Entusiasmo al Teatro Petruzzelli per la prima della Stagione Sinfonica 2026 concerto Musica 5 Febbraio 20265 Febbraio 2026 Una serata memorabile quella di ieri 4 febbraio 2026 al Teatro Petruzzelli, dove il pubblico barese ha accolto con entusiasmo travolgente l’apertura ufficiale della Stagione Sinfonica e Cameristica 2026. Il tempio della musica cittadino si è riempito in ogni ordine di posti per assistere a un concerto che ha segnato l’inizio di una stagione ricca di promesse, confermando ancora una volta il ruolo centrale della Fondazione Petruzzelli nel panorama culturale nazionale. Sul podio, il maestro Stefano Montanari, direttore stabile dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli, ha guidato l’ensemble in un programma interamente dedicato a Dmitrij Šostakovič, compositore russo che ha segnato in modo indelebile la musica del Novecento. La scelta di inaugurare la stagione con questo autore si è rivelata vincente, offrendo al pubblico un viaggio emozionante tra le complessità e le contraddizioni di un’epoca che continua a parlare al nostro presente. Helseth, Montanari e Sternath Protagonisti assoluti della serata, accanto all’orchestra diretta da Montanari, sono stati due solisti di caratura internazionale: il pianista Lukas Sternath e la trombettista norvegese Tine Thing Helseth. Il loro contributo al Concerto n. 1 in do minore per pianoforte, tromba e orchestra op. 35 di Šostakovič ha letteralmente incantato la platea. Sternath ha dimostrato una tecnica cristallina e un’interpretazione matura, capace di cogliere tanto l’ironia mordace quanto la profonda malinconia che pervade la partitura. La Helseth, dal canto suo, ha confermato la sua fama di interprete di eccellenza, donando alla tromba una voce ora squillante e trionfale, ora intimamente lirica. Il dialogo tra pianoforte e tromba, elemento distintivo di questo concerto giovanile di Šostakovič, è stato reso con intelligenza e sensibilità interpretativa. I due solisti hanno saputo costruire un equilibrio perfetto, alternando momenti di virtuosismo brillante a passaggi di intensa espressività. L’orchestra, sotto la guida attenta di Montanari, ha fornito un sostegno impeccabile, dimostrando quella coesione e quella qualità di suono che sono ormai il marchio di fabbrica dell’ensemble barese. A sottolineare l’apprezzamento per l’esecuzione è stato l’applauso finale e il bis eseguito da Helseth e Sternath. Dmitrij Šostakovič La seconda parte della serata ha visto l’esecuzione della monumentale Sinfonia n. 7 in Do maggiore op. 60, nota come “Leningrado”. Composta durante l’assedio nazista della città nel 1941, quest’opera rappresenta non solo un capolavoro musicale, ma anche un potente simbolo di resistenza e speranza. Montanari ha affrontato, insieme con all’Orchestra del Teatro Petruzzelli, questa sfida interpretativa con maturità e visione, riuscendo a rendere tanto l’epicità del racconto quanto i dettagli più intimi della partitura. Il primo movimento, con il suo celebre crescendo che rappresenta l’avanzata delle truppe nemiche, è stato eseguito con una precisione e una tensione drammatica che hanno tenuto il pubblico col fiato sospeso. L’orchestra ha dato prova di grande compattezza nelle sezioni più impegnative, mentre nei momenti lirici ha saputo sprigionare una bellezza sonora che ha commosso la platea. Particolarmente apprezzata la resa degli archi, capaci di passare con naturalezza dalla delicatezza alla potenza più travolgente. Il secondo movimento, un Moderato in forma di scherzo carico di ironia amara, ha rivelato la capacità dell’orchestra di cogliere le sfumature più sottili della scrittura šostakovičiana. Il terzo movimento, il celebre Adagio, ha rappresentato forse il momento più intenso dell’intera serata: una pagina di struggente bellezza che l’orchestra ha interpretato con profonda sensibilità, trasportando gli ascoltatori in una dimensione quasi meditativa. Il finale, con il suo ritorno alla tonalità di Do maggiore e il suo messaggio di vittoria e rinascita, è stato eseguito con l’energia e l’entusiasmo che la partitura richiede, portando la tensione drammatica a un climax liberatorio che ha scatenato l’ovazione del pubblico. Al termine dell’esecuzione, il Teatro Petruzzelli è esploso in un applauso lunghissimo e caloroso. Il pubblico ha tributato una standing ovation a Montanari e all’intera orchestra. Questo concerto inaugurale non è stato solo un grande successo artistico, ma ha rappresentato anche un importante segnale per la città di Bari e per l’intera regione. La Fondazione Petruzzelli, sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Puglia, dalla Città di Bari e dallo sponsor principale Fineco, conferma il suo ruolo di eccellenza culturale, capace di attrarre artisti di livello internazionale e di proporre programmi di alta qualità. La Stagione Sinfonica e Cameristica 2026 si apre quindi sotto i migliori auspici, promettendo al pubblico barese altri appuntamenti di grande richiamo. Il sold out registrato per questa serata inaugurale testimonia l’affetto e l’interesse che la città nutre per il suo teatro e per la grande musica. Un inizio che lascia presagire altri eventi ricchi di emozioni e scoperte musicali.