Bari la Fondazione Di Vagno presenta il libro per i 90 anni di Gianvito Mastroleo Cultura 6 Dicembre 20256 Dicembre 2025 Per festeggiare i 90 anni di Gianvito Mastroleo, la Fondazione Di Vagno ha pubblicato unlibro che riassume la sua passione politica e civile. Si intitola “E nostro è l’avvenir! Per inovant’anni di Gianvito Mastroleo” ed è una traccia tangibile di quanto realizzato nellasua lunga vita durante la quale s’inscrive la rifondazione e la ventennale presidenza dellaFondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”.Quello di Gianvito Mastroleo, presidente onorario della Fondazione Di Vagno, è stato unlungo cammino nella politica e nelle Istituzioni, arricchito da una storia coerente dimilitanza nel Partito Socialista Italiano. Il volume, curato dal giornalista Luigi Quarantaanche componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Di Vagno, raccoglieun’intervista a Gianvito Mastroleo, quattro testimonianze di studiosi e intellettuali qualiAntonio Bonatesta, Marina Calamo Specchia, Giuseppe Laterza e Mario Ricciardi, e unaselezione di scritti e riflessioni sul Socialismo e la sinistra, su alcune delle figure piùrappresentative di questi mondi (da Di Vagno a Pietro Nenni a Enrico Berlinguer, da RoccoScotellaro ad Alessandro Leogrande), sulle questioni istituzionali e le autonomie locali,sulla Fondazione Di Vagno e le sue attività. e nostro è l’avvenir La presentazione del libro si terrà martedì 9 dicembre alle 17.30, nella Sala conferenzedella Pinacoteca “C. Giaquinto” del Palazzo della Città Metropolitana a Bari. Dopo i salutiiniziali di Daniela Mazzucca presidente della Fondazione Di Vagno, Andrea Camaiora ceo diTHE SKILL e Micaela Paparella consigliera metropolitana delegata alla tutela evalorizzazione del patrimonio della Pinacoteca, si alterneranno nella discussione – guidatadalla giornalista Maddalena Tulanti – Franco Borgia già deputato e iscritto al PSI dal 1963,Dario Ginefra già deputato e componente della direzione nazionale PD, Pia Locatelli giàdeputata e presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne, e LeonardoSpagnoletti presidente del TAR Puglia – Consigliere di Stato.<<Possiamo considerare questo libro come il primo volume che nasce dalla più importantedelle vocazioni della Fondazione: l’archivio con le storie delle persone – ha dichiaratoDaniela Mazzucca, presidente della Fondazione Di Vagno – Quando con Luigi Quarantaabbiamo affrontato l’argomento in uno dei nostri tanti incontri informali, abbiamoimmediatamente riproposto la necessità di conservare i documenti, preservandoli dallaincuria del tempo, ma soprattutto di custodire la voce dei protagonisti di una parte dellastoria del nostro Paese. Gianvito Mastroleo è una di quelle voci, una voce necessaria cheha sempre lavorato, e continuerà a lavorare, per fare in modo che le storie si moltiplichino come in una continua eco di conoscenza. Scrivere un libro su di lui non fa altro che darecorpo a uno dei suoi pensieri: le testimonianze sono importanti perché una comunità, sitratti di un Comune o di un Partito o di un territorio, che perde la memoria dei suoicomponenti, commette un grandissimo errore>>.<<Il racconto della lunga storia pubblica di Gianvito Mastroleo è un pezzo della storiapolitica, istituzionale e culturale del nostro paese – ha detto il giornalista Luigi Quaranta,curatore del volume – Nella bella lunga e appassionata intervista che mi ha permesso difargli, emerge la ricchezza della vita democratica dell’Italia repubblicana: dalla primafascinazione per la politica in un piccolo centro del Sud Est barese, al percorso istituzionalecon la Provincia (a Bari e nell’UPI), alla ricchezza della vita del Partito Socialista, da Nenni aCraxi ai giorni d’oggi, all’impegno per rimettere Giuseppe Di Vagno (primo deputatoassassinato di fascisti) al posto che gli spetta nella storia d’Italia e per costruire intorno alsuo nome un’istituzione culturale a tutto tondo. Senza agiografie e senza reticenze,neanche nel capitolo sulla tangentopoli barese che interruppe la sua carriera politica. Ed èanche un omaggio sinceramente affettuoso che la Fondazione tutta e io personalmenteabbiamo voluto rendere alla sua instancabile attività, alla freschezza dei suoi novant’anni,all’attenzione con cui ogni giorno continua a osservare e commentare con acume, la realtàin cui viviamo, le tante cose che ci preoccupano (in primo luogo la guerra) nel segno di unideale, il Socialismo, a cui non rinuncia>>. e nostro è l’avvenir <<Ho accolto volentieri l’idea di raccogliere in un’intervista, assieme alla selezione dipensieri via via messi su carta, un percorso esistenziale che si è snodato attraverso fasi divita, ma anche storiche, radicalmente diverse – ha affermato Gianvito Mastroleo,presidente onorario della Fondazione Di Vagno – L’idea, poi, che l’intervistatore fosse LuigiQuaranta mi ha addirittura incoraggiato: per la sua conoscenza sin da quando,giovanissimo, ha mosso i primi passi nella politica e per il rapporto fraterno, umano epolitico, che ho intrattenuto con suo padre, socialista come me. Per non parlare dellaFondazione Di Vagno alla quale anche sono molto riconoscente. Nulla di retorico o dicircostanza, ma un racconto degli accadimenti, ancorché sommariamente raccontati elungi da ogni nostalgia revanscista, per far rivivere sentimenti oggi assolutamentesconosciuti e irripetibili, guardando senza vergogna a quel passato senza nascondere nullaalla “generazione di mezzo” con la speranza che i maestri di oggi sapranno o vorrannoindirizzare verso il futuro le nuove generazioni, conoscendo il passato. Ci siamo limitati asegnalare – ha concluso Mastroleo – che accanto ai prodotti della modernità, tecnologia esocial compresi, ci sono altre frontiere già sperimentate attraverso le quali si è provato,sporcandosi le mani talvolta, a realizzare il “mondo nuovo”. E che riferirsi al Socialismocome stella polare verso la giustizia sociale e la lotta ad ogni disuguaglianza è la piùesaltante delle utopie che, se vissuta fra radicalità della visione e concretezzadell’attuazione, è possibile conseguire>>.