A New York stravince Mamdani il primo sindaco islamico della storia americana Politica internazionale 5 Novembre 20255 Novembre 2025 di Anna Gomes È davvero clamorosa la notizia della vittoria schiacciante di Zohran Mamdani a sindaco di New York e Figlio di un professore ugandese della Columbia e della regista di “Salaam Bombay!” Il giovane sindaco, 34 anni, è nato in Uganda ma vive a New York da quando aveva 7 anni, islamico e socialista, ha raccolto i voti dal malcontento di migliaia di cittadini, provenienti da tutte le parti del mondo, soprattutto giovani. Nonostante le minacce di Trump che sosteneva ed imponeva il voto a Cuomo, minacciando restrizioni economiche in caso contrario, lui ce l’ha fatta, sostenuto da una popolazione provata dal caro vita, dagli affitti troppo costosi e dal trasporto inadeguato alle loro esigenze. Mamdani è davvero l’antitesi di Trump, che rappresenta l’America del potere e della ricchezza. Determinante è stata la partecipazione dei giovani volontari, che casa per casa, hanno sostenuto la sua elezione a sindaco. E adesso come reagirà Donald Trump, che politica adotterà per contrastare l’effetto dirompente di Mamdani che parte da New York? In verità Donald Trump su Truth Social aveva invitato la comunità ebraica a sostenere Cuomo e aveva reagito alla polarità di Mamdani, definendolo «un comunista pericoloso», minacciando di tagliare i fondi federali alla città in caso avesse vinto. New York, città iconica, simbolo di un America moderna, tecnologica e finora antidemocratica, si ritrova a fare i conti con un sindaco che è davvero l’antitesi del Presidente Trump, in tutto e per tutto. Zohran Mamdani fino a pochi mesi fa era un consigliere municipale. A luglio ha conquistato la nomination democratica contro Cuomo, puntando la sua campagna verso i giovani, le minoranze e gli ambienti progressisti. Il carisma del nuovo eletto si basa sull’ utilizzo di un linguaggio comprensibile a tutti e adotta un programma incentrato sulla giustizia abitativa, i trasporti pubblici gratuiti, i servizi per l’infanzia e più equità fiscale. Viene accusato a di non avere esperienza amministrativa ma essendo sincero e coerente col suo idealismo manifestato, ha raccolto i voti di un elettorato indifeso: «Rispondiamo all’oligarchia e all’autoritarismo con la forza che temono. Se c’è un modo per terrorizzare un despota è smantellare le condizioni che gli hanno consentito di accumulare potere» ha detto ieri. La sconfitta di Cuomo rappresenta un duro colpo per Trump. I democratici hanno vinto anche in New Jersey e Virginia. Una vera svolta!