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Al Bif&st in anteprima “Köln 1975”: il film che ti costringe a pensare

fabiatonazzi


di Fabia Tonazzi

“Köln 1975” non è solo un film. È un’immersione totale nella tensione degli anni Settanta. Ambientato in una inquieta e stratificata Colonia, descrive una società divisa tra ideali rivoluzionari e una realtà rigida a cui è difficile adattarsi se hai desideri diversi da ciò che è imposto, proprio come accade alla protagonista Vera Brandes, interpretata da Mala Emde. Qui, il passato recente continua a influenzare il presente in modo quasi invisibile ma costante. Non si tratta semplicemente di una ricostruzione storica, ma di un viaggio emotivo dentro le crepe di una società in trasformazione.

Non aspettatevi scene alla “Mission Impossible”, realizzati con spari, scontri di auto e adrenalina ma piuttosto tanto pathos, voglia di ribellione e trasgressione. La regia ricorda quella di un “documentario”: Lo spettatore, è totalmente catturato e coinvolto dalla trama, si sente parte attiva dentro la storia. I personaggi sono veri, fragili, spesso in conflitto con se stessi e persi ma in grado di trasmettere quella forza, quell’energia di chi ”vuole cambiare tutto”. E’ un film di quelli che ti resta dentro soprattutto se ami il cinema che fa riflettere. . Il ritmo è lento, la narrazione frammentata, ma proprio in questa scelta risiede la sua forza: lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente, a ricostruire il senso.

Köln 75

“Köln 75” non è soltanto la storia di come nasce il successo di un grande jazzista come Keith Jarrett ma della determinazione di una donna, neanche ventenne, che decide di sovvertire le regole di un sistema che le va stretto. In nome della musica, in nome del jazz e grazie alla sua forza d’animo, Vera Brandes siimprovvisa manager, agente, spinta dal desiderio di opporsi al padre, che non sopporta l’idea che la figlia rifiuti di seguire le sue orme da dentista o, almeno, di conformarsi al ruolo tradizionale di donna di casa, moglie e madre. Negli anni Settanta, mentre il jazz trova nuova vita in Europa, Vera inizia a organizzare concerti sfidando le aspettative della famiglia e le difficoltà del settore. Quando le si presenta l’occasione di portare a Colonia il pianista Keith Jarrett, si impegna con tutte le sue forze per realizzare l’evento. Tra imprevisti tecnici, problemi organizzativi e il rischio concreto che tutto venga annullato all’ultimo momento, Vera riesce comunque a far andare in scena il concerto. Quella serata, nata tra mille difficoltà, si trasformerà in qualcosa di unico: la registrazione di uno dei più celebri album jazz della storia, The Köln Concert.

Il film è ricco di peripezie, ostacoli, imprevisti, nulla è facile per Vera ma, l’amore verso un fratello definito “un fallito” dal proprio padre, accanto alle persone amiche vicino a lei che la sostengono, rivestono un ruolo fondamentale. L’amore di una madre, Ilse Brandes, interpretato da Jördis Triebel testimoniano come il rapporto madre figlia supera le convenzioni e si trasforma in una opportunità di crescita e fiducia da ambo le parti.

È la storia di determinazione, passione e intuizione di una ragazza che, contro ogni previsione, contribuisce a creare un momento destinato a diventare leggenda.

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