Una Nuova Era di Fraternità: Il Custode di Terra Santa Visita il Patriarcato Armeno di Gerusalemme Notizie dal Mondo Religione 24 Agosto 202524 Agosto 2025 di M. Siranush Quaranta L’eredità di otto secoli di presenza francescana in Terra Santa ha visto un nuovo, significativo capitolo lunedì 18 agosto 2025, con la visita ufficiale del neo-nominato Custode di Terra Santa, P. Francesco Ielpo, al Patriarcato Armeno di Gerusalemme. E’ consuetudine che ogni Custode di nuova nomina visiti i patriarchi greco, latino e armeno in Terra Santa. Questo incontro, denso di significato storico e spirituale, non è stato solo un gesto di cortesia, ma il segno di una rinnovata fratellanza tra due delle più antiche e influenti comunità cristiane della Città Santa. Il Custode della Terra Santa P. Ielpo e S.B. il Patriarca Manougian L’incontro è avvenuto nella sede del Patriarcato, dove Padre Ielpo e i membri della Fraternità Francescana sono stati accolti con calore da Sua Beatitudine il Patriarca Nourhan Manougian. Durante la visita, il Patriarca ha esteso le sue congratulazioni al nuovo Custode, sottolineando i profondi e duraturi legami che uniscono il Patriarcato armeno all’Ordine Francescano. Un legame fatto di secoli di convivenza, collaborazione e rispetto reciproco, che ha contribuito a preservare la presenza cristiana in una regione segnata da complesse dinamiche. Padre Ielpo, da parte sua, ha espresso profonda gratitudine per la calorosa accoglienza, assicurando che lo spirito di buon vicinato e cooperazione continuerà e si rafforzerà durante il suo mandato. La presenza di figure eminenti come l’Arcivescovo Sevan Gharibian, il Vescovo Koryun Baghdasaryan e Padre Aghan Gogchyan ha ulteriormente sottolineato l’importanza di questo incontro, che getta le basi per un futuro di dialogo e collaborazione. Un momento del cordiale incontro presso il Patriarcato armeno di Gerusalemme Per comprendere appieno il significato di questa visita, è essenziale ripercorrere la storia del Patriarcato Armeno di Gerusalemme. Conosciuto anche come il Patriarcato di San Giacomo, la sua fondazione risale all’anno 638. Rappresenta una delle più antiche diocesi patriarcali della Chiesa apostolica armena, una tradizione che si distingue per la sua autonomia e ricchezza culturale. La sua sede, situata nell’omonimo quartiere armeno, non rappresenta solo un luogo di culto, ma è il cuore pulsante della comunità armena in Terra Santa. L’attuale Patriarca, Nourhan Manougian, eletto il 24 gennaio 2013 come 97º patriarca, guida una comunità che, nonostante le avversità, ha mantenuto una forte identità spirituale e culturale. La giurisdizione del Patriarcato si estende ai fedeli armeni di Israele, Palestina e Giordania, e include anche la gestione di alcuni settori cruciali all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. Il complesso del Patriarcato è una vera e propria città nella città, un’enclave che un tempo ospitava i pellegrini e che ancora oggi funge da nucleo demografico e spirituale. All’interno delle sue mura, che ogni sera alle 22:00 vengono chiuse con un rigido coprifuoco, si trovano non solo la residenza del clero e gli uffici amministrativi, ma anche luoghi di inestimabile valore storico e culturale. La Cattedrale di San Giacomo, la Chiesa degli Arcangeli e la Chiesa di San Toros sono solo alcuni dei luoghi sacri che testimoniano la profonda fede della comunità armena. Quest’ultima, in particolare, custodisce la seconda più grande collezione al mondo di manoscritti armeni, oltre 4.000 volumi che raccontano la storia di un popolo attraverso la scrittura. Il complesso non è solo un luogo di culto, ma un centro di vita comunitaria e intellettuale. Ospita il seminario teologico, un’istituzione che prepara i futuri sacerdoti armeni da ogni parte del mondo, e la “Calouste Gulbenkian Library”, una biblioteca che conta oltre 100.000 volumi in diverse lingue. Il Museo di Arte e Cultura armena “Edward e Helen Mardigian” preserva manufatti preziosi, dai tappeti alle monete, mentre la Santi Tarkmanchatz school offre un’educazione unica, insegnando arabo, armeno, inglese ed ebraico. La comunità armena di Gerusalemme, in gran parte composta da sopravvissuti e discendenti del Genocidio armeno del 1915, ha trovato in questo complesso un rifugio e un simbolo di rinascita. La loro resilienza, la capacità di mantenere viva la propria identità e la propria fede nonostante le immense perdite e le sfide continue, rappresenta una testimonianza di speranza e forza per tutti i cristiani. È degno di nota che la comunità armena di Gerusalemme utilizza ancora oggi il calendario giuliano, un dettaglio che la distingue dal resto della Chiesa apostolica armena e da altre Chiese ortodosse orientali, sottolineando la sua unicità. P. Francesco Ielpo, nuovo Custode di Terra Santa, con il Patriarca Nourhan Manougian La visita al Patriarcato armeno è stata uno degli atti ufficiali del nuovo Custode di Terra Santa, P. Francesco Ielpo, il cui ingresso solenne a Gerusalemme è avvenuto il 21 luglio 2025. La cerimonia di presa di possesso e il giuramento nella chiesa di San Salvatore, sede della Custodia, hanno segnato l’inizio della sua missione. Come successore di una lunga linea di francescani che hanno servito i Luoghi Santi per oltre otto secoli, Padre Ielpo ha il compito di guidare e proteggere non solo i santuari fisici, ma anche le “pietre vive”, cioè le comunità cristiane locali. La sua missione è quella di consolidare i rapporti ecumenici e interreligiosi, promuovere la pace e la giustizia, e sostenere la presenza cristiana in una terra dove la loro sopravvivenza è una sfida costante. L’incontro con il Patriarca Nourhan Manougian, quindi, non è un evento isolato, ma l’inizio di un percorso. Sottolinea l’impegno del nuovo Custode a lavorare a stretto contatto con tutte le Chiese cristiane di Gerusalemme, nel comune intento di testimoniare il Vangelo e di preservare il patrimonio spirituale e culturale della Terra Santa. È un segno di speranza, un auspicio che la collaborazione e il dialogo possono superare le divisioni e costruire un futuro di pace e comprensione reciproca. Foto gentilmente concesse dalla Custodia di Terra Santa.