Sessantasette anni di caffè, storia e famiglia: il Bar Crescenzio riapre le porte al quartiere San Pasquale Eventi 1 Marzo 20261 Marzo 2026 di M. Siranush Quaranta C’è qualcosa di profondamente emozionante nel vedere le luci riaccendersi, il profumo del caffè diffondersi nell’aria e i clienti di sempre varcare di nuovo la soglia. Questa sera 1° marzo, dopo circa due mesi di chiusura per un atteso restyling, il Bar Crescenzio ha riaperto i battenti nel cuore del quartiere San Pasquale di Bari. Non è una riapertura qualunque: è il ritorno di un’istituzione, di un luogo che per oltre sessant’anni ha fatto parte della vita quotidiana di un intero quartiere, generazione dopo generazione. Riapertura del Bar Crescenzio Al taglio del nastro erano presenti Pietro Petruzzelli, assessore allo Sviluppo Locale e alla Blue Economy, con delega al Turismo e Marketing Territoriale, Alessandra Lopez, presidente del Municipio 2, la segretaria generale della Camera di Commercio di Bari Angela Patrizia Partipilo e don Luciano Cassano, parroco della chiesa di San Pasquale. L’intervento video di Pietro Petruzzelli Intervista ad Alessandra Lopez La storia del Bar Crescenzio affonda le radici nel dopoguerra. Crescenzio Pastoressa, dopo una gavetta iniziata da bambino nel bar dei fratelli, aprì nel giugno del 1958 il suo primo locale all’angolo tra via Cirillo e via dei Mille, diventando presto punto di riferimento per gli studenti del convitto “Cirillo” e per le famiglie del quartiere. Nel 1972 arrivò il trasferimento nel locale di via Lattanzio, ad angolo con via Cirillo, dove ancora oggi il bar porta il suo nome.A fare la forza del Bar Crescenzio fu sempre il modello familiare. Crescenzio apriva ogni mattina alle quattro, con una dedizione che pochi possono vantare. Al suo fianco, nel corso degli anni, si affiancarono la moglie Carolina, poi il figlio Michele — arrivato nel 1987, poco più che ventenne — e le figlie. Un sistema di gestione fondato su un legame familiare profondo e su una fedeltà al lavoro che non ha mai vacillato, nemmeno nei momenti di crisi economica più dura. Nel 2011, dopo oltre mezzo secolo dietro al bancone, Crescenzio lasciò le redini al figlio Michele, che ha saputo portare avanti il buon nome dell’azienda di famiglia con la stessa cura e lo stesso rispetto per la tradizione. Alla sua scomparsa, il 1° gennaio 2018, il quartiere perse un volto familiare e un punto fermo. Ma il bar non ha chiuso: Michele ha continuato a tenere accesa quella luce in via Lattanzio, effettuando già una ristrutturazione una decina di anni fa.Il riconoscimento istituzionale non si è fatto attendere. Il Bar Crescenzio è stato premiato dalla Camera di Commercio di Bari tra le attività storiche della Regione Puglia, un riconoscimento assegnato a quelle imprese che hanno attraversato decenni di storia economica e sociale del territorio, resistendo alle crisi, ai cambiamenti del mercato, alle trasformazioni del tessuto urbano. Un riconoscimento che non è solo una targa sul muro, ma la certificazione di un ruolo sociale: quello di presidio di comunità, di luogo in cui si incrociano storie, si stringono amicizie, si trascorre qualche minuto di pausa dalla frenesia della vita moderna. Nuovo look del Bar Crescenzio Oggi, con la riapertura il Bar Crescenzio entra in una nuova fase. Spazi rinnovati, un look fresco, ma la stessa anima di sempre; quella di Michele, con la sua famiglia e i suoi collaboratori. Perché certi luoghi non cambiano davvero mai, anche quando cambia la loro veste. Cambia la tazzina, cambia il bancone, ma rimane intatto ciò che conta: la familiarità di un sorriso, il calore di un ambiente conosciuto, il sapore di un caffè che sa di casa. Sessantasette anni di storia non si cancellano con un restyling — anzi, si celebrano. E il quartiere San Pasquale è pronto ad alzare la tazzina per “brindare” a questo nuovo inizio.
Complimenti e auguri. Ricordo che i cornetti di Crescenzo erano i preferiti del prof. Paolo Ostuni mio prof. di Latino e Greco dalla 1° alla 3° liceale. Nel tempo non si sono mai smentiti. Rispondi