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Terrificanti e ignobili azioni sulla pelle dei palestinesi: lo Stato sionista usa i corpi delle vittime

Tra le aberrazioni contro l’umanità, perpetrate dal popolo eletto da Dio vi è un mercato assai prospero che riguarda gli espianti illegali di organi dai palestinesi, siano prigionieri, bambini rapiti o gente trucidata.

di Cinzia Santoro

Nel primo mese del 2026 sono stati ben 54 i trapianti d’organo su pazienti israeliani. Un boom di interventi che dovrebbero suscitare orrore e sgomento a livello internazionale. Invece silenzio, tacciono gli stati della civilissima Europa. Tace la premier, Giorgia Meloni. Distratti gli italiani, impegnati a cantare Sanremo di sera e polemizzare sui social al mattino. Incuranti della gravissima situazione politica internazionale e anche del genocidio in atto passato nel dimenticatoio nel giro di poche settimane mentre i politici che ci governano rafforzano le misure di controllo e di limitazione della libertà di parola.

In Israele la violazione sistematica dei principi etici medici avviene impunemente da decenni, con un incremento vertiginoso dall’inizio del genocidio. In barba al Codice di Norimberga e degli Accordi di Helsinki che sanciscono il principio del consenso del donatore, gli espianti privi dello stesso vengono eseguiti alla luce del sole. Israele è colpevole di furto e traffico di organi, traffico di esseri umani, traffico di minori e pedofilia. I bambini rapiti diventano terreno fertile, donatori di organi a costo zero.

Nel 2022 i trapianti di cornee in Israele erano 50, con il 7 ottobre, in un solo centro ospedaliero i trapianti sono diventati 100. La media annua era di circa 600 trapianti di cornee l’anno, oggi con circa 186000 morti la media è di 1000 trapianti.

Meira Weiss, antropologa israeliana

Le domande sono molteplici, durante la guerra aumentano i donatori? In Israele sono aumentati i centri per il trapianto? O l’aumento riguarda la disponibilità delle cornee e di altri organi? Riflettendo, durante il genocidio sono aumentati i corpi non restituiti alle famiglie, dispersi per sempre.
L’ antropologa israeliana Meira Weiss ha dichiarato: “Noi non espiantiamo organi ai nostri soldati, preleviamo tutto dai palestinesi o dai lavoratori migranti, senza alcun consenso”.
Israele possiede la più grande banca al mondo di pelle umana.
“Che cosa fa lo stato sionista con questi corpi? Nel suo libro, Over Their Dead Bodies, Meira Weiss, che ha servito come ufficiale nell’esercito israeliano prima di passare al mondo accademico, scrive che, durante la prima intifada, l’esercito israeliano ha dato la licenza al principale istituto forense dello stato, chiamato Abu Kabir, di raccogliere “organi dai palestinesi utilizzando un regolamento militare che impone l’autopsia su ogni palestinese ucciso”. Un retaggio della politica coloniale inglese in Palestina, che prevedeva l’autopsia ad ogni palestinese ammazzato.

Edificio

“Le autopsie, erano accompagnate dalla raccolta degli organi e talvolta utilizzate per la formazione medica”, scrive la Weiss. Più tardi, come con la distruzione delle infrastrutture mediche a Gaza, Israele ha continuato a testare i limiti di ciò che poteva fare.

La storia

The Israel National Skin Bank è stata fondata nel 1896 da Israele Defence Force Medicali Corps e dal Ministero della Salute Israeliano e conserva ancora oggi una banca di pelle, cornee, valvole cardiache e altri parti dei corpi trafugati.
Una Skin Bank dell’orrore giustificata dal fatto che i palestinesi sono terroristi per cui si possono espiantare organi e pelle senza consenso alcuno. Sono almeno 30 anni che Israele compie atti criminali sui corpi di un popolo inerme. Già durante la prima intifada, anche il dottor Atem Abu Ghazaleh riferiva il prelievo illegale di reni e cornee.
Nel 2005, l’ Istituto nazionale di medicina forense L. Greenberg noto anche come Istituto forense Abu Kabir diretto da  Yehuda Hiss dal 1988 al 2004, fu al centro di indagini sull’ espianto senza consenso effettuato a danno di prigionieri palestinesi. Lo stesso direttore ammise, come parte di un patteggiamento, la rimozione non autorizzata di organi, ossa e tessuti. E ancora nel 2009, Abu Kabir è stato menzionato in un controverso articolo sul tabloid svedese Aftonbladet di Donald Boström . Boström ha accusato l’istituto di far parte di un giro di traffico di organi umani in cui i soldati delle Forze di Difesa Israeliane  rapivano palestinesi per trafugare i loro organi. Il Ministero della Salute israeliano riconobbe che “pelle, cornee, valvole cardiache e ossa” erano state rimosse durante le autopsie di israeliani, compresi soldati dell’IDF, palestinesi e lavoratori stranieri negli anni ’90.  Il Ministero affermò che negli ultimi dieci anni, le procedure eseguite ad Abu Kabir erano state conformi all’etica e alla legge ebraica,  e tutti i prelievi di organi furono effettuati con autorizzazione.

Komenei

Se questa è l’unica democrazia in Medio Oriente, io ho seri dubbi che il futuro delle nazioni possa essere un futuro di pace. Ieri, abbiamo assistito increduli all’attacco sull’ Iran degli Stati Uniti e delle forze israeliane conclusosi con la morte di Komenei.
L’attacco era dovuto a proteggere le donne iraniane si è scritto. Davvero? Il primo edificio bombardato per errore è stata una scuola per bambine con altre 200 morti. Mi chiedo perché solo ora il Tycoon e Netanyahu abbiamo deciso di bombardare l’ Iran? Non sono forse anni che le donne iraniane vengono perseguitate dal regine teocratico? O ci sono altri interessi politici che riguardano l’ostilità atavica di Teheran contro lo stato israeliano? O magari i due compari vogliono sviare l’attenzione dello scandalo Epstein?
Non credo che l’intervento militare sia dovuto al senso di giustizia sociale che ambedue i signori della guerra non possiedono. E poi pensiamo ancora al tradimento dell’occidente inferto alle donne dell’ Afghanistan.
Allora non resta che scrivere la verità senza timore per ricordare al mondo da che parte stanno i giusti.

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