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Bari la Fondazione Di Vagno presenta il libro per i 90 anni di Gianvito Mastroleo

Per festeggiare i 90 anni di Gianvito Mastroleo, la Fondazione Di Vagno ha pubblicato un
libro che riassume la sua passione politica e civile. Si intitola “E nostro è l’avvenir! Per i
novant’anni di Gianvito Mastroleo” ed è una traccia tangibile di quanto realizzato nella
sua lunga vita durante la quale s’inscrive la rifondazione e la ventennale presidenza della
Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”.
Quello di Gianvito Mastroleo, presidente onorario della Fondazione Di Vagno, è stato un
lungo cammino nella politica e nelle Istituzioni, arricchito da una storia coerente di
militanza nel Partito Socialista Italiano. Il volume, curato dal giornalista Luigi Quaranta
anche componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Di Vagno, raccoglie
un’intervista a Gianvito Mastroleo, quattro testimonianze di studiosi e intellettuali quali
Antonio Bonatesta, Marina Calamo Specchia, Giuseppe Laterza e Mario Ricciardi, e una
selezione di scritti e riflessioni sul Socialismo e la sinistra, su alcune delle figure più
rappresentative di questi mondi (da Di Vagno a Pietro Nenni a Enrico Berlinguer, da Rocco
Scotellaro ad Alessandro Leogrande), sulle questioni istituzionali e le autonomie locali,
sulla Fondazione Di Vagno e le sue attività.

e nostro è l’avvenir

La presentazione del libro si terrà martedì 9 dicembre alle 17.30, nella Sala conferenze
della Pinacoteca “C. Giaquinto” del Palazzo della Città Metropolitana a Bari. Dopo i saluti
iniziali di Daniela Mazzucca presidente della Fondazione Di Vagno, Andrea Camaiora ceo di
THE SKILL e Micaela Paparella consigliera metropolitana delegata alla tutela e
valorizzazione del patrimonio della Pinacoteca, si alterneranno nella discussione – guidata
dalla giornalista Maddalena Tulanti – Franco Borgia già deputato e iscritto al PSI dal 1963,
Dario Ginefra già deputato e componente della direzione nazionale PD, Pia Locatelli già
deputata e presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne, e Leonardo
Spagnoletti presidente del TAR Puglia – Consigliere di Stato.
<<Possiamo considerare questo libro come il primo volume che nasce dalla più importante
delle vocazioni della Fondazione: l’archivio con le storie delle persone – ha dichiarato
Daniela Mazzucca, presidente della Fondazione Di Vagno – Quando con Luigi Quaranta
abbiamo affrontato l’argomento in uno dei nostri tanti incontri informali, abbiamo
immediatamente riproposto la necessità di conservare i documenti, preservandoli dalla
incuria del tempo, ma soprattutto di custodire la voce dei protagonisti di una parte della
storia del nostro Paese. Gianvito Mastroleo è una di quelle voci, una voce necessaria che
ha sempre lavorato, e continuerà a lavorare, per fare in modo che le storie si moltiplichino

come in una continua eco di conoscenza. Scrivere un libro su di lui non fa altro che dare
corpo a uno dei suoi pensieri: le testimonianze sono importanti perché una comunità, si
tratti di un Comune o di un Partito o di un territorio, che perde la memoria dei suoi
componenti, commette un grandissimo errore>>.
<<Il racconto della lunga storia pubblica di Gianvito Mastroleo è un pezzo della storia
politica, istituzionale e culturale del nostro paese – ha detto il giornalista Luigi Quaranta,
curatore del volume – Nella bella lunga e appassionata intervista che mi ha permesso di
fargli, emerge la ricchezza della vita democratica dell’Italia repubblicana: dalla prima
fascinazione per la politica in un piccolo centro del Sud Est barese, al percorso istituzionale
con la Provincia (a Bari e nell’UPI), alla ricchezza della vita del Partito Socialista, da Nenni a
Craxi ai giorni d’oggi, all’impegno per rimettere Giuseppe Di Vagno (primo deputato
assassinato di fascisti) al posto che gli spetta nella storia d’Italia e per costruire intorno al
suo nome un’istituzione culturale a tutto tondo. Senza agiografie e senza reticenze,
neanche nel capitolo sulla tangentopoli barese che interruppe la sua carriera politica. Ed è
anche un omaggio sinceramente affettuoso che la Fondazione tutta e io personalmente
abbiamo voluto rendere alla sua instancabile attività, alla freschezza dei suoi novant’anni,
all’attenzione con cui ogni giorno continua a osservare e commentare con acume, la realtà
in cui viviamo, le tante cose che ci preoccupano (in primo luogo la guerra) nel segno di un
ideale, il Socialismo, a cui non rinuncia>>.

e nostro è l’avvenir

<<Ho accolto volentieri l’idea di raccogliere in un’intervista, assieme alla selezione di
pensieri via via messi su carta, un percorso esistenziale che si è snodato attraverso fasi di
vita, ma anche storiche, radicalmente diverse – ha affermato Gianvito Mastroleo,
presidente onorario della Fondazione Di Vagno – L’idea, poi, che l’intervistatore fosse Luigi
Quaranta mi ha addirittura incoraggiato: per la sua conoscenza sin da quando,
giovanissimo, ha mosso i primi passi nella politica e per il rapporto fraterno, umano e
politico, che ho intrattenuto con suo padre, socialista come me. Per non parlare della
Fondazione Di Vagno alla quale anche sono molto riconoscente. Nulla di retorico o di
circostanza, ma un racconto degli accadimenti, ancorché sommariamente raccontati e
lungi da ogni nostalgia revanscista, per far rivivere sentimenti oggi assolutamente
sconosciuti e irripetibili, guardando senza vergogna a quel passato senza nascondere nulla
alla “generazione di mezzo” con la speranza che i maestri di oggi sapranno o vorranno
indirizzare verso il futuro le nuove generazioni, conoscendo il passato. Ci siamo limitati a
segnalare – ha concluso Mastroleo – che accanto ai prodotti della modernità, tecnologia e
social compresi, ci sono altre frontiere già sperimentate attraverso le quali si è provato,
sporcandosi le mani talvolta, a realizzare il “mondo nuovo”. E che riferirsi al Socialismo
come stella polare verso la giustizia sociale e la lotta ad ogni disuguaglianza è la più
esaltante delle utopie che, se vissuta fra radicalità della visione e concretezza
dell’attuazione, è possibile conseguire>>.

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