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Il Dado lanciato è lanciato in onore della Cultura

danilo di daniela ciriello

di Piero Fabris

“La Calce & il Dado” è un semestrale di letteratura. Già nel titolo si coglie la cifra della rivista edita da Tabula Fati, il cui titolo è un omaggio a Vittorio Bodini e, infatti in quarta di copertina ne riporta i versi ispiratori: “Tu non conosci il Sud, le case di calce da cui uscivamo al sole come numeri dalla faccia di un dado”, un invito quindi a conoscere il Sud. Un Sud dalle case con le pareti in Calce viva, come si dice dalle nostre parti, che è grembo custode di storia; Sud di calce bianca e abbagliante stesa su muri che sanno riflettere e fare dei raggi di Sole un covone di luci.   La rivista è sinergia di folli visionari dal logos poetico, attenti a setacciare vocaboli, verbi per servire questo tempo.

La calce e il dado, rivista di letteratura

Essi fanno di queste pagine un bollettino di crocevia d’anime che sanno dialogare, incontrarsi. Un taccuino d’esperienze che fa del mezzogiorno il fulcro di un laboratorio permanente di creatività e sono essi stessi a dichiararlo firmando l’editoriale in ordine alfabetico segno di sintonia d’intenti che ha nel desiderio di offrire cultura per il bene comune lo scopo d’adesione. Diversi per storie, per sensibilità, ma tutti attenti all’uso della parola come mezzo costruttivo, seme di comprensione e di “fertili contaminazioni” raccolti in “fusione d’orizzonti” di creativi. Dialogo quindi! Impegno non per portare a se stessi, ma educazione al senso civico. La letteratura come pedagogia che insegna a riconoscerci come esseri umani rispettosi della diversità. Forze creative che sanno immaginare ed evocare, protagonisti di un logos/strumento dello iero/seme in senso pasoliniano. La Calce e il Dado deve essere il tavolo verde Speranza, un’isola smeraldo, l’approdo di energie che sanno cosa sia la vera libertà che si ribella alle omologazioni, alle gabbie che moncano i processi cognitivi, soprattutto sponda dell’autocritica. I poeti o meglio gli artigiani del pensiero non sono al disopra degli altri, ma insieme agli altri. Essi osservano con onestà, sono i mediatori dei bisogni profondi di una società che troppo spesso si disperde in rivoli ciechi, incapace di dare voce al pulsare più profondo e si annega in consumi senza pensare. Desidero elencare i redattori di questa fatica impegnativa: Nicola Accettura, Vito Davoli, Marco Ignazio De Santis, Maria Sole Di Cosmo, Giulia Poli Di Santo, Giulia Notarangelo, Gianni Antonio Palumbo, Anna Santoliquido, Alfredo Vasco. Il direttore responsabile è Corrado Azzolini, Vito Davoli il vice Direttore, Gianni Antonio Palumbo il direttore editoriale. Un semestrale ricco di contenuti in bella grafica con un ventaglio di interessi, di attenzioni al pianeta Cultura. Testimonianze, ricordi, critica letteraria, poesia, narrativa, recensioni, teatro senza esclusione di emozioni.

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