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I pensieri del vespro: Colori di Sole mistico.

di Piero Fabris

Christian Raimo: L’invenzione del colore


La Luce esprime la propria passione attraverso il colore, danze policrome mostrano la forza che è nelle forme, perimetri del profondo, sulle geometrie che si solidificano davanti all’iride mentre schiude la palpabra al mattino.

Christian Raim

Meraviglia: il colore si fa canto! Tutto scorre brullicando e in attimi brevissimi il gioco cromatico svela e vela stati dell’Essere umano. Un guizzo luminoso di freschezza si lascia cogliere e consegna alla riflessione. L’Opera d’Arte o Opera degli arti superiori ci fa artigiani dell’Anima ed è porto e supporto su cui si posano fiocchi di sensazioni, immagini che, aprono sentieri, schiudono a infiniti alvei dello Spirito. Lo sguardo si perde nell’orizzonte, un alito di vento solleva impressioni davanti agli occhi instancabili, affamati di vibrazioni che elicano e posano piano su strati ricamati da scie per panorami dell’universo. La natura si spoglia e quel che non mostra lascia che lo immaginiamo, associamo, identifichiamo, riconosciamo, interpretiamo e collochiamo nel giardino delle esperienze: i sublimi ricordi! La natura lascia che ogni essere umano trovi il proprio viottolo di Bellezza.
Gli spiriti inquieti non si accontentano dell’apparenza, non sono dissetati dalle parvenze, agli effetti abbaglianti preferiscono i sentieri custodidi dal sacro Silenzio, dimora dell’essenza. Gli animi inquieti bussano instancabili a porte, su vasi, tronchi e pietre per ascoltare e contemplare scintille di fuochi custoditi nel manto solido delle caverne dell’ultravioletto, per sintonizzarsi col tepore d’attimi d’Eterno, eco di note dei pigmenti antichi. Essi porgono l’orecchio e la lente a gioiose armonie, a composizioni interiori dalle risonanze intime, plastici oceani che sanno stendersi sui granelli dell’incanto e abbracciare riverberi del mare invisibile ai più, mentre si spande meravigliosamente sull’arco dell’orizzonte in dissolvenze di cieli azurri. Tripudio di raggi cullano il paesaggio muovendo i fili dell’invisibile illuminante. L’Opera d’Arte diviene taccuino di Appunti, l’immaginazione il telescopio. La tela è diario di bordo di chi sa prendere il largo seguendo rotte di stelle e remando solitario, osserva l’alto farsi seme, dimostrandosi sensibile esploratore dei continui mutamenti: il Dono del Cosmo a quanti sanno sintonizzarsi con le infinite sfumature, profumi e contrasti di pozzi di Sole interiore, varchi e fonte di suggestioni, grembo rilucente e seno solenne della soglia della coscienza, davanzale di stati elevati dell’essere, quelli che vanno all’unisono con il battito cardiaco.

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