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Al Petruzzelli la rinascita di Piccinni con La Cecchina

Presentazione della Stagione 2026 del Teatro Petruzzelli
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Locandina dell'Opera La Cecchina
Locandina dell’Opera La Cecchina

Questa mattina, 19 gennaio, al Teatro Petruzzelli di Bari si è tenuta la conferenza stampa di presentazione de “La Cecchina o sia la buona figliuola” di Niccolò Piccinni, opera inaugurale della Stagione d’Opera e Balletto 2026. Nel foyer del teatro barese sono intervenuti il sindaco di Bari e presidente della Fondazione Teatro Petruzzelli Vito Leccese, il sovrintendente Nazzareno Carusi, il direttore d’orchestra Stefano Montanari e il regista Daniele Luchetti. L’incontro ha rappresentato un momento significativo per riportare all’attenzione del pubblico la figura del compositore barese, in vista del tricentenario della sua nascita che si celebrerà nel 2028.

Nazzareno Carusi ha aperto l’incontro esprimendo la sua gioia per questo progetto, ereditato dalla precedente gestione ma accolto con entusiasmo: “Sono fortunato perché è un progetto che ci consente di immaginare il Petruzzelli come il centro al mondo di quella luce che qui chiunque potrà godere”. Il sovrintendente ha sottolineato come la storia della musica senza Piccinni e i grandi compositori pugliesi di scuola napoletana “semplicemente non sarebbe stata la stessa”.

Carusi ha tenuto a precisare che non si tratta di un’operazione localistica o provinciale, ma di “un’apertura a 360 gradi alla storia della musica nel mondo”. La Cecchina rappresenta infatti un capolavoro di portata internazionale: fu l’opera del Settecento più rappresentata al mondo, con la prima rappresentazione il 6 febbraio 1760 a Roma. Nei quarant’anni successivi venne eseguita oltre 300 volte in tutto il mondo, diventando addirittura la prima opera europea di quegli anni ad essere rappresentata in Cina. “Da Piccinni, da Bari parte un’astronave di musica e di bellezza”, ha dichiarato Carusi, spiegando che questo percorso prevede tre tappe principali che scandiscono le inaugurazioni delle stagioni successive fino al 2028, anno del tricentenario della nascita del compositore barese.

Nazzareno Carusi e Vito Leccese
Nazzareno Carusi e Vito Leccese

Vito Leccese ha definito questa iniziativa come “la realizzazione di un sogno”. Il sindaco ha ricordato che quando un anno fa venne contattato per il recupero della memoria di Niccolò Piccinni, l’impresa sembrava “molto fatua”, perché Bari aveva in qualche modo dimenticato questo suo grande figlio. “Parliamo del più importante musicista del Settecento figlio di questa terra: il 16 gennaio del 1728 nacque nel cuore della città vecchia, e questa città non l’ha mai valorizzato al massimo”, ha affermato con rammarico.

Per molti baresi, ha proseguito il sindaco, Piccinni è soltanto il nome di una strada e del teatro comunale. Interessante è l’aneddoto storico raccontato da Vito Leccese: il teatro non doveva originariamente essere intitolato a Piccinni ma a Maria Teresa, consorte del sovrano Ferdinando II. Il teatro fu inaugurato senza nome perché la regina si rifiutò di dare il suo nome “ad un luogo effimero”. Solo successivamente il consiglio comunale decise di intitolare il teatro al figlio più illustre della città. “Questa operazione su Niccolò Piccinni serve a recuperare non solo la memoria ma anche a sentirci più orgogliosi della nostra città”, ha sottolineato il sindaco, ricordando come Bari sia diventata una città di teatri, con quattro teatri storici realizzati tra il 1850 e il 1930, tutti capolavori e luoghi di cultura.

Leccese ha evidenziato come l’affidamento della regia a Daniele Luchetti rappresenti una sfida importante, “la voglia di questa contaminazione tra diversi linguaggi artistici”.

E la sfida si è rivelata vincente: Luchetti ha infatti precisato di aver voluto trasformare l’opera lacrimosa e pietistica trasportandola in una residenza di villeggiatura dove i nobili avevano facili costumi, trasformando completamente il registro dell’opera in opera buffa.

Dal punto di vista musicale, Stefano Montanari ha sottolineato come si tratti in realtà di un’opera difficile interpretativamente, dove non tutte le voci sono allineate sullo stesso cliché. Il direttore d’orchestra ha inoltre scelto di utilizzare il fortepiano per ottenere particolari sonorità che restituiscono l’autenticità del linguaggio musicale settecentesco.

La Cecchina venne allestita da Piccinni nel 1760 al Teatro romano Delle Dame, quando il compositore aveva 32 anni ma era già molto famoso a Napoli e Roma. Il libretto di Carlo Goldoni era stato scritto nel 1756 per Egidio Romualdo Duni di Matera: fu un trionfo immediato e l’opera divenne la più famosa e rappresentata dell’intero Settecento.

La storia della povera orfanella Cecchina, adottata dal Marchese della Conchiglia che poi se ne innamora, affronta temi sociali audaci per l’epoca. L’intreccio tra aristocrazia e classi popolari e l’ispirazione musicale hanno molti punti in comune con Le Nozze di Figaro di Mozart, scritte un quarto di secolo più tardi nel 1786. La vicenda, definita con il termine francese “larmoyante” (appunto lacrimevole), tocca le corde del patetico attraverso le gelosie e le invidie tra le diverse classi sociali, fino alla risoluzione finale quando il soldato tedesco Tagliaferro prova l’origine nobile di Cecchina, permettendole di sposare il Marchese.

Un momento delle prove dell'Opera. Foto di Clarissa Lapolla
Un momento delle prove dell’Opera. Foto di Clarissa Lapolla

La prima dell’opera andrà in scena mercoledì 21 gennaio alle 20.30, dopo la prova generale di oggi. Si tratta di un nuovo allestimento della Fondazione lirica pugliese in coproduzione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, con l’edizione critica curata da Francesco Paolo Russo. Montanari guiderà l’Orchestra del Petruzzelli, mentre le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Massimo Cantini Parrini, il disegno luci di Marco Filibeck e le coreografie di Florence Bas. Nel cast figurano Ana Maria Labin, Francesca Benitez, Krystian Adam, Francesca Aspromonte, Paola Gardina, Michela Antenucci, Christian Senn e Pietro Spagnoli.

I biglietti per tutti gli spettacoli della Fondazione Petruzzelli sono in vendita al Botteghino del Teatro Petruzzelli e su www.vivaticket.it

Durante la conferenza stampa è stato proiettato in anteprima il cortometraggio “Sognando Piccinni” di Massimo Dilevrano, parte di un progetto nato interamente in Puglia per coinvolgere i più giovani nella scoperta del compositore. Le celebrazioni per il tricentenario di Piccinni proseguiranno con numerose iniziative, tra cui un DocuFilm realizzato da Daniele Luchetti con gli allievi dell’Accademia del Cinema di San Pio di Bari, che sarà proiettato al Teatro Petruzzelli nel corso della prossima edizione del Bif&st e, ad aprile, lo spettacolo “Piccinni e Gluck, una corona per due” interpretato da Sergio Rubini al Teatro Piccinni.

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