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Antifascismo oggi tra Costituzione e responsabilità collettiva

di Clara Ranieri

Il 12 febbraio 2026, in via Abbrescia 13, si è tenuto un incontro dedicato al tema dell’antifascismo, organizzato da Alleanza Verdi di Sinistra. Il dibattito, partecipato e approfondito, ha visto gli interventi di Mimmo Ferrante, segretario provinciale di Sinistra Italiana Bari, e Nicola Colaianni, presidente provinciale di Bari, con la moderazione di Mattia Ferrante, referente regionale UGS Puglia.

L’incontro si è aperto con una riflessione sul significato della Resistenza oggi e sulla necessità di costruirne una forma nuova e consapevole. È stato evidenziato come il fascismo non appartenga soltanto al passato, ma possa ripresentarsi in modalità differenti, meno visibili rispetto ai manganelli o alle camicie nere, insinuandosi nei contesti in cui prevalgono discriminazione ed esclusione, come se alcune vite valgano meno o più rispetto ad altre. Purtroppo tutto questo è causato dal fatto che la violenza, che si trasmette di generazione in generazione, non è stata ancora del tutto sradicata dalla società e questa comporta l’effetto che gruppi sociali con pensieri ed ideologie affini trovano forza dove ci sono obiettivi comuni.

Nel richiamare la memoria dei partigiani e il ruolo di Bari, prima città a liberarsi dal regime fascista, il confronto si è concentrato sulla differenza tra la Resistenza storica e quella contemporanea. Nicola Colaianni ha sottolineato la necessità di partire dalle formazioni sociali richiamate dalla Costituzione, dalle famiglie e dai piccoli contesti quotidiani, per costruire una resistenza radicata nella società e non delegata esclusivamente alle istituzioni. Oltre alle ricorrenze del 25 aprile e del 2 giugno, è emersa l’esigenza di creare spazi permanenti di ascolto, integrazione e azione concreta.

Nel dibattito si è affrontato anche il tema delle leggi ritenute liberticide e del rischio di un restringimento degli spazi di libertà. Il riferimento è stato, tra gli altri, alle norme in materia di sicurezza e al rispetto dell’articolo 13 della Costituzione, che tutela la libertà personale. È stato osservato come il rafforzamento dei poteri in materia di ordine pubblico non possa tradursi in una compressione preventiva dei diritti individuali, poiché la tutela della sicurezza deve trovare un equilibrio con i principi costituzionali.

Richiamando il pensiero di Michel Foucault, è stato ricordato come il fascismo possa annidarsi anche nell’amore per il potere quando questo diventa fine a se stesso. La conquista del potere, se esercitata con le stesse logiche oppressive che si intendono combattere, rischia di riprodurre dinamiche autoritarie. La Resistenza, dunque, viene intesa come pratica etica e costituzionale, capace di trasformare la società senza ricorrere alla violenza.

Verdi e Sinistra

Il percorso storico è stato richiamato attraverso il governo di Pietro Badoglio e il ruolo svolto da Palmiro Togliatti nella fase che condusse al referendum del 1946, esempio di una transizione istituzionale fondata su mediazione politica e scelta costituzionale. In questa prospettiva è stato evocato anche il pensiero di Benedetto Croce, quale riferimento per una resistenza pacifica e culturale.

Un passaggio centrale dell’incontro ha riguardato il rifiuto dell’idea che alcune vite possano essere sacrificate per il bene collettivo. È stato ribadito che la dignità umana non può essere subordinata a logiche di potere o a interessi superiori, poiché la perdita di una vita genera una ferita che investe l’intera comunità.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della produzione di armi e alla contraddizione tra scelte economiche e volontà di pace. È stato evidenziato come l’incremento degli armamenti e delle spese militari incida anche sul costo della vita e si ponga in tensione con l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. La richiesta avanzata è quella di privilegiare il dialogo, le proposte di legge e le azioni pacifiche per impedire la produzione di sofferenza e morte.

Verdi e Sinistra

Nel corso del dibattito è stato inoltre affrontato il tema delle nuove forme di autoritarismo, definite reticolari, capaci di manifestarsi attraverso dinamiche economiche e sociali globali. Tra gli esempi citati, le politiche migratorie restrittive e le difficoltà burocratiche che colpiscono chi cerca integrazione e lavoro. Posso testimoniare personalmente sulla vicenda di un giovane tunisino, giunto in Italia per costruire il proprio futuro come informatico, ma impossibilitato a iniziare a lavorare a causa dei ritardi nel rilascio del permesso di soggiorno, con gravi ripercussioni sulla qualità della sua vita.

A sostegno delle riflessioni sono stati richiamati tre articoli fondamentali della Costituzione. L’articolo 1 afferma che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo. L’articolo 4 riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni per renderlo effettivo. L’articolo 11 sancisce il ripudio della guerra e l’impegno per la pace e la giustizia tra le nazioni.

In conclusione, i relatori hanno ribadito la necessità di difendere la Costituzione come fondamento di una convivenza civile fondata su diritti, pace e dignità umana. L’obiettivo indicato è la costruzione di una resistenza sociale consapevole, capace di trasformare la realtà dall’interno attraverso memoria, dialogo e responsabilità collettiva. Un ringraziamento è stato rivolto a Nicola Colaianni, Mimmo Ferrante e Mattia Ferrante per il contributo offerto al confronto e alla diffusione di questi valori.

15 Febbraio 2026

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