Sea Sisters: il mare come metafora di libertà nel film di Brunella Filì Cinema Cultura 27 Marzo 202627 Marzo 2026 di Pietro Fabris Locandina del film “Sea Sisters”, traducibile sia come Sorelle del mare sia come Sorelle di mare, richiama in entrambe le versioni un legame profondo e viscerale con l’elemento marino. Ma cosa rappresenta davvero il mare? È il luogo in cui tutto nasce e tutto ritorna; soprattutto, è lo spazio della trasformazione continua: un’acqua in perenne movimento, che si agita in cavalloni bianchi, indomabili e imprevedibili. Quale metafora più efficace per raccontare la vita? Il mare incarna il desiderio di libertà, che convive costantemente con il rischio di perdere tutto. Cavalcare un’onda significa sfiorare il cielo e toccare il fondo, in una sinusoide di esperienze che può apparire goffa, se non persino imbarazzante, agli occhi di chi resta arroccato sugli scogli granitici delle proprie certezze, difendendo posizioni costruite nelle calette o nei fiordi delle convenzioni sociali. La regista del film Brunella Filì “Sea Sisters”, il film di Brunella Filì, è un inno al coraggio e alla determinazione di due donne: Antonia, “donna del mare del Sud”, e Sandra, “donna del mare del Nord”. Due figure che scelgono di uscire dalle paludi di una visione limitante dell’esistenza, decidendo di guardare oltre la superficie increspata del mare. Non si lasciano sommergere, ma affrontano la paura e assaporano la salsedine dell’imprevisto. Il racconto accompagna lo spettatore in un viaggio di scoperta, mostrando come il mare possa diventare un luogo in cui ritrovarsi e riconoscersi, anche vivendo agli antipodi dello stesso continente. Antonia e Sandra sono autentiche “sorelle di mare”: pescatrici, vele, ali unite da una distesa d’acqua salata, simbolo di unione e libertà, in contrasto con le visioni stereotipate di chi resta immobile, naufrago nelle comode abitudini quotidiane. La pellicola, della durata di 72 minuti, è stata presentata il 26 marzo presso il Kursaal Santa Lucia e partecipa al concorso Bif&st 2026, nella sezione Meridiana. In sala erano presenti, oltre alla regista, la sceneggiatrice Antonella Gaeta, che ha lavorato al progetto per sette anni. L’incontro è stato moderato da Marzia Gandolfi. Il film è una coproduzione tra Nightswim OfficinaMare Doc Srl (Italia) e Reinfilm (Norvegia), realizzata con il supporto di Apulia Film Commission – Fondo Sviluppo, Apulia Film Fund – Produzione, Ibermedia Development, MIC – Ministero della Cultura, Comune di Gallipoli, Regione Puglia, GAL Terra d’Arneo, Artic Film e Nordic Film Institute. Con “Sea Sisters”, Brunella Filì dà voce a storie reali e a donne autentiche, capaci di prendere in mano il proprio destino e di navigare, con determinazione, nel mare aperto della vita. 27 marzo 2026