“La confidenza con Montecitorio è una conquista più difficile ancora. Me ne vado su e giù per il Transatlantico, rispondo alle domande dei giornalisti curiosi, mi siedo sulle poltrone disposte ai lati, leggo i giornali in sala di lettura e non mi azzardo ad allontanarmi. Mi dà l’impressione di trovarmi in un labirinto e mi sento di nuovo una ragazza di campagna. Sono molto tesa quando entro per la prima volta nell’aula della Camera. Sento gli sguardi degli uomini su di me. Cerco di osservare gli altri per liberarmi dal senso di disagio. Lentamente entrano i deputati eletti nelle liste di quindici partiti: li guardo attraverso l’emiciclo, prendere posto secondo una geografia politica molto rigida. Ci sono due porte d’ingresso in aula: una a sinistra, una a destra. I compagni mi hanno avvertito di non sbagliare per non trovarmi mescolata a “reazionari politici” e tradire l’ideale. Io avevo già sbagliato: ho attraversato l’emiciclo e mi sono seduta nel terzo settore a sinistra, terzo banco”. Questa è storia.Ma chi erano le 21 donne elette all’Assemblea Costituente? Con quale partito sono state elette? Che lavoro facevano prima di scrivere la Costituzione? Ecco di seguito le loro stringate “carte d’identità”. Adele Bei, nata a Cantiano (PU) Casalinga PCI Bianca Bianchi, nata a Vicchio (FI) Insegnante PSILaura Bianchini, nata a Castenedolo (BS) Giornalista pubblicista DC Elisabetta Conci, nata a Trento, insegnante DC Maria De Unterrichter Jervolino, nata ad Ossana (TN), insegnante DCFilomena Delli Castelli, nata a Città Sant’Angelo (PE), Insegnante, DCMaria Federici Agamben, nata a L’Aquila, Insegnante, DCNadia Gallico Spano, nata a Tunisi, giornalista, PCIAngela Gotelli, nata ad Albareto (PR), Insegnante, DCAngela Guidi Cingolani, nata a Roma, Ispettrice del lavoro, DC Interviene sulla tutela fisica ed economico delle lavoratrici madri. Legge ratificata nel 1950.Nilde Iotti, nata a Reggio Emilia, insegnante, PCI Si batte per l’emancipazione della donna, la parità fra i coniugi ed il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio.Teresa Mattei, nata a Genova, insegnante, PCI Angela Merlin, nata a Pozzonovo (PD) insegnante, PSIAngiola Minella Molinari, nata a Torino, insegnante, PSIRita Montagna, nata a Torino, giornalista pubblicista, PCIMaria Nicotra Verzotto, nata a Torino, Crocerossina e dirigente ACLI, DCTeresa Noce, nata a Torino, sindacalista e giornalista pubblicista, PCI. Ha contribuito alla Costituzione con l’inserimento della determinante frase: “Tutti i cittadini…sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso…”, base giuridica per la parità dei diritti tra uomo e donna.Ottavia Penna Buscemi, nata a Caltagirone(CT), Sindacalista e giornalista pubblicista, partito Fronte dell’Uomo Qualunque. Il suo partito la candidò a Presidente della Repubblica.Elettra Pollastrini, nata a Rieti, funzionaria di partito, PCIMaria Maddalena Rossi, nata a Codevilla (PV), Chimica e giornalista pubblicista, PCI, Membro della Commissione per i trattati internazionali.Vittoria Titomanlio, nata a Barletta (BT) quattro volte deputata, DC