L’arte di guardare lontano con creatività Cultura 17 Dicembre 202517 Dicembre 2025 di Pietro Fabris Vi è una sottile ma sostanziale differenza tra visualizzare e immaginare. Immaginare è come tessere , comporre, affidarsi all’estro per mettere insieme forme, note, colori e realizzare qualcosa di originale che renda chiaro e visibile, facilmente riconoscibile uno stato interiore, lo stesso che in tanti sentono, ma solo i creativi esprimono con quella creatività che è simile a un fascio energetico, pura vibrazione o migrazione di ioni simili a sassolini sul sentiero della condivisione. Visualizzare è capacità di vedere un’opera già compiuta nella mente in tutti i suoi particolari. Visualizzare è possibilità di vedere un’idea, concretizzata. L’immaginazione è voce del verbo vivere. Chi immagina è un mago, colui che conosce gli elementi della natura e sa metterli insieme per trovare soluzioni, per rispondere a bisogni armoniosamente. La parola mago la cui radice è appunto immaginare, termine che significa concepire, anzi vocabolo che ben si sintonizza col termine ideare. Saper guardare la realtà e subito visualizzare, immaginare appunto e cogliere, oppure pensare, tirar fuori dalla propria testa (testa come pentola, cilindro) una soluzione se ci si trova davanti a un problema.Insegnare a immaginare è un’arte nobile, vuol dire educare a tirar fuori le potenzialità di ogni essere, significa renderlo protagonista, presenza costruttiva del proprio ambiente, nel luogo in cui vive. Educare prima di tutto significa incoraggiare, dare a un fiore la possibilità di sbocciare, di essere colore di una aiuola del giardino umano. Ogni fiore che nasce è come un bimbo che sboccia, unico e diverso dal suo vicino, forza che rende la stagione primaverile un prato di meraviglia. Sognare di divenire Maghi significa quindi educarsi alla contemplazione del bello, portare in se quello spirito della ricerca e riconoscenza che è studio, confronto ascolto per star bene insieme. Essere Maghi significa essere persone che pensano e custodiscono la conoscenza. Non sono degli insaccati che obbediscono e si adeguano in maniera acritica, sono al contrario esseri, persone che la interrogano, che domandano, in una parola: rispettosi della vita, di ogni forma di vita. Questi soggetti non amano la competizione, o la fretta che non rispetta i cicli del divenire, al contrario sono degli artisti, artigiani della creatività immersi nella natura danzante con le note, soffi e talento. L’immaginazione custodisce i semi della Speranza.