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Arte Presepiale a Palazzo San Michele: quando la tradizione incontra la contemporaneità

Presentazione mostra presepiale
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Si è tenuta il 5 dicembre, a Palazzo San Michele in Strada San Benedetto 15, nella suggestiva cornice di Bari vecchia, la conferenza stampa di presentazione della XI mostra dedicata all’Arte Presepiale. L’esposizione, realizzata dalla Fondazione Teatro Petruzzelli e curata dal Gruppo Presepisti San Nicola, sarà inaugurata sabato 6 dicembre alle ore 6.00 del mattino, in un’apertura simbolica in coincidenza con la festa del Santo Patrono della città, per concludersi il 2 febbraio 2026, giorno della Candelora. Erano presenti Nazzareno Carusi, sovrintendente della Fondazione Teatro Petruzzelli, Nicola Grazioso, direttore amministrativo della Fondazione, e Attilio Canta, presidente del Gruppo Presepisti San Nicola.

Attilio Canta presidente Gruppo presepisti San Nicola
Attilio Canta presidente Gruppo presepisti San Nicola

In un’intervista rilasciata a Gazzetta dal Tacco, Attilio Canta ha raccontato la storia e l’anima del Gruppo Presepisti San Nicola, svelando cosa rappresenta questa realtà per la città di Bari. “Il Gruppo nasce nel 2014 da un insieme di persone che avevano precedentemente condiviso la passione per il presepe durante le mostre presso il Museo Diocesano di Bari, già dal 2005-2006”, ha spiegato il presidente. “Abbiamo fatto diverse esposizioni e fino a quando abbiamo deciso di costituirci in associazione per salvaguardare i presepi storici che abbiamo in Puglia, promuoverli e incrementare l’arte presepiale”.

Nell’intervista, Canta ha sottolineato con orgoglio che l’associazione riunisce presepisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale, “gente che lavora nel mondo sia del modellismo che del presepe, che tiene corsi in tutta Italia e anche fuori dall’Italia”. Lo scopo dell’associazione va oltre la semplice promozione: “Vogliamo incrementare e migliorare questa arte, aiutare i soci a confrontarsi con nuove realtà, come la tecnica catalana che è entrata a gamba tesa nel nostro vecchio modo di fare presepi”. Ha poi spiegato che tradizionalmente si lavorava con sughero e legno, mentre adesso molti artisti si sono avvicinati a questa nuova tecnica che arriva dalla Spagna, dove esiste una fortissima tradizione presepiale, così come a Malta.

La varietà artistica è uno dei punti di forza del Gruppo, come ha raccontato Canta: “Siamo aperti a ogni tipo di presepe, dal napoletano tradizionale al ferro forgiato di recupero, accettando tutte le forme artistiche”. Il presidente ha sottolineato che ogni anno gli autori si ampliano, si aggiungono nuovi presepisti e l’obiettivo è sempre quello di avere eccellenze. Quest’anno la novità è la doppia location: oltre alla tradizionale sede della Biblioteca della chiesa di San Ferdinando, il Gruppo porta per la prima volta le sue creazioni a Palazzo San Michele.

Intervento di Nazzareno Carusi
Intervento di Nazzareno Carusi

Durante la conferenza stampa, il sovrintendente Nazzareno Carusi ha evidenziato il legame profondo tra musica e presepe: “La Fondazione Petruzzelli non poteva mancare in questo periodo natalizio a questa condivisione di amore per la bellezza che i presepi perfettamente rappresentano, esattamente come accade per la musica. Il teatro è il cuore pulsante della voglia di bellezza che l’uomo e la società hanno”. Il sovrintendente ha poi richiamato l’attenzione su una particolarità della mostra: “Gli strumenti musicali in miniatura realizzati dall’ingegner La Notte fanno parte delle scene presepiali. La storia dei presepi, tra il Seicento e il Settecento, è sbocciata anche in rapporto alla vita quotidiana, inserendo personaggi e mestieri”. Carusi ha ricordato come Napoli e la Puglia abbiano dato la radice della storia sia all’arte del presepe che alla musica, sottolineando: “La nostra presenza vuole rappresentare il fatto che la Fondazione, cuore della musica e della bellezza, non poteva non prender parte a questo abbraccio che la Natività rappresenta. Non è un discorso religioso, ma di storia dell’uomo, di bellezza, di afflato e di fratellanza”.

Nicola Grazioso ha invece posto l’accento sul significato profondo del presepe per la città di Bari: “Il presepe è un linguaggio universale che racconta la nostra storia, quella della nostra comunità, attraverso i volti dei personaggi inseriti in ambientazioni che spesso riscontriamo nella nostra città vecchia. Sono sostanzialmente i nostri valori, i valori della nostra comunità”. Il direttore amministrativo ha sottolineato come Bari, e in particolare la città vecchia, sia la dimensione giusta per ospitare questi presepi: “La città ha una storia di accoglienza e devozione, è punto di incontro tra culture, popoli e religioni. Il mare che ci lambisce è simbolo di un dialogo che non si chiude mai verso tutto il bacino Mediterraneo”. Grazioso ha poi richiamato la figura di San Nicola: “Non possiamo parlare del Natale senza ricordare il nostro Santo Patrono, l’uomo dell’ascolto, della carità, del dono. Il suo gesto di lasciare fuori dalle abitazioni doni per le persone meno abbienti e povere ha trasformato San Nicola in Babbo Natale, come tutti sappiamo. Molti dei presepi che presentiamo al pubblico richiamano proprio questo messaggio: la cura per gli ultimi, l’attenzione ai piccoli gesti, la speranza che si accende anche nelle notti più fredde”.

Un ringraziamento speciale è andato alla dott.ssa Monica Sbisà, ufficio stampa della Fondazione, che insieme all’architetto Canta ha lavorato quotidianamente per creare il percorso espositivo. “In questi giorni ho visto quotidianamente Attilio Canta curare i presepi, aggiustarli, spostarli di posto per avere la giusta dimensione e il risultato che ci si aspettava”, ha raccontato Grazioso. ” Hanno costruito insieme, Monica e Attilio, un percorso espositivo che ci invita a riscoprire la bellezza del Natale, e noi l’abbiamo accolto come un dono di fraternità, di pace e di passione”.

L’esposizione presenta ventotto presepi contemporanei, alcuni dei quali incorporano figure ed elementi storici del Settecento, Ottocento e Novecento, oltre a una riproduzione in scala di strumenti musicali d’epoca. Si tratta di vere opere d’arte realizzate da artisti provenienti da diverse città pugliesi, costruite con tecniche, dimensioni e atmosfere diverse, ma unite dal comune scopo di rendere omaggio alla Natività fra fede, storia e tradizione.

La mostra sarà visitabile con orari variabili fino al 2 febbraio 2026. Apertura straordinaria sabato 6 dicembre dalle 6.00 alle 21.00, poi domenica 7 e lunedì 8 dicembre dalle 16.00 alle 21.00, dal 19 dicembre al 6 gennaio dalle 16.00 alle 21.00, con aperture mattutine il 24 e 31 dicembre dalle 10.00 alle 16.00. Da gennaio a febbraio, solo venerdì, sabato e domenica dalle 16.00 alle 21.00. La mostra si concluderà con la festa della Candelora il 2 febbraio alle 10.00.

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