Mimmo Jodice l’alchimista della fotografia Cultura Fotografia 3 Novembre 20255 Novembre 2025 di Piero Fabris Ĺa fotografia non come ossessione estetica ma come espressione di valore intenso, comunicativo. La luce come mezzo per scolpire una visione, gioco sapiente di lampi che inondano la metropoli, palestra, luogo, laboratorio di continue sperimentazioni per mettere a fuoco le peculiarità del Sè affamato del raffinato autentico. È questo Mimmo Jodice e Napoli il suo studiolo alchemico, la sua vera camera oscura, il crogiolo necessario per le proprie avventure-meditazioni in Bianco e Nero. Mimmo Jodice aveva la capacità di cogliere la propria città in quella dimensione metafisica, geometria dell’interiorità, che richiamano quadri di De Chirico; sapeva ritrarla in quel limbo enigmatico, specchio di inquietudini e velo malinconico, RI-velazione, necessaria di certo vuoto umano. Mimmo Jodice È riuscito a consegnare alla retina la città Partenope in forma inedità inquadrandone gli inganni geniali, il fascino dal tocco Eterno, rigorosamente celato come cristallo prezioso agli occhi della banalità. Certi scatti mostrano l’intimità dei vicoli grazie a un taglio, idea concettuale, che riesce semplicemente a mostrarne l’incanto dei suoi spiriti eterici. Le sue foto sono “eredità immaginale”, sono semi fecondi e magnetici, sono il frutto di un cammino che è ricerca, studio, meditazione, poesia, frantumazioni e intrecci di figurazioni che schiudono su bande d’orizzonte che si allargano e raggomitolano nel mediterraneo come in un “Aaludel” metaforico, come su istmi, terra di passsaggio dagli effetti silenziosamente fosforescenti che sanno allargare i panorami mentali da stati solidi a liquefatti. Progetti fotografici come aquiloni, espressioni dell’arte di vivere l’emozione saputi far decantare. La scrittura fotografica di Mimmo Jodice è un continuo scandagliare il paesaggio umano senza trascurare il mosaico stereotipato e mutilato di certe rappresentazioni alle quali ha saputo restituire nel nero l’essenza dell’anima nascosta, sapendo fare di ciò che appare un tramonto un invito alle suggestioni d’albe. Mimmo Jodice Indagando oltre i muri del finito, col suo spirito da esploratore è riuscito a polarizzare gli animi verso figure sdoppiate, sovrapposte col rigore del contrasto che è la soglia, il piolo, il gradino iniziale di quanti hanno bisogno di smantellare le giungle opressive e opacizzanti in favore di scenari costruttivi, sui quali l’energia creativa si raccoglie, concentra in alvei fertili socio antropologici, e il pensiero su sequenze di scatti influenzati dal neorealismo, capaci di interrogare con fervore e di ribellarsi all’ingiustizia il vero veleno sull’armonia della società. Il suo spirito tumultuoso lo spingeva a un continuo confronto tra reale e ideale tra il Vesuvio e i tesori di Capodimonte, alla ricerca continua dei pilastri essenziali dell’esistenza con i quali si può strutturare, concepire con’originalità un futuro saldo sulle vette del passato da dissodare dalla vacuità, dall’apparenza invadente e soffocante. L’opera di Mimmo Jodice è materia incandescente, mare di valore, fonte d’universi poitico per il laboratorio interiore. 3 Novembre 2025