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Il Battista la pièce teatrale di Anna Santoliquido

di Piero Fabris

Così scrive Ettore Catalano di Anna Santoliquido nell’introduzione al testo teatrale IL BATTISTA – THE BAPTIST (editato dalla Memapress, nel maggio 2022, tradotto in inglese da Janet Mary Wing e con disegni di Michele Damiani): “…Avevo avuto modo di apprezzare non solo l’instancabile attività di organizzatrice e promotrice di Cultura, ma, ancor di più, il talento poetico e visionario, la capacità di costruire immagini e suscitare sensazioni forti…”. Il Catalano era sicuro che la poeta, scrittrice e saggista, avesse tutte le caratteristiche per scrivere un testo teatrale e non esitò a chiederle di realizzarne uno sulla figura di Giovanni il Battista che avesse il tempo di una “Cavalcata”, cioè che rispettasse i tempi dettati dalla pro loco della cittadina in provincia di Brindisi (Mesagne). La Santoliquido accettò il guanto di sfida, si mise a studiare, ricercare, comparare (non è nelle sue corde improvvisare. Scrivere è un servizio d’Amore e rispetto per la comunità non certo il pretesto per stare a tutti i costi sotto i riflettori. L’onestà intellettuale degli Artigiani della Cultura non batte i piedi per attirare l’attenzione su se stessa, ma bussa alle porte della Conoscenza dove le credenze del sapere custodiscono ingredienti/ informazioni, utili a realizzare l’elaborato migliore grazie al quale si possa guardare lontano e con chiarezza) e finalmente consegnò l’opera nel rispetto dei canoni richiesti. Ne fece un lavoro pieno di contenuti, dinamico, fluido e incisivo. Il Battista andò in scena l’anno dopo (6/1/1999) e fu un successo che ha lasciato un segno nella memoria dei presenti. Tra gli interpreti Tina Tempesta e Vito Signorile. In due atti e sei scene Anna Santoliquido ha consegnato agli osservatori la figura di Giovanni il Battista con una notevole cifra poetica in atmosfere dalle belle suggestioni. Visioni chiare nelle quali poter riconoscere la propria fame, la sete di verità e giustizia in quel labirinto di sagome che hanno smarrito il senso dell’essere. Manichini ingombranti sulla scena pubblica che credono di essere di valore soltanto perché sono al potere e circondati da opportunisti che ventagliano la loro presunzione e capacità di manipolare le masse. Si potrebbe dire che questa fatica di Anna Santoliquido è una pianta sempreverde se si pensa a certi fatti di attualità! Un piccolo specchio sul quale la realtà appare nitida e il coro è un soffio che amplifica la forza di un uomo che nell’austerità virtuosa ha saputo preparare e riconoscere colui che non battezza con acqua, ma con spirito. Egli è colui che restituisce al rito la forza vibrante e vigorosa e all’uomo avvelenato dalle forme vuote, dalle bugie versate in acqua limpida i sensi per discernere e convertirsi; Egli è il tuono di chi proclama la Parola con cuore di Carne e invita a sollevare gli occhi al cielo. Il Battista è la schiettezza, la voce di uno che grida: “Nel Deserto preparate la via del Signore”, il nuovo Isaia che con fermezza chiede coerenza a chi governa il popolo; un uomo ruvido forse, magari fuori dagli schemi, ma terribilmente umano, il quale ha saputo fare del dubbio e le perplessità il punto interrogativo della propria coscienza; una pietra d’inciampo contro chi con arroganza e ferocia cerca di imbavagliare il giusto che grida: “Pentiti Erode Antipa”.  Il testo della Santoliquido appare come una lunga meditazione che ben esprime i rovelli interiori in forma efficace e lirica sulla condizione umana. Un testo che ha la bellezza della semplicità e l’intensità del fiume profondo e silente. Già dal primo atto in una atmosfera lunare, intima è favorito il raccoglimento. Giovanni il Battista è l’uomo della contemplazione, l’uomo della ricerca di Dio della legge, della giustizia in un mondo vuoto, senza identità e superbo. Fin dalla prima scena Anna Santoliquido lo inquadra come voce di quanti davanti alla decadenza morale e civile invocano giustizia, vera libertà. Il Battista vestito di pelli, simbolo dell’uomo autentico che non si conforma alle mode, ma pone l’orecchio a ciò che è essenza dell’essere e con la voce di una cascata di lacrime e dolore grida dal profondo “Cerco Armonia”, quell’armonia che è nella natura, che è dolcezza e immagine dell’Altissimo.” Tutto parla di Dio se sai Ascoltare!” Fin dalle prime battute l’opera si presenta come una dichiarazione di fede dell’autrice e del suo senso civico che ritrova nel Battista la voce di colui che cerca Dio nel cielo terso dell’Aurora e sul suo orizzonte cogliere il messaggio della Speranza: “Non siamo Soli né trasparenti davanti al Signore Iddio, abbiamo soltanto bisogno di educarci all’Ascolto”.

9 luglio 2025

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