Chi se ne frega della Murgia? Bocchino ha offeso un’ idea di Paese Cultura Libri 12 Luglio 202512 Luglio 2025 Le parole di Bocchino al Festival “il Libro Possibile” a Polignano a Mare sono state una dichiarazione politica violenta e deliberata. Dire “chi se ne frega della Murgia” significa attaccare in maniera vergognosa un simbolo di tutto ciò che una certa destra nostalgica continua a disprezzare: cultura, impegno civile, femminismo, antifascismo. Italo Boccchino (giornalista LA7) Bocchino questa volta ha sbagliato platea e ha sbagliato terra. Ha pronunciato quelle parole in Puglia, una regione che non ha mai avuto paura di scegliere da che parte stare. Una terra che ha accolto e abbracciato le battaglie di Michela Murgia, perché qui sappiamo cosa vuol dire lottare per i diritti, costruire ponti, allargare gli orizzonti. Quelle parole fanno male perché pronunciate da chi ha avuto responsabilità istituzionali e oggi si presenta ancora come opinionista nei salotti culturali. Ma Bocchino non ha nulla da dire, se non un rancore vecchio e stanco contro chi, come Michela Murgia, ha avuto la forza di cambiare il modo in cui si racconta l’Italia. Questa è l’ennesima conferma di quanto certa destra continui a usare la provocazione per mascherare il vuoto. Ma non saremo silenziosi. In Puglia, chi insulta una donna come Michela Murgia non trova applausi: trova resistenza. Politica, culturale, umana. Libro Possibile La destra che oggi governa il paese ha paura delle parole libere. E quando un intellettuale, scrittrice, una donna diventa simbolo di libertà, fanno di tutto per cancellarla. Noi non glielo permetteremo. 12 luglio 2025