Chi salverà Graziella dalle grinfie della burocrazia perversa? Cronaca 27 Aprile 202627 Aprile 2026 La travagliata storia di una donna semplice, resa articolata da una burocrazia demente ed errori umani. Graziella Marzocca: <<Chiedo soltanto di vivere a casa mia!>> di Antonio Vox Vi ricordate Gino Bartali? Quello splendido sportivo che, assieme a Fausto Coppi, ha fatto la epopea del ciclismo italiano? Bartali diceva: “l’è tutto da rifare” riferendosi al funzionamento della burocrazia in Italia. Le cose avrebbero dovuto migliorare; macché … da allora, è andata sempre peggio. Ora, ecco il tema generale. La burocrazia è in mano a un ristretto gruppo di italiani. Questi, sempre più vogliosi di pace e tranquillità, a stipendio fisso e garantito, chiusi in un aggrovigliato gomitolo di norme e procedure che solo loro sono titolati ad interpretare, sono indifferenti, però, alle esigenze reali dei cittadini. Ecco, il tema particolare. La burocrazia, a Bari, una volta detta la Milano del Sud, non riesce a risolvere il problema Graziella, che è semplice ma lo fanno complicato. Chi è Graziella? Ma, certo, è quella Graziella Marzocca, di 59 anni, che vive da un anno e passa sotto il porticato d’ingresso del Teatro Piccinni. Proprietaria, è stata portata via da casa sua, quasi in mutande, dalla Pubblica Sicurezza, l’8 aprile del 2025. La donna, titolare di un misero assegno di inclusione che non riusciva a sanare la sua estrema povertà, aveva accumulato un debito condominiale di nemmeno € 3.000 che si era trasformato in pignoramento e, come avviene incredibilmente, era lievitato fuori misura. da sin. l’avv- Laura Lieggi, Graziella Marzocca, Clelia Conte ( direttrice di Gazzetta dal Tacco ) e Donato Cippone (Rete Civica Una Città per Tutti,) Dal pignoramento all’asta, era necessario espletare alcune formalità nell’appartamento. Graziella, frustrata, intimidita, senza risorse e impazzita, faceva resistenza. Allora, il giudice delle esecuzioni ha emesso una ordinanza di liberazione dell’appartamento per renderlo disponibile alla esecuzione delle formalità. Quindi, non uno sfratto o sgombro, ma liberazione per disponibilità temporanea. Il fatto che tutti si siano dimenticati di una quisquilia, cioè quella di definire il periodo di disponibilità necessario per le formalità, è il vero problema di questo guaio sociale la cui vittima è solo e soltanto la Graziella. Viste le lungaggini della burocrazia, quella liberazione temporanea si è trasformata in “liberazione a tempo indeterminato”. Tutto il resto appare un corollario tragicomico da commedia napoletana di Edoardo De Filippo. Lei non vuole andare da nessuna parte per non abbandonare l’unico amico che le rimane: un cagnolino nella borsa della spesa. Nella tenaglia della giustizia delle esecuzioni e della giustizia sociale, la donna è ora diventata un mollusco senza identità, senza libertà, senza dignità. L’amministratore di sostegno bonifica e sanifica l’appartamento e sembra che ne gestisca anche l’arredamento. Chissà se è nei suoi poteri: una cosa è gestire i beni, altra è sostituire la persona. Ma noi siamo ignoranti di legge. Nel frattempo, si accorge che c’è qualcosa di strutturale che non va. Ecco che arrivano i tecnici comunali che, vedendo e guardando, rilevano qualcosa di non a norma nell’edificio. Allora, lavori da fare per il condominio che, impazzito, se la piglia con la Graziella perché sua è la colpa di dover scucire dei soldi. Peccato che i condomini non abbiano capito dove siano le responsabilità. Ma intanto arriva il perito per la stabilità