Il 51° Festival della Valle d’Itria continua a sorprendere con l’Opera OWEN WINGRAVE Cultura Eventi e Tradizioni Musica Teatro 29 Luglio 20255 Agosto 2025 27, 30 Luglio e 3 Agosto 2025 a Palazzo Ducale di Martina Franca “Owen Wingrave” di Benjamin Britten. Prima rappresentazione italiana. di Clelia Conte foto di Clarissa Lapolla Insolita Television Opera di Benjamin Britten (1970) in due atti su libretto di Myfanwy Piper e tratta da un racconto di Henry James dal titolo “Owen Wingrave” per questa edizione 2025 del Festival della Valle d’Itria. Fu commissionata dalla BBC e trasmessa per la prima volta nel 1971. Due anni dopo fu messa in scena al Covent Garden. Questa rappresentazione fa eco allo slogan: “Il Festival ripudia la guerra” poiché fa riferimento al dissenso per la guerra del Vietnam ed è quindi un evidente messaggio antimilitarista. Racconta di un giovane, Owen, discendente da una famiglia di eroi di guerra che non approva le sue consuetudini militari familiari, rifiutandosi di andare in guerra. Conseguentemente il ragazzo si mette contro i suoi parenti e la sua amata, fino al finale funesto. La musica riflette lo stato d’animo di Owen tormentato dall’idea violenta dei combattimenti che causano morte e distruzione. “Se c’è la pace mi sento più libero!” riferisce Owen a Coyle, il suo istruttore militare, una frase forte che fa pensare non solo al suo disprezzo per la guerra, ma ad un’esaltazione della pace collegata alla libertà. Per contro la famiglia prenderà molto male la sua decisione ed esprimerà ripetutamente il disprezzo per il giovane. L’attualità dell’affermazione verso i familiari di Owen sta nella rabbia che esprime nel considerare la guerra un crimine (alla fine del primo atto). Alle radici di questa storia si premette che l’autore dell’opera, Britten, emigrato in USA nel 1939, fu richiamato alle armi nella sua Inghilterra ma si dichiarò obiettore di coscienza, giustificandosi con il tribunale e convincendo i giudicanti “perché un artista deve creare e non distruggere” (1942). Si potrebbe obiettare sulla scelta di quest’opera in un Festival del belcanto e cioè di canto lirico italiano che si caratterizza in quanto mette alla prova il virtuosismo vocale di chi canta. E’ giusto però arricchire l’evento con Opere non facili da riscontrare e scoprire temi di grande attualità e scene essenziali con quadri contenenti sagome/bersagli che simboleggiano l’uomo che si è sacrificato in guerra e che fa parte del passato di Owen. Questi al contrario si oppone al militarismo praticato dai suoi parenti stretti. Quest’Opera, pur essendo stata scritta per la televisione ha dimostrato di essersi adattata benissimo all’ambito teatrale. Buona la regia di Andrea De Rosa e le scene di Giuseppe Stellato, abili nel valorizzare l’opera e nel costruire un ambiente che dice tutto e porta lo spettatore a comprenderne il significato ancor prima che i protagonisti si esibiscano. Moltissime parole e dialoghi ma ben interpretati vocalmente dai protagonisti. ————————————————————————————————————————————————————– Locandina Direttore Daniel Cohen Regia Andrea De Rosa Scene Giuseppe Stellato Costumi Ilaria Ariemme Light designer Pasquale Mari . Owen Wingrave Äneas Humm Spencer Coyle Kristian Lindroos Lechmere Ruairi Bowen Miss Wingrave Charlotte-Anne Shipley Mrs Coyle Lucía Peregrino Mrs Julian Chiara Boccabella Kate Julian Sharon Carty General Sir Philip Wingrave Simone Fenotti Narratore Chenghai Bao Figuranti Vito Blasi, Daniele Nardelli Figurante bambino Bruna Punzi Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi Angela Lacarbonara, Maestro del coro Prima rappresentazione italiana