Le Fontane del progresso Cultura Società e Cultura Storia 20 Aprile 202621 Aprile 2026 di Rosa Maria Vinci All’inizio del Novecento una delle più grandi opere di ingegneria idraulica realizzate in Italia cambiò la vita degli abitanti della “Siticulosa Apulia”. Per risolvere il problema della Puglia Assetata, una regione quasi priva di fiumi, nel 1902 nasce l’ambizioso progetto di un acquedotto. La monumentale installazione, molto avveniristica per l’epoca iniziò nel 1906. Un Canale Principale attraverso l’Appennino convogliava le acque delle sorgenti del campano fiume Sele in quella che oggi è tra le reti idriche più lunghe d’Europa, garantendo acqua potabile a milioni di persone. Inizialmente la gestione fu affidata alla società privata Ercole Antico ma nel 1919, a causa delle difficoltà del concessionario privato, i contratti passarono sotto la gestione del neonato Ente Autonomo Acquedotto Pugliese (EAAP), un ente pubblico.Il primo zampillo scese dalla prima fontana pubblica a Bari in piazza Umberto I il 24 Aprile 1915ed inaugurò la condotta principale dell’EAAP alla presenza di autorità e di una grande partecipazione degli abitanti.Fu la prima di una lunga serie di iconiche fontane pubbliche in ghisa a cui i baresi diedero il suggestivo nome di ” capẹ dẹ firrẹ”, testa di ferro, anche a causa della forma di cappello sul top della colonna. Dotate di un rubinetto in ottone con testa di drago, azionato da una manopola laterale, presentavano una vaschetta circolare frontale per la raccolta dell’acqua. Nel rispetto delle norme igienico sanitarie stabilite, ognuna era inserita in un piccolo spazio pavimentato in chianche e delimitato da cordoli in pietra locale. L’esubero d’acqua scaricava in un tombino posto al centro della pendenza della pavimentazione ai piedi della fontana col logo dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, simbolo di una conquistata modernità. In modo abbastanza capillare, in tutta la Puglia furono installate oltre 2000 fontanine, secondo una mappatura di EAAP, una ogni circa 2000 abitanti come da contratti stipulati all’epoca. L’acqua fornita veniva pagata dai comuni al prezzo di 20 centesimi di lire per metro cubo. Nonostante quella inaugurazione del 1915 molti centri della regione attesero diversi anni prima di poter usufruire dell’acqua corrente pubblica.La legge 245 del 1902 istituì un consorzio obbligatorio tra lo Stato e le province di Bari, Foggia e Lecce. In quel frangente si definirono i primi contratti tra l’Acquedotto Pugliese e i comuni di quelle province che furono tenuti per legge a confluire nel sistema centralizzato.Il programma di allacciamento iniziato nel 1915 durò diversi decenni.L’arrivo dell’Acquedotto Pugliese (AQP) trasformò in maniera straordinaria la regione, chiudendo la millenaria era di penuria idrica. I vantaggi furono determinanti. Scomparvero epidemie come tifo e colera, grazie alla possibilità di accedere più facilmente a fonti di acqua potabile.L’avvento della canalizzazione permise anche un migliore sviluppo economico del territorio. L’irrigazione delle terre segnò il passaggio da un’agricoltura basata sui fenomeni meteorologici ad una produzione intensiva ed economicamente molto più redditizia.L’impianto delle fontane pubbliche dell’Acquedotto Pugliese nei centri abitati migliorò notevolmente la qualità della vita domestica, liberando le famiglie del pesante impegno di attingere acqua da pozzi o cisterne a volte non igienicamente sicure. Le fontane pubbliche divennero anche luogo di incontro favorendo così la socializzazione e i buoni rapporti tra gli abitanti. Per la purezza dell’acqua che tuttavia non passa per riserve e cisterne dove ristagnano residui, tantissime famiglie vi attingono ancora oggi sia nelle città, così come nelle zone di campagna non ancora servite dal servizio pubblico. Questo amplifica la loro funzione ecosostenibile dal momento che si risparmia anche l’uso di bottiglie di plastica. Per questi motivi l’amministrazione comunale di Bari ha deciso di occuparsi intensivamente della loro manutenzione, e implementare la presenza delle “capẹdẹ firrẹ”anche nei quartieri di nuova realizzazione. Possiamo affermare che le fontane dell’EAAP sono da considerarsi a tutti gli effetti importanti sia dal punto di vista dell’utilità che anche come storico simbolo di modernità e benessere. Non sono da considerarsi solamente erogatori di acqua ma sculture funzionali che raccontano la vittoria sulla siccità attraverso una imperitura eleganza. Molti sono gli artisti che ad esse si sono ispirati rendendole protagoniste delle loro opere di pittura, scultura fotografia e poesia.Con una mostra itinerante “La Fontana Racconta” Acquedotto Pugliese documenta la storia dell’arrivo dell’acqua corrente in tutta la Puglia. Un progetto rivolto soprattutto ai ragazzi delle scuole e ai moltissimi che nati in un’altra epoca ovviamente non hanno memoria della “Siticulosa Apulia”, per i quali è fatto scontato aprire un rubinetto per attingere al bene più prezioso ed insostituibile.La mostra comprende una collezione di scatti provenienti sia dall’archivio di AQP ma anche dai tantissimi amatori della Fontanella. Comprende altresì foto di diversi manufatti risalenti ai primi decenni del secolo scorso, sia in bianco e nero che ad alta risoluzione. La “mitica” fontanella in ghisa ha ancora molto da raccontare. Dispiace solo che a fronte di tutto quello che storicamente rappresenta, un monumento di civiltà e un simbolo identitario del territorio, in alcuni paesi e città non le si dia la giusta considerazione. Purtroppo, devo annoverare tra queste anche Martina Franca, dove abito e dove la prima fontana fu istallata il 19 Agosto del 1923 in Piazza Roma. Devo constatare che nel tempo diverse sono state rimosse in modo definitivo o come nei casi di piazza Mario Pagano e della nuova piazza prospiciente il Santuario della Madonna Della Sanità, rimpiazzate da due anonime e comunissime fontane. Mi chiedo se invece si sarebbe potuto procedere ad un mirato restauro funzionale e conservativo senza alterarne l’aspetto iconico invece di rimuovere con esse un pezzo di quella memoria storica dovuto alle future generazioni. La prima fontana inaugurata a Bari nel 1915 in Puglia- Piazza Umberto I
Bellissimo articolo dettagliato e interessante che apre uno spaccato di storia pugliese e italiana. Rispondi