Carestia a Gaza cresce il dissenso in Israele: la lettera di cinque rettori contro il governo Attualità Politica internazionale 30 Luglio 202530 Luglio 2025 di Cinzia Santoro Cresce il dissenso interno a Israele, 5 rettori dell’Università Weizmann Institute, dell’Università Ebraica di Gerusalemme, del Technion di Haifa, dell’Università di Tel Aviv e dell’Open University hanno firmato un appello a Netanyahu, chiedendo di fermare la grave carestia in atto a Gaza, dichiarandosi scioccati dalle immagini provenienti dalla Striscia di Gaza, comprese quelli di neonati malnutriti. È dovere del popolo ebraico impedire danni crudeli e indiscriminati nei confronti di civili innocenti “dobbiamo, come nazione plasmata dal trauma dell’Olocausto, onorare il nostro dovere morale e fare tutto il possibile per impedire danni crudeli e indiscriminati a uomini, donne e bambini non combattenti” scrivono i rettori. La lettera rappresenta una delle tante testimonianze del dissenso interno a Israele levatasi in un momento in cui ministri del governo di Netanyahu si compiacciono della perdita della dignità umana e incitano a commettere crimini di guerra contro l’umanità, scrive Haaretz nell’editoriale mattutino quale unica voce di disapprovazione contro il massacro perpetrato a Gaza. “La distruzione deliberata e il progetto di creare una ‘città umanitaria’ riflettono una perdita di moderazione morale da cui non saremmo in grado di assolverci” concludono nella loro lettera aperta che non è stata condivisa da altre università israeliane come la la Ben-Gurion, la Bar-Ilan, la Ariel e il Reichman Institute. No non saranno assolti e la storia ricorderà i discendenti dell’olocausto come negazionisti del genocidio di un popolo gazawi. Mentre in Israele, il numero dei giovani riservisti, trasformati in crudeli assassini, che si suicidano è in aumento. Gli ostaggi restano nelle mani di Hamas e Arbel Yehoud appena liberata ha dichiarato: Non capisco per cosa stiamo combattendo “criticando la prolungata guerra di Israele a Gaza. “La catastrofe umanitaria a Gaza assume di giorno in giorno proporzioni sempre più ampie. Alle drammatiche immagini di distruzione, morte e malnutrizione che giungono dal martoriato territorio palestinese fa oggi eco un rapporto di IPC (Integrated Food Security Phase Classification che riunisce organismi, istituzioni e agenzie internazionali) che, dati alla mano, denuncia che “il peggiore scenario di carestia è in corso nella Striscia”. Gaza è alla fame, il cessate il fuoco non appare all’orizzonte e la comunità internazionale, nonostante una mobilitazione crescente, rimane divisa e incapace di adottare misure efficaci per fermare le sproporzionate azioni di Israele. Quale stato di diritto usa l’arma della fame nei confronti di una popolazione inerme?”. È il commento di Valeria Talbot, Head, Osservatorio Medio Oriente e Nord Africa ISPI, riportato da IPSI Daily Focus questa mattina. 30 luglio 2025
Sono sconvolta vedendo lato con i report su Gaza Condanno la. Vilta’ e l’ipocrisia dell.Europa, che lucra sulla sofferenza dei bambini che muoiono Di fame e di bombe. Finalmente qc si muove in Israele? Meglo tardi che mai Rispondi