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Stanic, la periferia rimossa: “Questa non è Gaza. È Bari.”

di Pietro Fabris

La denuncia choc di Maria Giaquinto sul quartiere Stanic, dimenticato, «Questa non è Gaza. È Bari. È Stanic.»

Stanic, la periferia rimossa: “Questa non è Gaza. È Bari.”

Con queste parole, Maria Giaquinto — amministratrice di sostegno di una persona fragile e invalida residente nel rione — denuncia lo stato di degrado estremo in cui versa uno dei quartieri più abbandonati della città. Un rione nato tra le fabbriche e lasciato marcire.
Sorto negli anni ’30 attorno alla raffineria ANIC e collegato al resto della città quasi solo da via Bruno Buozzi, Stanic vive da decenni in una condizione di isolamento fisico e istituzionale.
I palazzi di edilizia popolare, oggi gestiti da ARCA Puglia Centrale, sono il simbolo di questo abbandono: tubazioni in eternit, ambienti fatiscenti, infestazioni di blatte, infiltrazioni, muffa e umidità, condizioni abitative che mettono a rischio la salute, soprattutto di bambini e soggetti fragili.
ARCA Puglia, l’ente che non risponde.
Secondo la denuncia, l’ente regionale incaricato di gestire l’edilizia pubblica sarebbe praticamente assente. Call center inesistenti, PEC senza risposta, tecnici introvabili, procedure fantasma: un rimpallo continuo che lascia i residenti soli di fronte a problemi strutturali gravi.
«ARCA Puglia Centrale non risponde, non interviene, non si assume responsabilità», sottolinea la Giaquinto.
Il caso simbolo: l’appartamento devastato e una famiglia con figlio piccolo lasciata a se stessa. Una grave perdita idrica ha reso totalmente inagibile il loro appartamento.
Le infiltrazioni erano state segnalate per anni, ma solo un’ispezione recente ha portato allo smantellamento del bagno, rivelando:
tubature in eternit, condotte arrugginite, materiali ormai fuori norma.

I lavori sono stati subito sospesi per attendere ditte specializzate, ma intanto la famiglia è rimasta senza casa. Costretta a trasferirsi in un bed & breakfast, ha dovuto anticipare oltre 1500 euro di tasca propria, senza ricevere alcun sostegno né risposta formale dall’ente.
La città si rifà il trucco, Stanic affonda! Mentre Bari investe in cantieri, restyling e progetti di mobilità “green” come le nuove linee BRT, Stanic resta un cratere sociale. Un luogo che non appare nelle brochure turistiche, né nei programmi di rigenerazione urbana per quante ne sappiamo. «Si pensa a correre, ma qui servono bonifiche, servizi socio-sanitari, manutenzione. Qui serve giustizia ambientale. “La dignità non è un lusso: è un diritto”. Una periferia resa invisibile!

quartiere stanic

La lettera denuncia si conclude con un appello forte: ritirare Stanic fuori dal cono d’ombra dell’abbandono istituzionale, restituire diritti, voce e dignità a una comunità che non può più essere considerata periferia di serie B. «Stanic è la prova di come un quartiere possa essere rimosso dalla coscienza pubblica. Bari deve diventare una città a misura di “umanità”. Senza ipocrisie. Senza promesse vuote. Con i fatti.»

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