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“Anima Amante. Storia di Tosca”: il romanzo viscerale di Raffaello Mastronardo conquista Bari

ANNA GOMES

di Anna Gomes

Il 16 aprile 2026, nella cornice accogliente della libreria Feltrinelli di Bari, si è tenuta la presentazione dell’ultimo romanzo dello scrittore barese Raffaello Mastronardo Anima Amante. Storia di Tosca. A dialogare con l’autore, la giornalista Enrica Simonetti, che ha guidato il pubblico in un viaggio intenso dentro le pagine di un’opera imponente – ben 612 pagine e profondamente emotiva.

«Chi è realmente Tosca?» chiede Simonetti, aprendo l’incontro con una domanda che è già una chiave di lettura.
Il nome evoca immediatamente la celebre eroina pucciniana, la donna passionale, forte, travolgente. E infatti anche la Tosca di Mastronardo incarna queste qualità, ma le declina in una dimensione più intima e contemporanea. È libera e inquieta, fragile e potente, determinata e contraddittoria.
La protagonista è una ragazza barese cresciuta nel quartiere Libertà, ai margini del quartiere più borghese: il Murattiano. La sua vita è segnata da irrequietezza profonda e tensione costante verso il riscatto sociale che la porta a confrontarsi con limiti, errori e persino malattie. Tosca osserva il mondo con desiderio e ammirazione: I luoghi simbolo della “Bari bene” degli anni Settanta e Ottanta, come il Cellar o la Pasticceria Stoppani, rappresentano per lei soglie quasi irraggiungibili, ma irresistibili.

Il romanzo si sviluppa come una lunga confessione in prima persona. È Tosca stessa a raccontarsi, a guardarci negli occhi mentre ripercorre la sua vita: dall’infanzia all’adolescenza, fino alla maturità. Ne emerge un affresco vivido non solo della sua storia personale, ma anche di intere generazioni e di una società in trasformazione. Il Sud descritto da Mastronardi non è solo geografico, ma anche corporeo, emotivo, radicato nella carne e nei sentimenti.
Tra le pagine scorrono relazioni familiari complesse, una madre distante e anaffettiva, un padre dolce ma rassegnato, insieme al desiderio feroce di emancipazione. Tosca scopre il proprio corpo e il suo potere di seduzione, si confronta con uomini spesso fragili, costruisce e perde legami, attraversa matrimonio, maternità, lavoro, compromessi e sogni infranti. Sempre accompagnata da una costante irrequietezza e da una solitudine difficile da colmare.
Uno degli aspetti più sorprendenti del romanzo è la capacità dell’autore di dare voce a un personaggio femminile così autentico. Mastronardi riesce a entrare nella psicologia di Tosca con sensibilità e profondità, restituendo emozioni, tensioni e desideri con grande credibilità. Come lui stesso ha dichiarato, la sfida più grande è stata proprio quella di calarsi in un universo femminile, ma il risultato è potente e convincente.
La scrittura è avvolgente, capace di creare una tensione narrativa costante dalla prima all’ultima pagina. Chi ha amato le opere precedenti dell’autore, da Lettera a Lèontine a Gente del Sud. Storia di una famiglia, ritroverà la stessa passionalità e la stessa attenzione per le dinamiche umane, qui amplificate da una protagonista indimenticabile.

«Il mio nome è Tosca ed è anche la mia condanna», confessa la protagonista. E in questa frase si condensa l’essenza del romanzo: una vita vissuta senza rimpianti, con orgoglio, nel bene e nel male. Tosca non chiede comprensione né indulgenza: offre la sua verità, nuda e potente.
Anima Amante. Storia di Tosca è più di un romanzo: è un’esperienza emotiva, un’immersione in un’anima inquieta che lotta per affermare se stessa contro tutto e tutti. Un libro che coinvolge, scuote e resta addosso. Assolutamente da leggere.

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