Giulio Cesare in Egitto riapre la stagione del Petruzzelli Musica Spettacolo 13 Settembre 202513 Settembre 2025 di M. Siranush Quaranta Il Teatro Petruzzelli di Bari riaccende i riflettori sulla lirica dopo la pausa estiva con un titolo di grande prestigio: Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel, in scena dal 19 al 25 settembre per sei rappresentazioni. L’opera, che debuttò al King’s Theatre di Londra il 20 febbraio 1724, arriva a Bari nell’allestimento scenico del Teatro dell’Opera di Roma, frutto di una prestigiosa coproduzione internazionale che coinvolge il Théâtre des Champs-Élysées, l’Oper Leipzig, l’Opéra Orchestre National de Montpellier Occitanie e il Capitole de Toulouse. La regia porta la firma di Damiano Michieletto, con ripresa affidata a Diane Clement, mentre sul podium salirà Stefano Montanari. Il team creativo vede Paolo Fantin alle scene, Agostino Cavalca ai costumi, Alessandro Carletti al disegno luci e Thomas Wilhelm alle coreografie. L’interpretazione di Michieletto ribalta completamente l’immagine tradizionale del condottiero romano, presentando un Giulio Cesare inedito: “un uomo goffo, imbranato, che non ne combina una giusta, quasi spettatore” degli eventi che lo circondano. Una figura che, paradossalmente, arriva ad Alessandria d’Egitto senza esercito, trasformandosi da conquistatore in osservatore passivo della storia che si dipana intorno a lui. Giulio Cesare in Egitto @ufficio stampa Fondazione Petruzzelli Giulio Cesare in Egitto @ufficio stampa Fondazione Petruzzelli Il richiamo cinematografico è esplicito nella visione del regista: Cesare diventa simile al protagonista di “Lost in Translation“, “ha già conquistato tutto, è smarrito, solo, non ha obiettivi importanti”. Di conseguenza, l’allestimento abbandona mirti, allori e toghe tradizionali per costumi moderni con riferimenti cinematografici, mentre Cleopatra appare “glamour” con un caschetto di paillettes, incarnazione perfetta del fascino contemporaneo. La scenografia ruota attorno a un elemento simbolico centrale: i fili rossi delle Parche, che “rappresentano il tempo che passa” e “la vita recisa”. Attraverso un gioco di specchi, questi fili si moltiplicano creando “una enorme ragnatela che avvolge lo spazio”, metafora visiva della trama del potere e del destino ineluttabile. Per Michieletto, la vera seduzione di quest’opera risiede nella “potenza spirituale” della musica händeliana e nella sua “capacità di scavare nell’animo umano”. L’opera diventa così “quasi una meditazione sulla morte e sull’acquisizione della consapevolezza che il destino di un tiranno è di essere ucciso”. Il barocco del compositore tedesco possiede una qualità unica: “ti sussurra all’orecchio, è dolce, gentile”, eppure nasconde una forza ipnotica. “Ti entra sotto la pelle, è come una droga, all’inizio sembra che non succeda nulla, poi si insinua”, con “arie che incantano e fermano il tempo”. È proprio questa “straordinaria capacità di fermare il tempo” che rende il Giulio Cesare händeliano un capolavoro senza tempo, capace di trasformare la staticità apparente dell’opera barocca in un viaggio introspettivo di rara intensità emotiva. Sul palco si alterneranno interpreti di calibro internazionale: Raffaele Pe e Nicholas Tamagna daranno vita al protagonista Giulio Cesare, mentre Sandrine Piau e Lilit Davtyan si alterneranno nel ruolo di Cleopatra. Completano il cast Giuseppina Bridelli e Loriana Castellano (Sesto Pompeo), Sara Mingardo e Valeria Girardello (Cornelia), insieme a Filippo Mineccia, Davide Giangregorio, Domenico Apollonio e Angelo Giordano. Tra le interpreti di Cleopatra è dunque presente anche il soprano armeno Lilit Davtyan, diplomata al Conservatorio di Stato di Yerevan. Vive in Germania. Subito dopo Bari sarà impegnata con Il Flauto magico di Mozart, alla Deutche Oper Berlin. Gli spettacoli sono programmati venerdì 19 settembre alle 20:30, sabato 20 alle 18:00, domenica 21 alle 18:00, martedì 23 alle 20:30, mercoledì 24 alle 20:30 e giovedì 25 settembre alle 18:00.