Cineasti armeni trionfano agli Oscar 2026 Cinema Eventi Spettacolo 16 Marzo 202616 Marzo 2026 di M. Siranush Quaranta Due premi, tre candidature e un record storico. La 98ª edizione degli Academy Awards ha segnato una notte importante per la diaspora armena nel cinema internazionale: nella cerimonia del 15 marzo 2026 al Dolby Theatre di Los Angeles, i cineasti di origine armena hanno lasciato il segno sia tra i cortometraggi che tra i lungometraggi. La filmmaker Natalie Musteata @thearmenianreport La prima delle due vittorie è arrivata nella categoria Miglior Cortometraggio Live Action: Natalie Musteata si è aggiudicata l’Oscar con Two People Exchanging Saliva, co-diretto con il marito Alexandre Singh. Il corto in bianco e nero, in lingua francese, racconta una società distopica in cui baciarsi è punibile con la morte. Prodotto esecutivamente da Julianne Moore e Isabelle Huppert, con protagonisti Zar Amir Ebrahimi e Luana Bajrami e la narrazione di Vicky Krieps, il film aveva già percorso con successo il circuito dei festival internazionali: Gran Premio della Giuria all’AFI Fest, Premio Canal+ e Premio del Pubblico a Clermont-Ferrand, dopo l’anteprima al Telluride Film Festival nel 2024. Musteata, di origini armene per parte materna — la famiglia è fuggita dall’Armenia per rifugiarsi in Francia — si definisce bilingue e biculturale. «La mia famiglia è armena. Sono andati in esilio in Francia. Sono cresciuta con entrambe le lingue», ha dichiarato in una recente intervista. È dottoressa in Storia dell’Arte e master in Cinema, e il suo lavoro esplora temi di identità e cultura attraverso un approccio cinematografico sperimentale. Il produttore armeno americano Sev Ohanian @thearmenianreport Sul fronte dei lungometraggi, Sinners ha dominato la serata con quattro premi. Il film, prodotto dall’armeno-americano Sev Ohanian insieme ai registi Ryan Coogler e Zinzi Coogler, era entrato alla cerimonia con sedici candidature — un record assoluto nella storia degli Academy Awards. Alla fine, ha conquistato la Miglior Sceneggiatura Originale per Ryan Coogler, il Miglio Attore Protagonista per Michael B. Jordan, la Miglior Colonna Sonora per Ludwig Göransson e, in un risultato storico, la Miglior Fotografia ad Autumn Durald Arkapaw: prima donna in assoluto, e prima donna di colore, a vincere l’Oscar in questa categoria. L’Oscar mancato a Madeline Sharafian Terza presenza armena nella notte degli Oscar è stata Madeline Sharafian, candidata al Miglior Film d’Animazione con Elio, lungometraggio Disney/Pixar co-diretto con Domee Shi e Adrian Molina. Per Sharafian si tratta della seconda nomination, dopo quella del 2021 per il cortometraggio Burrow. Con Elio è diventata la prima armena e la terza donna in assoluto nella storia della Pixar a dirigere un lungometraggio. La statuetta non è arrivata, ma la candidatura consolida il suo percorso come una delle voci più originali dell’animazione contemporanea. Quella di questa notte non è una presenza improvvisata. La diaspora armena nel cinema ha radici profonde: il primo Oscar a un armeno risale al 1943, quando William Saroyan vinse per la sceneggiatura di The Human Comedy — unico autore della storia ad aver ricevuto sia l’Academy Award sia il Premio Pulitzer. Nel 1993 fu la volta di Steven Zaillian, sceneggiatore di origini armene, premiato per Schindler’s List. Tappe importanti anche le due nomination di Akim Tamiroff come Miglior Attore Non Protagonista negli anni Trenta e Quaranta, le due candidature del regista armeno-canadese Atom Egoyan per The Sweet Hereafter nel 1998 e la nomination di Henri Verneuil per Le Mouton à cinq pattes nel 1954. Solo l’anno scorso, agli Oscar 2025, la comunità armena era stata protagonista indiretta di uno dei trionfi più clamorosi della serata. Anora, il film di Sean Baker che si è aggiudicato cinque premi, tra cui Miglior Film e Miglior Regia, annoverava nel cast gli attori armeni Karen Karagulian e Vache Tovmasyan in ruoli di rilievo. Non nomination personali, ma la presenza in un film così premiato aveva rappresentato un momento di grande visibilità per l’intera comunità armena nel panorama cinematografico internazionale. Rimane invece ancora aperta una questione storica: quindici film armeni sono stati presentati nella categoria Miglior Film Internazionale, ma nessuno ha mai ottenuto una candidatura ufficiale. Una lacuna che contrasta con la capacità dimostrata dai cineasti della diaspora di affermarsi ai massimi livelli del cinema mondiale. La notte del 15 marzo 2026 ha aggiunto due vittorie concrete a questa storia. Il passo successivo potrebbe essere solo questione di tempo.