dell’appartamento di Graziella. Però, la relazione prevista non arriva; che sarà successo? Sembra che quando qualcosa arriva nelle vicinanze della burocrazia, questa trasmetta una atmosfera soporifera e quieta: tutto si addormenta. Ma il tragicomico dramma in casa Cupiello, quel contrasto tra l’illusione infantile della burocrazia e la dolorosa realtà del sociale,non finisce qui. La politica, quella eletta (il Comune e il Municipio I), mostra imbarazzo, non sa cosa fare; preferisce aspettare. Non si sa cosa: il tempo passa e Graziella dorme sotto i ponti. Si muove, cercando di risolvere il problema che ha assunto proporzioni ridicole, l’avvocato Laura Lieggi, consigliere del Municipio I in quota PD, membro della 3a Commissione ”Diritti Civili e Inclusione”. Tuttavia le sue istanza sembra siano state ignorate. L’unico effetto che ottiene è il suo deferimento all’Ordine degli Avvocati da parte del Giudice Tutelare, per indebita intromissione. Una tempesta in un bicchiere d’acqua. C’è da chiedersi se questo sistema di leggi, o come esso venga interpretato, sia a difesa o a danno dei cittadini. Sembra che, invece di risolvere, complichi i problemi sociali; sembra che, invece di snellire, appesantisca la vita civile. Ma c’è da chiedersi, anche, se la burocrazia sia al servizio della qualità della vita del cittadino o che sia, invece, il cittadino servo e schiavo della burocrazia. Ma, infine, ecco la questione più importante: si mandano le persone giuste al posto gusto? Intanto, attoniti cittadini fanno una colletta per risolvere il debito della Graziella nella speranza che il pignoramento della proprietà si trasformi in pignoramento della disponibilità finanziaria; nella speranza che la donna possa rientrare in casa sua. Ma la Graziella è ancora lì, sotto il porticato del Teatro Piccinni. IL VOLANTINO ODISSEA nella BUROCRAZIA La Tragedia di GRAZIELLA sotto i portici del PICCINNI∞∞∞∞∞“Mi hanno tolto tutto: la casa, la salute e persino il mio cane. Non sono una criminale, sono solo povera”∞∞∞∞∞Graziella Marzocca, 59 anni, è stata cacciata dalla sua piccola casa di proprietà, ereditata dai genitori. Allo stremo delle forze, oggi, vive per strada, a rischio di compromettere gravemente la propria salute.Una ridicola morosità condominiale di € 2.900 l’ha consegnata alla giustizia delle esecuzioni immobiliari.La barbarie della sua povertà, non mitigata da un misero reddito d’inclusione, l’ha consegnata all’amministratore di sostegno, benché capace di intendere e di volere,STRITOLATA IN QUESTA TENAGLIAStrappata via da casa sua, a tempo indeterminato e senza poterne sapere di più: con la scusa/accusa di ostacolare la giustizia; senza una ordinanza di sgombro perché non c’è sfratto né pericolo strutturale; Privata dei suoi diritti civili benché capace di intendere e di volere; vittima della lentezza e ignavia della Burocrazia; condannata alla esclusione invece di godere del diritto d’essere inclusa; indifesa a dispetto dei diritti costituzionali; messa in condizione di non potersi difendere; Con una Pubblica Amministrazione che dimentica i diritti del Cittadino; DOPO QUASI 1 ANNO E MEZZO DI CALVARIO, LEI CHIEDE AIUTO PER TORNARE A CASA SUA∞∞∞∞∞MOBILITIAMOCI TUTTI !PERCHE’ UNA STORIA COSI’ INCREDIBILE POTREBBE CAPITARE A CHIUNQUE DI NOI(Infotel: 335 1275 607) ARTICOLI CORRELATI: Chi ha preso la casa di Graziella Marzocca? Cacciata da casa sua in mutande. Appuntamento Al Piccinni per far visita a Graziella Marzocca Vive su una sedia a sdraio sotto il teatro Nicolò Piccinni di Bari- Scatta la solidarietà