“Tutto il mio canto in un battito d’ali” – La nuova silloge di Cinzia Santoro. Cultura Libri 4 Aprile 20264 Aprile 2026 di Clelia Conte Una domenica assieme a Cinzia Santoro, giornalista di questa testata e poetessa. “Tutto il mio canto in un battito d’ali” DELTA 3 Edizioni- Premio Rotary Comunity Corps Avellino Est nell’ambito del Premio Nazionale L’Inedito XVII Sulle tracce del De Sanctis. Cinzia Santoro Ci incontriamo sotto casa di sua madre, è ancora giorno e decidiamo di andare a raccontarci un po’ di cose nella sua casa di campagna nella splendida terra di Martina Franca. I suoi tre gatti ci accolgono venendoci incontro con il passo felpato e noi gli regaliamo carezze e coccole. Un caffè sulle comode sedie a dondolo e poi la notizia della prossima uscita della sua raccolta di poesie. È noto nell’ambiente letterario che Cinzia abbia già ricevuto premi di rilievo, così avendo già letto i suoi lavori precedenti, spinta dalla curiosità guardo con attenzione la copertina del libro e leggo le sue poesie. L’intervista. Come nasce l’idea di questo tuo lavoro e la scelta della copertina? “Tutto il mio canto in un battito d’ali” nasce come racconto degli anni post covid anni caratterizzati dal ritorno alla vita piena. Nei versi di queste 44 poesie scritte fra il 2022 e il 2024 c’è una profonda introspezione del mio essere donna nelle molteplici declinazioni della mia femminilità. Il titolo della silloge e il focus dei miei versi riguardano la caducità della vita stessa. La copertina è dell’artista martinese Francesco Laddomada, “Nuova Vita” (olio su tela), non è stata una scelta casuale perché rappresenta il cammino di una donna guerriera che arriva ad autodeterminarsi. I colori e il forte simbolismo dell’opera si coniugano perfettamente allo spirito della silloge. In alcune poesie, manifesti amore e passione. Che posto occupa l’amore nella tua vita? L’amore, Agape e parlo di amore spirituale quello rappresentato nei miti greci, occupa uno spazio importantissimo nella mia esistenza. Amare in modo disinteressato è il dono più grande che possiamo fare all’altro. Non importa se l’oggetto dell’amore riesca a gioirne. L’incanto è nel dono. Esprimi dolore e amore allo stesso tempo, solidarietà con donne più sfortunate di te. L’essenza dell’essere donna e lo sottolinei in più occasioni. Sono una donna del sud profondamente legata alla mia terra. Amo e respiro la mia valle e i colori del cielo del mio paese in tutte le stagioni. La poesia è nei muretti a secco, sulle ali dei rondinini che sorvolano il tetto della mia casa, nell’ultimo frutto del melograno che si stacca cadendo sulla nuda terra dormiente. La poesia è anche sui rivoli di luce che attraversano le candide tendine appese alle finestre, nelle fusa dei gatti che mi fanno compagnia nelle mie sere solitarie ma è anche soprattutto nel mio sentire le relazioni, il rapporto delicato e forte con mio figlio che cresce e diventa un uomo, o l’amore per la famiglia. La sorellanza è un altro argomento che mi accompagna da sempre in quanto sono consapevole che viviamo in una società patriarcale dove ancora tra noi donne non c’ è molta solidarietà. Quindi nei miei versi scrivo della mia autodeterminazione. Osservo le donne nel mio paese e anche quando viaggio. Cerco sempre l’incontro e la comunicazione sincera sull’antico dolore che ci accomuna. Siamo nate da una costola di un uomo, e qui mi fermo! Un sorriso d’intesa femminile. Una piccola pausa e poi riprendiamo la nostra intervista davanti ad una fumante tazza di the nero che lei ha portato di recente da un viaggio ad Istambul. Hai affidato la prefazione ad un nostro collega giornalista, Piero Fabris: che esperienza è stata la vostra collaborazione? È stato un grande onore. Piero Fabris ha colto l’essenza vitale dei miei componimenti poetici, la creatività del mio animo, il coraggio e la dignità che mi rappresentano da sempre. Leggere la sua prefazione mi riempie di gioia e conferisce alla silloge la cornice preziosa che desideravo darle. Parteciperai prossimamente ad un concorso letterario? Si; sono profondamente soddisfatta di questo lavoro e desidero proporlo a dei concorsi a carattere nazionale. Nel frattempo ho già scritto una quarta silloge e spero di poterne riparlare con te davanti ad una nuova tazza di the alla menta magari di rientro dall’Oman!