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Cacciata da casa sua in mutande. Appuntamento Al Piccinni per far visita a Graziella Marzocca

Clelia Conte

di Clelia Conte

Graziella Marzocca, la donna cacciata forzatamente dalla sua casa e che sosta sotto ai portici del teatro Niccolò Piccinni di Bari è stanca ed indebolita.

Vive per strada, dopo una sosta in un B&B è ancora lì, Graziella Marzocca. Aveva avuto la possibilità di andare in un istituto per disabili mentali a Noci ma lei non ha voluto lasciare la sua città: “io non sono pazza! ” ha dichiarato, “voglio solo tornare a casa mia” . E con queste parole dette con tanto dolore nel cuore, Graziella spera ancora che la sua casa le venga restituita. Troppe persone si sono fermate davanti a lei impietosite, tante le hanno portato cibo, quello di strada, panini, focacce, biscotti. Si sono tutti affezionati a questa donna che avrebbe bisogno di tutt’altra alimentazione, quella che le da sostanza ma non ingrassa e non fa alzare il colesterolo. Graziella sogna il ragù della domenica, le minestre di verdure, i legumi e la frutta: l’affetto negato. Due fratelli inesistenti che non si sono mai occupati di lei da quando sono morti i genitori. E ora?

E ora dopo mesi di impegno da parte della  Rete Civica, Una Città per Tutti che ha interessato il Comune ed altre associazioni, ci siamo dati appuntamento da Graziella sotto le colonne del Teatro Piccinni. Cosa è cambiato da allora?

Ci siamo ritrovati li con Donato Cippone (Rete Civica, Una Città per Tutti) , Fiorella Baldassarre della medesima associazione e della parrocchia di San Luca, una collega giornalista della Repubblica e l’avvocato della quale ancora non rivelerò il nome.

Ricapitolando, la sfortunata donna è stata scaraventata forzatamente e in mutande senza poter prendere la sua roba, fuori dalla sua casa e sostiene che siano state le forze dell’ordine sotto gli occhi della sua amministratrice di sostegno. Sostiene anche di aver dimenticato il telefono in casa e che la sua amministratrice (avv. Caldarola), le abbia comprato un telefono nuovo in una scatola con la busta del negozio ma che il cellulare inserito fosse proprio quello suo di casa con la scheda.

Graziella Marzocca, dialoga con gli interlocutori

Torniamo in dietro: Graziella vive in strada e si piazza sotto al teatro con una sedia a sdraio sotto gli occhi dei politici. Qualcosa si e fatta ma lei è ancora lì. Il Comune si era preso l’incarico di riparare il danno della sua abitazione: una perdita dal soffitto di acqua che ha causato probabilmente dei danni. Di ciò ancora non si è saputo nulla. Non si spiega il perché una donna sola ed indifesa debba stare in condizioni disastrose e vivere e dormire su una sediolina a sdraio senza un materasso dove poter dormire, senza i suoi soldi (la pensioncina è gestita dall’amministratrice) e senza un telefono perché gli è stata negata la scheda telefonica. Abbiamo tanti aiuti umanitari per i forestieri che arrivano in Europa e non per una personcina che ci appartiene. Non un segno di pietà dai suoi coinquilini che, a suo dire, si sono beati nel vederla umiliata e buttata per strada. Neanche fossero i tempi di Hitler! Ora lei avrà il suo avvocato che ricostruirà tutta la vicenda e le renderà giustizia e dignità. Lei chiede fortemente e soltanto di tornare a casa sua.

La vicenda di Graziella Marzocca seguita da Clelia Conte per Gazzetta dal Tacco di seguito:

25 dicembre 2025
22 gennaio 2026

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