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Il film “La grazia” di Paolo Sorrentino

di Anna Gomes

Difficile davvero decidere se l’ultimo film di Paolo Sorrentino sia uno fra i migliori.

Il vero protagonista è Toni Servillo, impeccabile nel suo personaggio di Presidente della Repubblica che vive al Quirinale gli ultimi giorni del suo mandato, e deve prendere delle decisioni molto importanti.

Vedovo, cattolico e soprattutto indeciso sul da farsi, Infatti Mariano De Santis non saprà fino alla fine, se accettare, firmandola, la legge sull’Eutanasia oppure no. Ed ancora lo ritroviamo indeciso se concedere o meno, la grazia a due persone colpevoli di omicidio.

In bilico tra rigore istituzionale e pietà umana, il Presidente si abbandona a ricordi e rimpianti del passato ed in questo il regista è superlativo, ricorda la moglie scomparsa con un amore quasi struggente e attraverso i dialoghi con la figlia giurista, Dorotea (Anna Ferzetti), si arriva a evidenziare una dualità fra il dovere di Presidente e la grande umanità del personaggio attraverso i bei ricordi con la sua amata moglie.

servillo

Solo il dubbio di essere stato tradito da lei con un suo amico, ( i suoi sospetti ricadono su un certo Ugo) lo farà uscire dai gangheri. 

Allora da Presidente compassato e razionale qual’è, ritorna ad essere uomo con tutte le sue fragilità. Sempre presente nel film, la solitudine dell’ uomo, ancor più se potente, ed il difficile rapporto con i figli.

Certamente dopo la visione di “La grande Bellezza” ed “E’ stata la mano di Dio” in cui il regista ha toccato il suo apice per la regia, ‘La Grazia’ non sarà il suo film migliore ma merita di essere visto per le tematiche trattate con originalità post felliniana.

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