Barocco. Allegorie del sensibile: a Bitonto un viaggio nell’arte del Seicento Arte Cultura Eventi mostra 8 Aprile 20268 Aprile 2026 di M. Siranush Quaranta Palazzo Sylos Calò, sede della Galleria Nazionale della Puglia Aperta il 31 marzo 2026, presso la Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna” di Bitonto (Bari), la mostra Barocco. Allegorie del sensibile rappresenta un percorso espositivo che intreccia prestiti temporanei con la collezione permanente della Galleria, trovando il suo fulcro nella presenza di un capolavoro del Seicento meridionale: la Famiglia di satiri di Cesare Fracanzano, recentemente acquisita dal Ministero della Cultura e ora assegnata in esposizione permanente alla Galleria stessa. L’esposizione, visitabile fino al 31 luglio, è curata da Carla Scagliosi, direttrice della Galleria, ed è realizzata con il contributo di Micexperience. Il progetto scientifico muove da una riflessione sul Seicento inteso come epoca di “crisi” e transizione: un’era in cui l’uomo, perduto il suo ruolo di centro dell’universo, si rifugia nello spettacolo e nell’ostentazione del fasto, pur restando consapevole della propria fragilità esistenziale. È in questo clima contraddittorio e febbrile, sospeso tra grandiosità e malinconia, tra trionfo dei sensi e meditazione sulla caducità, che fiorisce l’arte barocca: un linguaggio pittorico capace di trasformare la tela in un teatro dell’emozione. Locandina della mostra Il percorso espositivo è costruito attorno a un dialogo tra due opere in prestito e alcune tra le più significative della collezione permanente, tra cui il dipinto attribuito a Francesco Solimena e Andrea Belvedere raffigurante una Ghirlanda di fiori con San Felice da Cantalice, e il Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria di Mario de’ Fiori e Luigi Garzi. L’accostamento non è ornamentale, ma scientificamente motivato: si tratta di generare confronti inediti e nuove letture attributive. La curatrice Scagliosi ha sottolineato come questo tipo di mostre “focus” sia l’occasione ideale per dare impulso alla ricerca: diverse sono già le novità emerse circa attribuzioni e cronologie delle opere, novità che apriranno la strada a ulteriori studi e pubblicazioni. Al centro di tutto, però, c’è la Famiglia di satiri di Cesare Fracanzano. Documentata già nel Seicento nella celebre collezione Acquaviva d’Aragona di Conversano, la tela colpisce per la qualità pittorica e per la ricca trama di significati allegorici. La sua storia collezionistica è ricostruibile con precisione grazie a due inventari: appare per la prima volta in quello del 1666, registrata come “quadro grande con un satiro che prende tabacco con cornice negra e stragallo indorato”; in un inventario del 1814 è invece menzionata come “Satiro, Satiressa e satirini di pal(mi) 8 in 6, di Fraganzano”. ll dipinto “Famiglia di satiri” di Cesare Fracanzano In questo dipinto Fracanzano, figura centrale della pittura napoletana e del Mezzogiorno seicentesca, costruisce un’allegoria dei cinque sensi declinata attraverso la mitologia dionisiaca. I quattro personaggi incarnano ciascuno una percezione sensoriale: il satiro di profilo — assorto nel fumo e sordo ai richiami della compagna — rimanda all’olfatto e all’udito; la satiressa che gli strappa la pipa evoca il tatto; il giovane satiro leccato dal cane allude al gusto; la satirella allo specchio richiama la vista. L’opera, commissionata da Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, intreccia godimento sensoriale e fragilità del mondo: una poesia dipinta perfettamente in linea con il gusto barocco del mecenate. Acquisita dal Ministero della Cultura ed entrata nelle raccolte della Direzione regionale Musei Nazionali Puglia, essa arricchisce ora stabilmente uno dei musei più importanti della regione. La mostra non si esaurisce nelle sale espositive. A corredo del percorso è previsto un programma di eventi collaterali per un pubblico vasto ed eterogeneo: laboratori didattici per i più piccoli, visite guidate, conferenze scientifiche tenute da esperti, e rassegne musicali dedicate alla musica barocca, a ricordare che il Seicento non fu soltanto stagione pittorica, ma una civiltà estetica a tutto tondo. Una delle sale del museo L’esposizione si inserisce in un contesto più ampio: costituisce l’appendice di Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj, la grande mostra curata da Pierluigi Carofano visitabile fino al 31 luglio 2026 nelle sale del Castello Imperiali di Francavilla Fontana. Dalla Galleria Devanna, in prestito a Francavilla, sono partite la Maddalena penitente di Simone Pignoni e la Sant’Orsola di Andrea Vaccaro: un esempio di quella sinergia istituzionale che rappresenta una leva di valorizzazione e collaborazione tra istituzioni. La Galleria è aperta dal lunedì al sabato, festivi inclusi, dalle 8.30 alle 19.15, e la domenica dalle 8.30 alle 13.30. Il biglietto intero è di 6 euro, il ridotto di 2 euro, con la mostra inclusa nel prezzo senza supplemento.