Ciao Mr Parr il fotodocumentarista inglese Attualità Cultura Fotografia 17 Dicembre 20252 Febbraio 2026 di Pietro Fabris Se ne andato a settantatre anni, il sei dicembre 2025 , il fotodocumentarista inglese famoso per gli scatti ironici dai colori vividi. Era nato a Suney nel 1952, crebbe a Epson. Sulle orme del nonno, fotografo amatoriale, il fotoreporter decise che il suo futuro sarebbe stato la FOTOGRAFIA, un’Arte che ha realizzato con passione e forza narrativa, con uno stile originale, riconoscibile. Dicono fosse ossessionato dall’ansia di raccontare la gente attraverso la fotografia. Una sequenza di scatti per mettere in evidenza le contraddizioni tra ESSERE e FORMA; l’ECCENTRICITÀ di certi personaggi affannati dal bisogno di uscire ( forse inconsapevolmente) dal Caos quotidiano, dalla routine che li sbiadisce. Martin Parr ha documentato il disagio del vivere una realtà annoiata, annebbiata da giorni dove il colore intenso appare una maschera nel circo dell’anonimato. È del 1986 il progetto fotografico: “THE LAST RESORT: PHOTOGRAPHS OF NEW BRIGHTON” che egli stesso definì la sua opera migliore, un reportage delle coste inglesi ispirato dagli scatti di Joel Meyerowitz e Stephan Shore. Scatti per denunciare certa INDUSTRIA TURISTICA che muove tante persone, che le attira come frotte: escursionisti termiti che invadono il bel paesaggio, masse che occupano i luoghi più suggestivi, ambienti incantevoli che insudiciano e trasformano – ironia della sorte- in realtà sature. Valorizzare certi posti rendendoli noti alla massa non sembra favorisce la persistenza del fascino che li abita. Ci rimangono del grande fotografo le sue osservazioni acute, quell’umorismo senza peli sulla lingua. Ci rimangono le sue osservazioni dirette e ironiche, le sue immagini che documentano la realtà in modo fedele e informato. Scatti di luoghi affollati, luoghi vivi, luoghi di aggregazione o evasione come spiagge e sagre paesane. Chissà se in quel trambusto di presenze si celi la solitudine o si mimetizzi allegra tristezza? Le sue fotografie catturano l’iride dell’osservatore e lo coinvolgono nell’azione immortalata, mentre lui, il fotografo si difende dalla realtà con umorismo. Entrò nella Magnum nel 1994 suscitando reazioni controverse, ma Martin Parr davanti a tanto rumore, a spettacolari apparizioni del mondo estroso, affermava: “La vita sa essere divertente ed io cerco di trasporre la sua bizzarria in immagini”.