Vi presento Manby Kapororails: storia di un migrante che si è espresso in un brano musicale

conferenza st. Bif&stdi Cristina Scorcia
Ascoltate questo pezzo molto orecchiabile e vi racconto la storia dell’ autore di quello che potrebbe diventare un tormentone e che spero lo diventi qualora arrivi nelle mani anzi alle orecchie giuste.

Vi presento Manby Kapororails, un mio amico africano che ho conosciuto per caso un paio d’anni fa, nel centro commerciale in cui lavoro, a Modugno. Era sbarcato a Bari dal suo Paese, la nuova Guinea. Era insieme a tanti altri “compagni di viaggio” a bordo dello Zodiac, uno fra tanti su uno fra tanti di quei barconi che approdavano nel porto di Bari, in cerca di una nuova vita, un nuovo futuro, tante speranze spesso disilluse. Mi colpì subito, scattò subito forte ed immediata empatia. Manby parlava tre lingue, inglese, francese ed italiano, da poco maggiorenne, era in stand by a Palese al CARA (centro accoglienza richiedenti asilo) in cerca di un lavoro anche occasionale che gli permettesse di procurarsi il permesso di soggiorno per rimanere in Italia.  Abbigliamento “casual e sportivo”, ma ordinato e dignitoso. Gli occhi tristi nascondevano una luce, la luce di chi vuole realizzare un sogno, anzi due sogni, quello suo e della sua mamma rimasta in Nuova Guinea, cantare tutti brani reggae, (tanti) composti negli ultimi 2 anni.
Manby non è riuscito ad avere il permesso di soggiorno ed è tornato a casa. A modo suo e con i suoi pochi mezzi sta portando avanti il suo progetto, ma mi piacerebbe farlo tornare in Italia e regalargli meritatissimi momenti di felicità. Lui ha anche un canale you tube.
Mi date una manina a farlo conoscere condividendo il video?
20 ottobre 2020

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