Musica e spiritualità, si alza il sipario sul Nikolaos Festival: il viaggio tra sacro e classico parte dal cuore del borgo antico concerto Festival Musica 10 Aprile 202610 Aprile 2026 di M. Siranush Quaranta La città di Bari ha accolto un nuovo appuntamento culturale di respiro internazionale. L’8 aprile 2026, tra le navate barocche della Chiesa di Maria Santissima del Carmine, si è alzato il sipario sulla prima edizione del Festival Internazionale di Musica “Nikolaos”, una rassegna nata dalla collaborazione tra la Fondazione Nikolaos di Bari e l’Opera Pia Maria SS. del Carmine ETS – APS, con il patrocinio di varie istituzioni regionali. Il gioiello barocco incastonato nel tessuto antico di Bari Vecchia — luogo che evoca secoli di storia, devozione e bellezza artistica — si è rivelato la cornice ideale per un evento che, fin dalla prima serata, ha lasciato il segno. A introdurre la serata è stata la dott.ssa Giorgia Cutino, direttore del Centro Studi Europeo Nikolaos, definendo il festival un dono per la terra pugliese dove arte e spiritualità si incontrano. Una dichiarazione di intenti che ha subito delineato l’anima profonda della manifestazione: costruire un ponte tra musica sacra e musica classica, tra spiritualità e cultura, tra tradizione e contemporaneità. Il dott. Giuseppe Mele (Opera Pia del Carmine) e il presidente Vito Giordano Cardone (Fondazione Nikolaos) hanno sottolineato come la sinergia tra i due enti trasformi Bari, città di San Nicola, in un crocevia ideale di dialogo. “Bari rappresenta per vocazione il luogo dove la musica diventa strumento di dialogo e coesione tra pubblici e sensibilità differenti” ha ribadito Vito Cardone. Anche Antonio Maria Vasile, direttore di Aeroporti di Puglia, ha lodato l’iniziativa per la capacità di restituire alla città spazi storici straordinari: «Questi luoghi bellissimi dovrebbero essere sempre aperti a questo tipo di attività. È qualcosa di meraviglioso». Il Maestro Oleg Vereshchagin durante il suo concerto Protagonista assoluto del concerto inaugurale è stato il Maestro Oleg Vereshchagin, fisarmonicista-bayonista di fama internazionale e direttore artistico della manifestazione. Il programma ha presentato l’esecuzione integrale de Le Sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce di Franz Joseph Haydn, nella trascrizione originale per fisarmonica da concerto dello stesso Vereshchagin — un lavoro di rara profondità interpretativa che restituisce all’opera tutta la sua forza meditativa. Il Maestro Oleg Vereshchagin applaudito dal numeroso pubblico Composta tra il 1786 e il 1787 su commissione per la Cattedrale di Cadice, l’opera si struttura in sette sonate precedute da un’introduzione maestosa e concluse dal celebre Il Terremoto in Presto. Una composizione meditativa, quasi oratoriale, in cui tensione drammatica e lirismo si intrecciano fino a risolversi nella pace e nella speranza. La fisarmonica-bayan di Vereshchagin ha rivelato una capacità timbrica sorprendente: capace di simulare il respiro di un organo, di abbracciare il raccoglimento di un quartetto d’archi, di evocare il silenzio stesso. Ogni sonata ha trovato la propria voce distinta — il Largo della prima, il Grave e cantabile della seconda, l’intensa solitudine del Deus meus, Deus meus nella quarta, il Lento della sesta — in un percorso che ha portato il pubblico attraverso stazioni di dolore, abbandono e consegna fiduciosa. La serata si è chiusa con il bis: l’Ave Maria di Sergej Rachmaninov, eseguita con una dolcezza che ha suggellato emotivamente l’intera serata. Vito Cardone, Giorgia Cutino e Oleg Vereshchagin Il programma proseguirà con altri due appuntamenti: il 15 maggio Marco Misciagna1 proporrà un recital per viola solista intitolato Viola Virtuosa (Biber, Albéniz, Tárrega, Morricone), mentre il 12 giugno il duo Pierluigi Camicia e Alessandro Perpich concluderà la rassegna con Viaggio tra Classicismo viennese e Romanticismo, percorrendo Mozart, Brahms e Grieg. L’ingresso è aperto al pubblico su prenotazione presso la Chiesa di Maria Santissima del Carmine, in Strada del Carmine, Bari Vecchia. Il Festival Nikolaos ha lanciato un segnale chiaro: la Puglia ha le risorse artistiche e i luoghi per ospitare eventi culturali di autentico spessore internazionale.
Il’esecuzione dei brani musicali eseguiti dal maestro Oleg Vareshchagin con la sua magica fisarmonica ha coinvolto totalmente il pubblico presente regalando momenti di profonda suggestione e misticismo .da non dimenticare. Sono stata onorata di aver assistito ad una prova di così alto livello. Rispondi