La violenza di genere legalizzata dai talebani. In Afganistan sancita la morte sociale delle donne Giustizia Notizie dal Mondo 3 Marzo 20263 Marzo 2026 di Cinzia Santoro Una nuova legge approvata in Afghanistan prevede l’impunità per i maschi che in famiglia colpiscono le donne e i bambini senza ” rompere le ossa o ferite aperte”.Nel quale caso il maschio sarebbe punibile con 15 giorni di carcere!Un codice penale di 60 pagine firmato dal leader supremo dei talebani, Hibatullah Akhundzada che classifica la violenza coniugale come punizione didattica e non come crimine.La legge prevede punizioni per le donne che tentano di scappare e tre mesi di carcere se si recano presso la famiglia d’ origine senza il permesso del marito.La donna punita può chiedere di mostrare le ferite a un giudice ma solo se accompagnata da un tutore, di solito lo stesso marito che ha procurato le ferite.Di facto il nuovo codice normalizza l’ apartheid di genere e la schiavitù femminile Il codice penale di 60 pagine, firmato da Hibatullah Akhundzada, il leader supremo dei talebani, e distribuito ai tribunali di tutto l’Afghanistan, classifica le percosse coniugali come “ta’zir” (punizione discrezionale) anziché come un atto criminale. Nessuna legge che proibisca la violenza fisica, psicologica o sessuale contro le donne.Le nuove disposizioni smantellano il quadro giuridico istituito dal precedente governo afghano, tra cui una legge del 2009 che criminalizzava il matrimonio forzato, lo stupro e la violenza di genere e imponeva pene da tre mesi a un anno per violenza domestica.Il codice distingue esplicitamente tra cittadini “liberi” e “schiavi”.L’obbligo di portare in tribunale un accompagnatore maschio – laddove nella maggior parte dei casi l’accompagnatore è l’abusante – rende strutturalmente impossibile la giustizia.La criminalizzazione della fuga verso la casa dei genitori rende la fuga strutturalmente impossibile.I talebani hanno stabilito che discutere del codice penale è di per sé un reato. Narges, ex studentessa universitaria nella parte occidentale di Herat, ha dichiarato al Telegraph: “Il mondo ci ha sempre mostrato il suo lato ingiusto. Non mi sento viva, e questa sensazione è condivisa da tutti quelli che conosco”.“La nostra vita è più simile a una resistenza costante contro tutto ciò che c’è là fuori. Nessuno ci vede. A nessuno importa di noi .Questa nuova legge non è solo una legge: sta trasformando i nostri corpi nel loro campo di controllo. Nessuno vedrebbe il nostro dolore se non ci fossero le ossa rotte. Stanno legalizzando la paura. Viviamo nella paura e nel silenzio.”Oggi l’Afghanistan non fa più notizia, il mondo è in fiamme e la democrazia si esporta con le bombe. Le donne afgane, i bambini e i giovani che sognavano un altro Afghanistan rischiano ogni giorno la fustigazione, le percosse e il carcere. L’occidente ha tradito questo paese dopo anni di guerra per esportare la democrazia Usa. Ora i talebani regnano incontrastati mentre le donne e i più deboli sono stati silenziati e cancellati dalla società. La morte sociale, incubo quotidiano. Il diniego all’istruzione femminile anche quella medica che comporterà la morte delle donne che non potranno più curarsi.L’impossibilità di lavorare conduce direttamente alla dipendenza totale e quindi alla schiavitù di fatto delle mogli e delle figlie.Le donne come oggetto, possedute.Le donne mai soggetto di diritto, in Afghanistan gli animali godono di maggiore protezione legale.Il corpo delle donne governato da atrocità e disumanizzazione. Proibita la voce, il canto, la musica anche in casa. Proibita l’istruzione, l’accesso alle cure e il diritto al lavoro femminile. Nessuna legge a proteggere la donna. Morte sociale mentre l’occidente è distratto, lontano, assente. Ci siamo lavati le mani, come Pilato.