Lettera di Natale: “Violetta abbi pazienza. Trasformeremo i giorni bui in momenti felici e tu sorriderai ancora”.

a cura di Cinzia Santoro

In settimana giunge in redazione una lettera profonda e commovente di una giovane donna che con grande dignità ci chiede di occuparci nuovamente della storia di sua sorella minore, che chiameremo Violetta. Le parole intense e cariche di pathos ci commuovono e decidiamo di pubblicare questa lettera aperta alle istituzioni che potrebbero fare un dono per Natale a queste sorelle separate ingiustamente, facendole incontrare. Erica ci spiega il calvario che ormai la sua famiglia vive da un anno, e desidera ricomporre lo strappo emotivo della sorella sperando in un ricongiungimento in tempi brevi. Ringrazia la Dottoressa Ylenia Serra, Garante per l’Infanzia nella regione Piemonte, che con grande umanità e competenza sta aiutando la famiglia in questo momento così triste.

  “Sono Erika, ho ventuno anni e ho due amatissime sorelle. Scrivo perché sento impellente il desiderio di poter riabbracciare almeno per Natale la mia dolcissima Violetta. Come sorella maggiore sento che una parte di me è stata violata da un provvedimento iniquo e crudele che ha strappato la seconda di noi figlie dalla nostra famiglia allargata e solidale. Tutto ha inizio dal giorno in cui abbiamo accompagnato Violetta presso la Asl del nostro comune, per aiutarla tutti insieme a superare il trauma, derivante dai maltrattamenti ed abusi subiti per mano della sua mamma naturale e di suo zio. Le aggressioni furono documentate dallo stesso centro antiviolenza del nostro paese. In prima persona fui testimone di alcuni episodi e anche vittima. Ebbi coraggio, ci dicono sempre che dobbiamo denunciare e lo feci. In pronto soccorso, mi refertarono sette giorni di prognosi, che mai sono stati presi in considerazione dall’assistente sociale e dal giudice minorile. Non vedo Violetta dall’undici febbraio. Ero a scuola guida quel giorno, avevo superato i quiz e volevo condividere la mia gioia con tutta la mia famiglia, papà Salvatore, la mia mamma, le mie sorelle e la compagna del mio papà. Si, noi siamo una famiglia, condividiamo le nostre vite, nel bene e nel male, anche se i miei genitori non sono più sposati. Ma nella voce del mio papà c’era solo sgomento. Le sue parole mi colpirono duramente. Ricordo perfettamente la sensazione di vuoto allo stomaco, il tremore alle gambe e le lacrime amare sul mio viso. Violetta è in caserma, vieni. Il mio cuore si è fermato, il tempo anche. Tutto era irreale. Non riuscivo a capire, a metabolizzare, in verità non ci riesco nemmeno ora, dopo un anno. Il mio primo pensiero fu: come farà la bambina ad addormentarsi stanotte?
Oggi la paura che mi logora è come sta mia sorella? Come sta realmente?
Conosco profondamente Violetta e la sua sensibilità. L’educatrice rassicura mio padre, ma io sento che la piccola ha bisogno di noi, di tornare dalla sua famiglia. Violetta è una sorella meravigliosa, gentile e attenta. È sempre stata la mia forza. Non dimenticherò mai cosa accadde un pomeriggio, piangevo perché la sua mamma naturale mi aveva insultata pesantemente e lei piccolissima mi è venuta accanto, asciugandomi gli occhi con le manine calde. cartolina di auguri nataleElica, non piangere, tu sei bellissima! Quanto l’ho amata in quel momento e quanto l’amiamo noi tutti. Ci manca. Violetta ha una grande forza d’animo ma ricordiamoci che è una bimba, quindi vulnerabile e fragile. Ha sofferto tanto nonostante la sua età, ed è per questo motivo che il mio papà, la sua compagna, io e la mia mamma l’abbiamo sempre coccolata e amata come ogni bimbo merita. Null’altro. Oggi Violetta è sola, in nome di un progetto, quale non ci è dato sapere. È sola, il mio papà è stato ritenuto colpevole di amarla troppo, per una sindrome di alienazione parentale che non esiste! I suoi sogni cancellati. Io desidero con tutta me stessa di rivederla, io sono sua sorella, il nostro è un legame ancestrale, un legame d’amore indissolubile. Voglio aiutarla affinché i suoi sogni possano realizzarsi. E insieme potremo far sbocciare i fiori più belli. Spesso mi ritrovo a parlarle, sotto la finestra della comunità dove è detenuta, si detenuta, prigioniera di un sistema abominevole che la vuole resettare, perché rifiuta di incontrare sua madre, che nei confronti della bimba è stata riconosciuta maltrattante. È forse un computer Violetta, che deve essere resettato? O stiamo parlando di un essere umano indifeso? Resto lì, in silenzio, con la mano in alto, le parlo con l’anima e le dico: Violetta sorellina mia cara, la vita è bella, non sono tutti cattivi gli adulti, ti porterò via da questo luogo di sofferenza. Abbi pazienza. Trasformeremo i giorni bui in momenti felici e tu sorriderai ancora. Scarteremo i doni di Natale, noi tre insieme sotto lo sguardo amorevole di nostro padre, nel tepore della nostra casa, che sarà in festa per il tuo ritorno. Ti aspetto. Tua Erika”

12 dicembre 2020

One thought on “Lettera di Natale: “Violetta abbi pazienza. Trasformeremo i giorni bui in momenti felici e tu sorriderai ancora”.

  1. Cosa vuoi che commenti,
    In questa società degradata non servono i commenti ma le azioni . Abbiamo un popolo di capre che non capiscono l’evidenza che le sta intorno. Sono una voce nel deserto e da alcuni, anche maltrattata. Mi dispiace per voi, e per tutti, nella stessa
    vostra situazione, spero in uno tsunami che stravolga
    questa infame società in cui viviamo, vi abbraccio con amicizia e affetto.💋❤.

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