Bari celebra i 298 anni dalla nascita di Niccolò Piccinni con un ricco programma culturale Cultura Eventi Musica 15 Gennaio 202615 Gennaio 2026 La città di Bari si prepara a celebrare con un articolato programma di eventi il 298° compleanno di Niccolò Piccinni, il grande compositore e musicista nato nel capoluogo pugliese il 16 gennaio 1728. La presentazione ufficiale del calendario delle iniziative si è svolta mercoledì 14 gennaio nella sala giunta di Palazzo della Città, alla presenza dell’assessora alle Culture Paola Romano, della consigliera comunale e metropolitana Micaela Paparella e del capo delegazione FAI di Bari Gioacchino Leonetti, promotore insieme al Museo Civico, con il suo coordinatore Francesco Carofiglio, di questa manifestazione giunta alla sua settima edizione consecutiva. Micaela Paparella, Paola Romano e Gioacchino Leonetti L’evento, nato da un’idea di Micaela Paparella e promosso dalla Delegazione FAI di Bari, può contare su una rete di prestigiose collaborazioni che testimoniano l’importanza culturale dell’iniziativa. Tra i partner figurano il Comune di Bari, la Città Metropolitana, il Museo Civico, il Conservatorio Niccolò Piccinni, il Fondo Niccolò Piccinni, Aeroporti di Puglia, il Circolo della Vela, l’Alliance Française e numerose associazioni culturali del territorio, tra cui Forme di Terre, Porta d’Oriente, I Luoghi della Musica e l’Ensemble il Mondo della Luna. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche la musicista e direttrice d’orchestra Grazia Bonasia, il coordinatore del Museo Civico Francesco Carofiglio, il responsabile dell’ufficio stampa di Aeroporti di Puglia Michele Fortunato e i rappresentanti delle altre realtà coinvolte. L’assessora Paola Romano ha aperto i lavori sottolineando il valore simbolico di questa celebrazione per l’intera comunità barese. “Oggi siamo qui per presentare il programma degli eventi organizzati per celebrare un compleanno speciale, quello del nostro concittadino più famoso al mondo, Niccolò Piccinni, nato nella città vecchia di Bari il 16 gennaio 1728”, ha dichiarato Paola Romano, esprimendo gratitudine a nome del sindaco e dell’amministrazione comunale verso tutte le istituzioni e realtà culturali che hanno reso possibile questo appuntamento molto atteso. L’assessora ha evidenziato come nel raccontare la vita e il talento di Piccinni si racconti in realtà anche la storia della città stessa, creando un ponte ideale tra passato e presente. La Romano ha inoltre ricordato le attività promosse dalla Fondazione Petruzzelli per onorare il Maestro, con particolare riferimento al concerto del 16 gennaio al teatro comunale a lui intitolato, dove risuoneranno le note delle sue opere più amate, e alla messa in scena de “La Cecchina” che aprirà la stagione operistica del teatro Petruzzelli. “Parliamo di una programmazione ampia e articolata, di grande qualità, che disegna una sorta di fil rouge tra Bari, Napoli e Parigi, riannodando i fili della storia della cultura settecentesca”, ha sottolineato l’assessora, esprimendo certezza che anche questa edizione dell’evento incontrerà i favori di un ampio pubblico. Paparella, Romano e Leonetti presentano gli eventi per il compleanno di Piccinni Gioacchino Leonetti, capo delegazione FAI, ha ribadito la missione dell’organizzazione nel far conoscere e amare la storia del territorio. Dal 2020, il progetto “Il Compleanno di Niccolò Piccinni, 16 gennaio 1728-1800” registra una grande partecipazione dei cittadini, permettendo di ricordare la figura del grande musicista barese che contribuì nel Settecento al successo dell’Opera Buffa. Leonetti ha definito Piccinni “una star a Parigi alla corte del Re Luigi XVI e della Regina Maria Antonietta”, sottolineando l’importanza internazionale del compositore pugliese. L’intervento più articolato è stato quello di Micaela Paparella, ideatrice dell’iniziativa, che ha ripercorso la genesi e l’evoluzione del progetto. “Con grande emozione ci prepariamo a festeggiare il 298° compleanno di Niccolò Piccinni”, ha esordito la consigliera, spiegando come l’iniziativa sia nata nel 2020 sull’onda dell’entusiasmo per la restituzione alla città del teatro comunale intitolato al compositore, dopo un attento restauro. In questi sette anni l’evento è cresciuto strutturandosi e attivando collaborazioni di alto profilo con musicologi, studiosi e appassionati dell’opera buffa, accogliendo la partecipazione dell’erede Maximilian Seren Piccinni e registrando un’adesione sempre più ampia da parte di scuole, associazioni culturali ed enti pubblici del territorio. Micaela Paparella ha espresso particolare compiacimento per la partecipazione della Fondazione Teatro Petruzzelli e ha ricordato la statua in gesso di Piccinni realizzata dallo scultore barese Pasquale Duretti, custodita nel foyer del Petruzzelli insieme a quelle di altri grandi musicisti pugliesi come Mercadante, De Giosa e Paisiello, miracolosamente scampata al rogo del 1991. Una scultura forse meno nota di quella di piazza Massari, opera di Gaetano Fiore, ma non per questo meno significativa. La consigliera ha inoltre introdotto un tema affascinante legato ai cantanti castrati, protagonisti assoluti della scena musicale europea del Settecento, con particolare riferimento a Gaetano Majorano detto Caffarelli, nato a Bitonto, e Carlo Maria Broschi detto Farinelli, nato ad Andria. Durante i dialoghi al Museo Civico, la musicista Grazia Bonasia approfondirà queste figure, evidenziando come Caffarelli sia stato determinante per la carriera di Piccinni, garantendogli accesso ai teatri più importanti dell’epoca. Piccinni, Caffarelli e Farinelli rappresentano tre conterranei il cui genio ha segnato indelebilmente la cultura musicale europea del Settecento. Il programma degli eventi “Siamo ormai prossimi alla soglia dei 300 anni dalla nascita di Niccolò Piccinni”, ha concluso Paparella, sottolineando come il dialogo con le istituzioni culturali e l’approfondimento storico-musicale rappresentino un passaggio fondamentale verso questo traguardo. “Piccinni non è un nome da commemorare, ma un compositore da riascoltare: le sue sinfonie hanno attraversato l’Europa e oggi tornano a parlarci da Bari, nei suoi luoghi simbolo. L’impegno che dobbiamo assumerci è quello di custodire la memoria ma, soprattutto, di renderla necessaria. Perché una città che riconosce i propri maestri non celebra il passato ma costruisce il futuro”.