Taranto- agosto 2025. Cultura e visione: un’urgenza che non possiamo più rimandare Attualità Sostenibilità 6 Agosto 20256 Agosto 2025 di Tiziana Magrì Scrivo con cognizione di causa, come progettista culturale, attivatrice di comunità e professionista impegnata da anni nei processi di innovazione sociale e sviluppo territoriale. Scrivo soprattutto come cittadina che ama profondamente questa città e ne conosce il potenziale inespresso, tanto da esporsi politicamente candidandosi. Questa è una lettera aperta e collettiva, un atto di fiducia ma anche di responsabilità verso Taranto, in un tempo in cui è urgente immaginare insieme il futuro. Viviamo in una fase storica in cui le città che sanno investire sulla cultura, sul turismo, sull’inclusione e sulla creatività stanno costruendo una nuova idea di sviluppo. In tutta Europa, e sempre di più anche in Italia, la cultura non è più trattata come un bene accessorio. È una leva strategica trasversale: sociale, economica, educativa, ecologica. È un’infrastruttura immateriale capace di generare coesione, appartenenza, innovazione e benessere. Lecce, Trani, Bitonto, Bari e anche piccoli comuni come San Vito dei Normanni o Ceglie Messapica sono esempi concreti di come un’amministrazione, quando costruisce visione, risultati e reti, possa trasformare le proprie risorse culturali in capitale civico e valore pubblico. Taranto, nonostante la sua storia millenaria, la sua ricchezza paesaggistica e archeologica, e la sua scena artistica e sociale diffusa e attiva, oggi resta priva di un Assessorato alla Cultura e al Turismo. Questo vuoto istituzionale non possiamo permettercelo. In assenza di un presidio politico competente e continuativo, tutto il patrimonio creativo e professionale della città – le associazioni, le compagnie, le scuole, gli attivatori culturali, le reti del terzo settore – si trova disorientato, isolato, non ascoltato. Si perdono opportunità, si disperdono energie, si scoraggia la partecipazione. In un territorio che affronta transizioni industriali complesse, in cui ancora pesa l’eredità ambientale e sociale dell’ex Ilva, la cultura non è un abbellimento. È strumento di rigenerazione, narrazione condivisa e costruzione di immaginari nuovi. Serve oggi più che mai una visione culturale profonda, generativa, capace di curare le ferite e aprire nuove possibilità. I dati lo dimostrano: In Puglia, la spesa per attività culturali da parte dei Comuni è aumentata del +15% tra il 2021 e il 2023 (Fonte: Fondazione Symbola); I festival culturali generano ogni anno oltre 300 milioni di euro in impatto diretto, favorendo turismo, occupazione e reputazione territoriale; Nella provincia di Taranto, realtà come Manduria hanno registrato il sold-out in ogni tappa del festival “Nuovi Mondi”, valorizzando siti di pregio e attivando reti locali; Altri comuni – Grottaglie, Laterza, San Marzano, Ginosa, Castellaneta – hanno strutturato programmazioni culturali estive di grande qualità e impatto. Eppure Taranto resta indietro. Per questo motivo, in modo costruttivo e propositivo, chiediamo: La nomina urgente di un referente politico per Cultura e Turismo con comprovata esperienza e conoscenza del tessuto locale; L’istituzione, da attivare subito, di un Tavolo permanente di co-progettazione culturale e turistica, con il coinvolgimento di professionisti, enti culturali, associazioni di categoria, associazioni di comprovata esperienza, scuole, università, fondazioni e reti civiche; La scrittura condivisa di un Piano triennale per la cultura, che integri obiettivi strategici, bandi e risorse, e orienti l’azione pubblica verso risultati misurabili; La valorizzazione sistematica degli spazi pubblici e culturali oggi sottoutilizzati, a partire da quelli nei quartieri periferici; La progettazione congiunta di un cartellone culturale estivo e autunnale, da avviare sin dall’inverno, promuovendo la destagionalizzazione e l’integrazione tra cultura, turismo e benessere.Ma propongo anche di più. Così come già fatto e contenuto nel programma del Sindaco: la creazione a Taranto di una Casa dell’Innovazione Sociale e delle Culture, uno spazio civico di progettazione, formazione e produzione culturale partecipata, gestito in modo calendarizzato da operatori, professionisti e cittadini. Un laboratorio permanente per sviluppare cultura, cittadinanza, educazione e nuove economie locali. Un luogo ibrido che sia ponte tra pubblico e privato, tra centro e periferie. Anche i quartieri, troppo spesso abbandonati o stigmatizzati, devono tornare ad essere centri pulsanti di vita, cultura e relazioni. Festival come SEGNI – Festival delle Periferie, nato proprio a Taranto, dimostrano che la bellezza si può generare ovunque, se accompagnata da cura, ascolto e competenza. Per questo, la creatività – come ci insegnano i più recenti programmi europei – è il nuovo motore di sviluppo. Non solo economico, ma democratico, educativo, civile. L’innovazione non nasce solo nei laboratori tecnologici, ma nei processi culturali condivisi, nelle visioni capaci di trasformare criticità in risorse. Nella capacità di trasmettere alle generazioni future. Taranto ha tutte le condizioni per diventare un hub culturale del Mediterraneo. Non è tardi, ma è urgente. A nome di chi lavora ogni giorno con e per la cultura, a nome delle energie creative di questa città, a nome di una visione che crede nel valore della bellezza condivisa, chiedo di aprire subito un percorso. La cultura può salvare Taranto. Ma va messa nelle condizioni di agire. Con rispetto, competenza e passione, Tiziana Magrì Progettista culturale – Destination Manager – Esperta in politiche giovanili, partecipazione e sviluppo sostenibilità 📩 Per adesioni o contributi al tavolo proposto: tiziana.magri2@gmail.com