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Antimafia educazione e responsabilità collettiva: a Bari un laboratorio sociale per comprendere le radici della criminalità

di Clara Ranieri

Il 14 maggio 2026, a Bari, presso l’alleanza Verdi e Sinistra Italiana insieme all’UGS , Unione Giovani di Sinistra della Regione Puglia, si è svolto un laboratorio sociale dedicato al tema dell’antimafia e della criminalità organizzata, fenomeno che nel territorio barese continua a rappresentare una grave emergenza sociale, economica e culturale.
L’iniziativa ha posto al centro una riflessione condivisa: la criminalità organizzata non può essere considerata un insieme di episodi isolati, ma un sistema strutturato e profondamente radicato, capace di influenzare economia, territorio, relazioni sociali ed educazione. Omicidi, intimidazioni e faide tra clan rappresentano soltanto la parte più visibile di un fenomeno complesso che da anni segna il tessuto sociale della città.

Verdi a Sinistra

All’incontro sono intervenuti Domenico Mortellaro, criminologo, esperto di sociologia del crimine e della devianza, Dudi Polito, avvocato e membro del direttivo di Sinistra Italiana Bari e Giovanni Ingravallo, rappresentante di UGS Terra di Bari. Dal confronto è emersa con chiarezza una consapevolezza condivisa: la criminalità organizzata è oggi un fenomeno globale alimentato da enormi interessi economici.
Nel corso del laboratorio, il dottor Mortellaro ha illustrato dati e analisi comparative tra economia globale ed economia criminale, evidenziando come le organizzazioni mafiose moderne abbiano assunto caratteristiche sempre più simili a quelle delle grandi multinazionali.
Quando si parla di economia globale vengono in mente fondi d’investimento, multinazionali e grandi gruppi finanziari capaci di influenzare gli equilibri economici internazionali. Secondo Mortellaro, comprendere il funzionamento delle grandi economie mondiali aiuta anche a comprendere la struttura della criminalità organizzata contemporanea.
Così come le grandi imprese si affidano a professionisti per gestire patrimoni, investimenti e strategie finanziarie, anche le organizzazioni criminali internazionali sviluppano sistemi economici sofisticati, capaci di infiltrarsi nei mercati legali e riciclare enormi quantità di denaro illecito.
Il criminologo ha definito queste reti come vere e proprie “multinazionali della criminalità”, dotate di gerarchie strutturate, collegamenti internazionali e forti capacità economiche.
Tra gli esempi affrontati durante il dibattito sono stati citati i cartelli della droga messicani e colombiani, il traffico di armi, di esseri umani, di materiali radioattivi e di animali, oltre ai rapporti costruiti negli anni dalla ’ndrangheta con gruppi mafiosi internazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione del territorio barese, descritto non come una realtà marginale, ma come un crocevia strategico di collegamenti con reti di traffico internazionale e sistemi di riciclaggio legati soprattutto al narcotraffico e alle scommesse clandestine.
Durante il laboratorio è stato ricordato anche il caso di Francesco Catacchio, operatore del settore delle scommesse coinvolto in importanti indagini patrimoniali. Secondo quanto emerso nel dibattito, attraverso piattaforme internazionali e circuiti di gioco sarebbero stati movimentati ingenti flussi di denaro provenienti da attività illecite.
Sono state inoltre citate presunte strutture operative tra Malta e Ibiza utilizzate come centri finanziari clandestini per il riciclaggio di capitali collegati alla criminalità organizzata.
Uno dei temi centrali emersi durante il laboratorio riguarda la difficoltà di contrastare un fenomeno così radicato e potente dal punto di vista economico.
Secondo i relatori, la sola sensibilizzazione culturale o l’antimafia sociale non bastano: il contrasto reale deve partire dallo Stato e dalla cooperazione internazionale, attraverso strumenti legislativi, investigativi, economici e sociali più efficaci.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il ruolo fondamentale della Direzione Distrettuale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, spesso costrette a operare con carenze di personale e risorse insufficienti rispetto alla vastità del fenomeno criminale.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle scommesse e della ludopatia. Durante il dibattito è stato ricordato lo scandalo del Totonero del 1980, che coinvolse anche Bari attraverso un sistema di partite truccate e scommesse clandestine.
Oggi i centri scommesse sono presenti in modo capillare sul territorio e, secondo quanto emerso nel laboratorio, il fenomeno contribuirebbe ad alimentare sia la dipendenza dal gioco sia sistemi di riciclaggio del denaro.
La ludopatia è stata definita una vera emergenza sociale, capace di impoverire economicamente e psicologicamente intere famiglie, alimentando allo stesso tempo i circuiti criminali.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla dimensione educativa. Secondo i relatori, il contrasto alla criminalità deve iniziare già nelle scuole, attraverso percorsi capaci di trasmettere il rispetto della vita, della dignità umana e della legalità.
Molti giovani crescono infatti in contesti segnati da violenza, droga, armi, povertà educativa e abbandono sociale. In assenza di alternative concrete e punti di riferimento sani, il rischio è quello di considerare la criminalità una normalità quotidiana.
Per questo motivo, durante il laboratorio si è parlato della necessità di rafforzare il ruolo della scuola attraverso attività pomeridiane, sostegno psicologico, percorsi culturali e sociali, strumenti educativi e spazi di ascolto.
L’obiettivo, secondo quanto emerso dall’incontro, deve essere quello di offrire ai giovanissimi opportunità reali di crescita personale, studio e benessere, sottraendoli ai sistemi criminali e alle dipendenze.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema delle dipendenze, con particolare attenzione agli effetti delle sostanze stupefacenti sul sistema nervoso e sul benessere psicofisico delle persone.
Secondo i relatori, aiutare i ragazzi più fragili a costruire una vita sana e libera dalle dipendenze significa anche sottrarre potere economico alle organizzazioni criminali, che prosperano proprio sul disagio sociale.

Verdi a Sinistra

Attraverso prevenzione, educazione e sostegno umano e sociale, è possibile iniziare a contrastare una delle principali falle della società contemporanea, permettendo alle nuove generazioni di crescere in un ambiente più sicuro, consapevole e libero dalla violenza.
Una delle riflessioni più condivise durante il laboratorio riguarda proprio il peso del contesto sociale: chi cresce circondato da violenza, armi, traffici illeciti e degrado rischia di considerare tutto questo normale.
Per questo motivo, è stato ribadito più volte quanto sia fondamentale creare alternative concrete, offrire ascolto, istruzione, supporto sociale e reali possibilità di costruire un futuro diverso.

23 Maggio 2026

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